Ambiente & Veleni | di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio
31 luglio 2010
La ‘colata’ di Mediapolis
La scelta degli enti pubblici di stanziare risorse cospicue per questa grande opera – dalla Regione Piemonte, che sembra avere molti più fondi di quanto si pensi, ai comuni attigui al prossimo cantiere già attivi nel trasformare in terreni edificabili quelli confinanti col futuro parco tematico – scaturisce da un grande errore di valutazione, almeno agli occhi di chi ritiene il territorio una risorsa da preservare, piuttosto che una fonte (esauribile) di speculazioni edilizie da approvare.
Dal 1950 a oggi, in conseguenza di grandi opere, boom edilizi e abusivismi vari, è stata letteralmente sepolta sotto il cemento un’area grande quanto tutto il nord Italia a un ritmo di circa 250 mila ettari all’anno, compromettendo definitivamente molte bellezze paesaggistiche ed artistiche del nostro Paese, come è stato messo in evidenza dalla campagna “Stop al consumo di territorio, che proprio in Piemonte ha preso avvio, estendendosi rapidamente al resto d’Italia.
Opporsi a ulteriori avanzate di ruspe e trivelle, a nuove gettate di cemento è dunque un atteggiamento responsabile e doveroso, soprattutto perché i grandi investimenti nel settore edilizio e il conseguente consumo di territorio oggi non rispondono più a una esigenza reale, ma sono un modo per investire capitali che, spesso, non si sa nemmeno bene chi siano, come nel caso di Mediapolis.
L’impegno civile a fermare ulteriori distruzioni di territorio, paesaggio e storia, si pone però in un’ottica che corre il rischio di essere concettualmente perdente, perché è una risposta difensiva a iniziative che si giudicano, giustamente, devastanti. Il passaggio che occorre compiere è prendere l’iniziativa di formulare proposte più interessanti non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e produttivo per gli operatori del settore (come la stessa campagna sopra citata ha iniziato a fare nel campo del fotovoltaico).
Se la parola d’ordine è solo “stop”, infatti, si raccolgono solo i consensi di chi è d’accordo con questo tipo di impostazione. Ciò che serve è invece coagulare i consensi di chi ora è contrario, in modo da potere spostare interi settori di opinione pubblica, di elettorato o, perché no, di imprenditori. Perché va bene evidenziare i danni ambientali che verrebbero causati da progetti faraonici e/o inutili come può essere Mediapolis, ma è molto più importante sostenere, con la stessa forza e lo stesso impegno, proposte finalizzate a indirizzare l’attività edilizia verso la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente.
Occorre proporre e favorire la formazione di una nuova lobby di costruttori, per indurre il/i governo/i a promuovere, anche con incentivi, un vasto programma di ristrutturazione energetica degli edifici esistenti, che non esclude l’abbattimento e la ricostruzione totale, nei casi in cui ciò sia più conveniente in rapporto a una valutazione costi/benefici.
Dagli anni cinquanta in avanti, in conseguenza di circostanze storiche irripetibili e già chiuse, nei Paesi industriali avanzati una grande disponibilità di energia da fonti fossili a prezzi bassi ha portato a costruire le case senza tenere sufficiente conto dei problemi di coibentazione e di dispersione del calore. In conseguenza di ciò, oggi è necessario rivalutare e ristrutturare l’abbondante patrimonio edilizio esistente, invece di coprire un pezzo alla volta quello che si continua a chiamare Bel Paese da un’immensa colata di cemento. Se si decidesse di ristrutturare gli edifici costruiti male in passato ci sarebbe lavoro almeno per i prossimi cinquant’anni. Ma per far ciò occorre utilizzare tecnologie più avanzate, arricchendo le professionalità esistenti ed avendo la soddisfazione (anche etica) che solo le cose ben fatte riescono a dare.



