Blog | di Paolo Flores d'Arcais
30 luglio 2010
Contro B. Fini può vincere
Il paradosso è che contro Berlusconi oggi sono schierate – speriamo sempre più efficacemente – persone che nel Msi stavano all’estrema destra, con Rauti, mentre l’ex-Pci sta a cuccia sotto le ali dell’ex-giovane di bottega di Forlani (ricordate il Caf?), Pierferdinando Casini. E quattro chiacchiere di quattro Serracchiani non cambieranno un bel nulla, fino a che non si trasformano in opposizione-rottura nei confronti dei D’Alema e Veltroni (e relative controfigure).
Contro Berlusconi Fini può perfino vincere. Se davvero manterrà la promessa intransigenza sulla legalità. Perché allora si presenteranno a bizzeffe i provvedimenti berlusconiani che della legalità fanno strame, su cui sarà costretto a far cadere il governo. A quel punto dovrà scegliere tra governissimo, cioè mega-inciucio, e governo di lealtà costituzionale, che tolga a Berlusconi il maltolto, l’etere televisivo che è di tutti e che Berlusconi grazie a Craxi ha espropriato annettendolo a Villa Certosa. Speriamo che Fini non si faccia consigliare da D’Alema, e segua solo la logica. Ho detto “speriamo”: non è una previsione, è una possibilità, che l’azione della società civile democratica – se riprenderà le lotte – può rendere meno improbabile.



Nei giorni in cui si votava la finanziaria bersani era negli USA e avrebbe dovuto dire:faremo di tutto per annullare le commesse d’aquisto di elicotteri da guerra e cacciabombardieri (29)milioni di euro,dovrebbero scriverlo a caratteri cubitali sui muri,mentre vengono tagliati sanità e scuola..vergogna!!
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Fini non potrà mai ergersi a salvatore della sinistra, ma dell’Italia forse si. Sono tanti, anche a sinistra, che sarebbero disposti a votarlo, purchè ci liberi da questo stato di illegalità, da questa corruzione diffusa, da questa arroganza del potere. Ci rendiamo conto che non esiste più una sinistra ed una destra: esistono gli onesti e i disonesti. Benvenuto Fini nella prima categoria.
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Fini puo’ vincere. Bersani/Veltroni/D’Alema/Fassino no.
Quello di Fini e’ opportunismo. La nave affonda e i topi scappano. Ma…
Fini ha dimostrato di non temere di opporsi a Berlusconi.
Fini sta parlando di legalita’, di giustizia sociale, di rispetto delle regole e delle istituzioni. Di rispetto per i giudici e per le forze dell’ordine. E si opporra’ alle derive secessioniste.
Fini ha detto che Mangano e’ un mafioso e non un eroe.
Per questi e altri motivi, chi vota e ha votato PD deve smetterla, e votare Fini se vuol vedere la fine del Berlusconismo.
I prossimi Berlusconi sono tutti nel PD.
Ciao.
Luigi.
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Sono d’accordo. E il pensare che dopo berlinguer non ci sia stata a sinistra una, dico una, personalità politica di statura in grado di opporsi sul piano politico a B. fa venire la pelle d’oca. Un tempo la sinistra era sinonimo di progetti ambiziosi, di lotte e di ambizioni che investivano la voglia di costruire un mondo migliore. Ma chi lo dovrebbe costruire oggi? queste per-carità-brave-persone-ma che per puro caso si trovano a guidare qualcosa di cui non capiscono neanche il senso come i Bersani, le Bindi, i d’Alema, i Fassino, i Veltroni, i Chiamparino? Si, che oggi per essere di sinistra si debba votare un ex fascista è un teorema convincente. Ci sto
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Caro Fini, avanti con legalità,legalità e ancora legalità.Libertà e giustizia.
