Come ogni anno, con il mese di agosto entra nel vivo il mercato dei politici, durante il quale ogni compagine prova a rafforzarsi o a fare quadrare i bilanci in vista della ripresa del torneo a fine agosto. A farla da padrone, ancora una volta, è il Pdl, la squadra che ha le maggiori risorse da investire per confermare la leadership nazionale e provare ancora a farsi rispettare in Europa.

Dopo la dolorosa rinuncia al pilastro Fini (forza, esperienza, ma troppi problemi di spogliatoio) patron Berlusconi si è rivolto all’Udc, aspettandosi porte aperte dopo l’avallo del passaggio di Vietti al Csm. Ma mister Casini ha risposto con un secco no alla cessione dei suoi talenti più interessanti e di prospettiva: ritiene, forse non a torto, di poter monetizzare molto di più dalla loro vendita dopo un altro anno di esperienza nel campionato dell’opposizione. Auguri. Allora Berlusconi si è rivolto al suo omologo Rutelli (con il quale ha da tempo riallacciato i rapporti dopo le antiche contrapposizioni). Anche qui, però, niente da fare: forte del nuovo sponsor (con Api si vola) il trainer romano non vuole indebolire la propria compagine puntando ad una nuova, clamorosa salvezza. Finora, quindi, il Pdl ha potuto solo acquisire il cartellino di alcuni svincolati (Tanoni, Melchiorre) e sta sondando il mercato estero: piace l’argentino Merlo dell’Indipendiente. Ma non basta: gli impegni sono tanti e serve una rosa più ampia.

Grandi manovre anche nel Pd, una squadra da rifondare con i giovani e che qualcuno sta pensando di affidare all’emergente Vendola (reduce da un sorprendente campionato di B vinto alla guida della sua squadra pugliese). Schemi all’avanguardia, bel gioco e capacità di far maturare i ragazzi le sue armi. Tuttavia a gioco lungo la società dovrebbe decidere di affidarsi ancora una volta all’esperienza di mister Bersani. Vendola, quindi, dovrebbe accontentarsi di guidare la squadra primavera.

Squadra che vince non si cambia è invece il motto della Lega Nord, reduce da un campionato coronato da una insperata qualificazione in Champions league. Tutti confermati i suoi campioni, da Maroni a Calderoli, da Cota a Zaia, in attesa di nuovi talenti setacciati sui campetti di periferia. Si coccola il talento acerbo di Renzo Bossi – “el Trota” – capace di numeri ad effetto ma ancora indisciplinato tatticamente. Crescerà. Intanto è stato mandato a fare esperienza nella Lega pro lombarda, dove avrà occasione di giocare con continuità.

Tutto fermo nell’Idv del vulcanico presidente Di Pietro. A bloccare il mercato sarebbe lo scontro societario in atto con il DS De Magistris, che punterebbe a rilevare la maggioranza azionaria con l’appoggio di una cordata di imprenditori locali. Staremo a vedere.

Negli affollati corridoi dell’hotel Gallia, storica sede del mercato, rimbalza intanto una voce tutta da confermare: i partiti della sinistra indipendente, la cui iscrizione è stata cancellata dalla Lega, potrebbero ripartire dalle regionali federandosi ed affidandosi ad una vecchia volpe ormai fuori dai giochi, Fausto Bertinotti. Fantacalcio?