e si salverebbero tante persone
(vedi in Campania oggi e tutte le volte che c’è un terremoto)
vallo a spiegare a PD e PDL che per la decrescita occorre più tecnologia che per i grattacieli degli archistar…
Voti:
0
0
ma così voialtri fermate la crescita e deprimete il pil!!
bersani non lo permetterà mai, e neanche nessun sindaco pd ad esempio nel mio paesello stanno costruendo un paio di grattacieli e hanno anche rinunciato a diversi milioni di oneri di urbanizzazione per agevolare la crescita del pil
più pil per tutti!!!
a parte la satira, concordo, da anni in italia serve e sarebbe opportuna una leggina che impedisca di urbanizzare anche un solo metro di terreno non ancora edificabile.
ma come si fa? se tutti i sindaci nessuno escluso per far carriera politica devono assolutamente portare affari alle imprese di partito?
solo qualche sindaco di centrodx che io sappia resiste, ma fino a quando?
Voti:
0
0
Lei è in errore.
In Abruzzo e Molise – tutte le amministrazioni – hanno fatto cementificare ogni mq. utile per questi ” Parchi Commerciali “. Tutti i negozi hanno chiuso bottega.
Il suo errore è di pensare che ci sia qualcuno dietro tutto questo: ci sono tutti. La torta è grande è una fetta è più che sufficiente per sanare avidi gestori del Potere.
Non esclusi sindacati e organizzazioni territoriali. Dietro le ruspe, il movimento terra, sappiamo bene cosa esiste: un mondo lontanissimo dai bisogni umani. Ecco, lei è in errore perché pensa al Territorio e NON agli affari.
Per tutti siamo solo clientes. Ora, in Abruzzo, abbiamo un C.C. per ogni 100 abitanti. I Multiplexer sono così tanti che diventeranno, a breve, discoteche.
Il Popolo Sovrano, mi diceva un Mafioso, chiede:
Droga – cocaina al primo posto.
Sesso facile a portata di mano
Divertimento 24 ore su 24.
Noi glielo forniamo a dosi sottoposte al controllo dei vari Enti. Nei limiti giusti.
Praticamente sono degli Operatori Sociali.
Voti:
0
0
Mi trovo d’accordo con lei. Le valutazioni idealistiche, per quanto basate su proiezioni veritiere, non sono utili. Il problema è che ci sono interessi radicati in ogni istituzione, ente ed attore della “torta”. Fare qualcosa a livello peprsonale è l’unico modo possibile, ma sperare in un ravvedimento operoso dei suddetti attori è utopia. Soprattutto perchè, a qualsiasi livello, notiamo come sia il denaro a muovere le coscienze, più che l’etica o la volontà di crescere o decrescere. In Campania abbiamo ogni giorno notizie agghiaccianti di crimini indicibili nei confronti dell’ambiente (per non parlare, ovviamente, dei diffusissimi crimini contro le persone). E tutto cià che emerge è che alla fine questi riccastri speculatori sono sempre a piede libero, e ogni tanto li ritroviamo in qualche indagine, dalle quali alla fine escono sempre, in un modo o nell’altro.
Distinti saluti
Massimo
Voti:
0
0
Questa è la politica ambientale di questo governo, cemento ovunque. Poi al massimo si va come nella villa sarda di Berlusconi, finti campi texani di cactus o i giardini verticali come volevano fare a milano..non importa che l’incidenza dei tumori stia salendo alle stelle, che ci stiamo avvelenando, come rinunciare a un centro del genere???
http://carloruberto.blogspot.com/2010/07/berlusconi-e-le-mele-marce.html
Voti:
0
0
In realtà questa volta Berlusconi non c’entra. Mediapolis è un’eredità dell’amministrazione della Bresso. Il cemento putroppo piace anche ai sedicenti di sinistra.
Voti:
0
0
Giusto. Con buona pace di quelli che pensano che la decrescita sia solo un luddismo antistorico o una bella utopia: invece non solo si deve, ma (perdonate l’involontario veltronismo) si può fare.
Voti:
0
0
I motivi per cui La Decrescita non si applicherà mai.
L’economia convenzionale, come dice Vladimiro Giacchè, ha l’esigenza di mantenere inalterati i consumi, ecco perché è così difficile attuare politiche di buon senso di riduzione dei rifiuti,di energia,ecc,perché il diktat economico va in altra direzione:la produzione ed i consumi devono crescere,a tutti i costi!Anche a fronte del fatto che i redditi calino e la disoccupazione aumenti.L’obiettivo utopico è:abbassare i salari e aumentare i consumi.Non a torto il nostro premier si rivolge ai cittadini italiani chiamandoli testualmente “consumatori”invitando i telegiornali a non spaventarli inutilmente con dichiarazioni economiche catastrofiche. Si incentiva così l’indebitamento con il miraggio che i consumi portino la ripresa economica, si incoraggia la cementificazione del territorio e l’abusivismo edilizio, quando oramai il nostro territorio è saturo, al collasso (dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento).