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Fini ad oggi è l’unico ad avere avuto il coraggio di alzare la testa e di opporsi a Cesare. Non ha esitato a contrastarlo su temi fondamentali per la vita democratica quali la Legalità e la giustizia. Altri anche nelle forze di opposizione??? (ad esclusione di Di Pietro) non hanno fatto altrettanto, hanno parlato il politichese allontanandosi dai problemi reali della gente. Mi auguro che tenga duro fino alla fine mandando a casa nano feroce.
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Ehm….sulla legalità Fini ha già perso in partenza: uno dei finiani è Della Vedova, e in generale a parte gli ex fascisti hanno grande importanza gli ex radicali favorevolissimi all’indulto e in generale antitetici all’Idv: sono soprattutto loro le persone con la fobia della presunta “deriva giustizialista”.
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Bari, 1 agosto 2010
Ciò che mi ha sconvolto di tutta questa vicenda è che io, come molti, aspettavo le clamorose rivelazioni del pm Lari di Caltanissetta sulle stragi del 1992 e in particolare su quella ddel giudice Paolo Borsellino e della sua scorta: rivelazioni risoltesi in una bolla di sapone ma Granata, che qualcosa sa, ha detto che in effetti ci sono politici di allora ancora attivi oggi (e non scomparsi) che non dicono ciò che sanno…a questo punto, il putiferio. Il governo solleva un polverone con una miriadi di latitanti camorristi, ndranghetisti e via dicendo, giusto per poter dire “ecco, vedete come lottiamo contro la mafia” e intanto caccia Fini e Granata che rappresentano una vera minaccia in quanto tenatno di andare non a un passo dallaverità famosa ma nella verità. Come mai non sottolineiamo tutti questa circostanza e chiediamo le dimissioni di un governo indegno e complice?
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cara terry… qua chiediamo le dimissioni… ma non si dimetteranno mai… ormai sono senza vergogna ed il sultano è pieno di gente ormai serva…. se ti capita leggi il libro di viroli… la libertà dei servi… a me è piaciuto tantissimo….
Pensa che invece di dimettersi proprio (notizia di ieri o di oggi sul fatto.. non ricordo bene) in commissione giustizia stanno rispolverando il lodo alfano…. la porcata.. una delle tante.. perchè forse il legitti imp… forse lo bocciano ad ottobre… sai meglio portarsi avanti con i lavori… che schifo…. pensa anche il processo breve è ancora li….
penso anche al pd.. alla nomina di vietti…. la magistratura è messa propio male…. ormai il sultano sta arrivando anche lì… il virus si sta espandendo….
ma la gente va al mare…. pensa al campionato che deve iniziare…. eccetera eccetera…. ma quando si sveglieranno? siamo ancora pochi noi….
sono pessimista….
ciao … buona giornata.
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E se Fini fosse l’assicurazione sulla vita di Berlusconi?
E’ stato mandato avanti, se il gradimento Berlusconi cala Fini puo’ essere il volto presentabile del regime.
Ringrazio Fini, ma io di un ex fascista, ex Pdl che pero’ voleva continuare a stare nello stesso partito di Dell’Utri e soci mi fido di certo, seeeee …
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con l’accordo – scontato – del PD il CSM ha eletto Vietti.
Le tue parole e le mie speranze ancora una volta al vento.
Ma quando questa sinistra cambierà registro? Non era questo il momento migliore per cambiare atteggiamento? sperano che accontentando l’UDC facciano un governo? Io cmq, come ti ho già scritto quando hai parlato di CSM, dopo 40 anni li saluto e non voterò più.
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E’ normale che Fini abbia più impatto e visibilità nell’opporsi a B. chiunque altro dell’opposizione non l’avrebbe mai avuta perchè ininfluente nei giochi di potere (è l’unico che potrebbe far cadere il governo l’opposizione da sola non può), l’altro che le ha avute nel recente passato è stato Bossi e si è visto come è andata a finire. Come molti però sono stanco di sperare che dopo cambi qualcosa
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Io mi domando e chiedo dove fosse Fini quando c’era da difendere lo stato italiano dall’aggressione di un primo ministro che faceva i comodi suoi (e dei suoi amici) coinvolti in processi finiti con prescrizioni e condanne definitive.