Ecco perché la crisi attuale è soprattutto crisi ambientale e crisi democratica.
Quella che ci presentano oggi come una crisi economica è una crisi di sistema, la crisi di un modello, quello del capitalismo d’assalto,del capitalismo bulimico, divoratore di Ambiente,di Territorio,di Partecipazione e di Democrazia.
Ma il Modello attuale, del capitalismo vampiro ha fallito,è un modello irrazionale di tipo lineare che tende a consumare le risorse in maniera bulimica come se queste fossero inesauribili,e non lo sono;grava sull’ecosistema in maniera oramai insostenibile ad una crescita esponenziale generando un impronta ecologica cinque volte superiore alla capacità della terra di rigenerare la risorse consumate.
Ma quanto ci costa in termini economici,ambientali sanitari tutto questo?Quanto ci costa in termini culturali?
“Il sistema è opaco e la sua natura sfruttatrice e predatoria non appare evidente agli occhi degli uomini e delle donne del mondo”
KARL MARX
Voti:
0
0
Non ci sono altre possibilità che fermare questi scempi e capire che il consumo di territorio e la conseguente cementificazione sono devastanti e portano alla distruzione di questo paese, dal punto di vista ambientale ma non solo. Da queste operazioni gli unici che ci guadagnano sono gli speculatori e il tessuto sociale viene distrutto.
Se si riuscisse a far capire anche agli imprenditori che le ristrutturazioni e i recuperi dell’esistente potrebbero comunque portare benessere e lavoro si potrebbe pensare al futuro con speranza.
Leggete la Felicità sostenibile di Maurizio Pallante, ci sono bellissime e concretissime proposte.
Voti:
0
0
Io ti dico di leggere invece(sottotitoli in Italiano)questa conferenza di Chomsky.
http://www.youtube.com/watch?v=fG5HWd5nkFQ&feature=related
Così capirai che finchè vivremo in un sistema Imprenditoriale Predatorio,qual è quello di adesso,non ci sarà nessuna Decrescita felice,al massimo Infelice.
Siamo in mano ad Irresponsabili Tirannie Private,(Capitalisti/Imprenditori/Banche)la citazione è di Chomsky,
pensare di dialogare,venire a patti con costoro,è come voler dialogare con il Diavolo.
Ma cos’altro devono fare per farvi capire che sono dei “Predoni”? i cui unici moventi sono i …”Profitti”
e su questi moventi sacrificano,..
Ambiente,Territorio,Persone,Biodiversità,ecc.
La Decrescita di Pallante,è un brodino riscaldato,che non porta da nessuna parte,è un miraggio nel deserto.Le intenzioni sono buone,ma il “Sistema”consumistico che strizza l’occhio al PIl,va dalla parte opposta.
E i potenti Capitalisti/Imprenditori/Banchieri,con i loro potenti mezzi di “Propaganda Mediatica”la Decrescita,se la mangiano la mattina a colazione.
Ti lascio con questa citazione:
“Il sistema è opaco e la sua natura sfruttatrice e predatoria non appare evidente agli occhi degli uomini e delle donne del mondo”.
K.Marx
Saluti
Voti:
0
0
Non sono gli amministratori i colpevoli ma chi li ha messi in grado di operare e cioè: la gente, l’elettore. Gli amministratori assecondano ogni desiderio della gente. E la gente vuole il cemento l’autostrada, il centro Commerciale, per passarci la domenica,invece, che so, di visitare un museo, farsi una passeggiata immersi nel verde e via dicendo.
Non è vero che gli amministratori sono corrotti ma è la gente che li costringe ad essere tali perché sempre in affanno nel soddisfare i bassi appetiti della gente sempre più pressanti.
A sud abbattono seppur con mille difficoltà qualche mostro cementificato, ma a Nord non l’ho mai sentito. Strano, perché è stracolmo di costruzioni e di cemento.
Voti:
0
0
Magari a sud è, giustamente, abusivismo mentre a nord si chiama sviluppo.
Voti:
0
0
bell’articolo.
ma quando c’è da andare a contrastare il TAV in Val Susa… dove siete???
Voti:
0
0
La decrescita non è affatto un ‘brodino riscaldato’, è assolutamente quanto di più radicale possa esistere oggi nel mondo occidentale. Almeno quella che si fa chiamare ‘sinistra radicale’ dovrebbe farne una concezione portante della sua politica economica.
Come sostiene Pallante, un primo passo è contestare inutili costruzioni proponendo alternative, ma ci sarebbe anche da denunciare la pesante azione di lobbyng delle imprese edilizie, che sostengono massicciamente e in modo bipartisan le campagne elettorali.
Voti:
0
0
Il motivo è sostanzialmente uno : il mattone creava soldi facilmente, velocemente ed in buona parte in nero, in disprezzo del territorio e dell’ambiente. Le grandi fortune italiane vengono da lì, in massima parte. Oggi il mercato sta cambiando e non sarà più come prima ma chi aveva le operazioni immobiliari in essere non demorde, tanto il cerino acceso non resterà nelle mani dei promoter/speculatori ma di altri.
Questo paese va cambiato dalle radici cominciando dalla testa degli italiani.
Voti:
0
0
E i 2 consiglieri eletti in consiglio regionale del Movimento Grand Hotel che avevano promesso di filmare le sedute con una webcam e pubblicare il tutto online dove son finiti ora che Cota ha deciso di tagliare i fondi del POR FESR destinati alle Energie Rinnovabili e destinarli al Nucleare?
Voti:
0
0
Io direi che bisogna cominciare a parlare seriamente di stop al consumo di territorio a livello nazionale. Certo, esiste gia un associazione con questa mission ma e troppo poco. I politici e gli esperti nazionali dovrebbero farlo su tutte i mezzi di comunicazione. Senza vergogna. A vergagnarsi devono essere il pazzi che vedono nella cementificazione sempre e comunque il motore dello sviluppo.
Voti:
0
0
Purtroppo tutti da destra a sinistra hanno votato pro Mediapolis. Ma probabilmente non si farà perchè i privati non hanno i soldi per realizzare un’opera del genere. A qualcosa la crisi serve.
E comunque: provate a dire ai Sindaci che non devono consumare territorio …. Dalla mia esperienza di Conferenze di Servizio in cui vedo Sindaci e Assessori non direi che quelli di centro dx sono più sensibili all’ambiente .. Non ne farei comunque una distinzione politica, ci sono persone preparate e che hanno a cuore il loro territorio e persone che non ci arrivano (e magari hanno a cuore il territorio ugualmente). Poi i disonesti corrotti magari anche ignoranti. Il problema è che adesso per fare cassa i Comuni fanno qualsiasi cosa, centri commerciali e aree produttive che resteranno vuote (non che prima fosse diverso, diciamo che adesso mi fanno pure pena). Non parliamo dei cittadini: se vai a dire che si deve fare un piano di Parco (perchè lo vuole la legge) ti tirano i pomodori perchè vogliono continuare ad andarci in moto e squad e fare quel cavolo che gli pare. Subito costituiscono Associazioni contro il parco, oppure misteriosamente si incendiano le foreste nel parco stesso … Direi che manca proprio una cultura “ambientalista”, a tutti i livelli, dal cittadino al politico per quanto posso vedere. Poi ci sono gli interessi vari degli immobiliaristi, dei palazzinari, delle aziende ecc
La legge urbanistica italiana è la stessa dal 1942, tutte le volte che hanno provato a riscriverla non sono mai arrivati all’approvazione. Poi sono le Regioni ad avere competenza in materia, perchè la legge nazionale illustra solo i principi base; e lì ogni Regione ha leggi diverse che affida competenze ad enti diversi, Comuni e Province o Comuni e Regione ecc.
Nota positiva: tutti coloro che hanno commentato l’articolo sono molto informati in merito(più di me) e li ringrazio perchè ci sono spunti interessanti!
Voti:
0
0