Dov’era Fini ?
Dove ?
Il paladino della legalità e della questione morale ? di chi ?
Quando gli fa comodo sta a cuccia, quando può approfittarsene sguinzaglia i suoi e fa prove tecniche per vedere quanti fedeli lo seguono.
Certo, ce la potrebbe anche fare.
Ma chi ha taciuto e fatto finta di niente fino a poco fa non è che è un tantino complice ?
O no ?
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Non vi seguo. In un’epoca di “sinistra assente” anche un modesto politico liberal-conservatore può sembrare un pericoloso giacobino. Ben venga, c’è spazio anche per lui, naturalmente. Non ditemi però che può sconfiggere Berlusconi e le spinte profonde, pulsionali, di cui la sua politica si nutre. Ci vuole ben altro. Intanto c’è un problema “sinistra” grande e pesante come la catena delle Alpi. E finché sinistra vorrà dire D’Alema, Fassino, Veltroni, Bersani ecc. non ne usciremo. Ha ragione Vendola: occorre sparigliare il gioco per ridare possibilità e speranze ad una politica che trovi i sui contenuti nella partecipazione democratica e nel cambiamento delle priorità economiche e sociali. Il resto è solo politologia.
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bravo Flores!
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Stiamo davvero augurandoci che Fini salvi l`Italia?
Mi dispiace ma stavolta credo che l`analisi di Veronica Lario sia piu` accorta di tante altre, questa compresa.
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APPELLO A TUTTA LA POLITICA E POLITOLOGIA ITALIANA 1)
Caro Flores d’Arcais,
le considerazioni che riporto sono tratte dal libro “Regole e valori nella democrazia” di Umberto Cerroni, Roma, 1989, pp. 222-223. Risalgono agli anni in cui la prima Repubblica, e i suoi partiti di maggioranza e opposizione, stanno avvicinandosi al capolinea del 1992. Sono trascorsi circa vent’anni da allora ma una seria critica alla “vecchia politica”, ai “partiti macchina”, alla “politica come pura manovra”, ecc., pare non avere ancora significativamente attecchito né nella società civile, né nell’opposizione, né nel governo e nella sua maggioranza parlamentare, né nella odierna politologia italiana. La seconda Repubblica si sta avviando ad un evidente esaurimento. Cerchiamo tutti, in questa nuova transizione, di non ripetere gli errori del passato per fondare finalmente su basi solide e non demagogiche una nuova Repubblica che rappresenti un vero progresso politico per tutti i cittadini italiani.
Si sente «la necessità di spingere oggi la politica e la politologia italiana verso una riconsiderazione generale del problema della democrazia politica lungo tre linee che sono finora risultate deboli o carenti.
La prima concerne l’assetto istituzionale della democrazia:
soltanto il rispetto comune, il buon funzionamento e il “primato delle istituzioni” dello Stato democratico può garantire la nostra convivenza politica (ndr. dunque senza rispetto rigoroso «da parte di tutti i partiti e di tutta la società civile» delle istituzioni nulla è possibile).
L’ORIENTAMENTO DEI PARTITI, DEI PARTITI, DELLE FORZE SOCIALI E DEI CITTADINI VA ORMAI GIUDICATO CON QUESTO CRITERIO.
La seconda linea riguarda il convincimento che struttura portante della nostra democrazia è oggi “un rapporto «regolare» fra governo e opposizione” e cioè il generale e reciproco riconoscimento della «pari dignità» di queste due essenziali funzioni democratiche.
Da qui potrebbe partire un risanamento della vita politica che deflazioni la contesa per il potere spostando l’attenzione sui contenuti politici del confronto.
Ne dovrebbe derivare un’azione di governo interessata a rispondere con concretezza politica alle critiche dell’opposizione piuttosto che a squalificarla continuamente e a delegittimarla.
Dovrebbe inoltre derivarne un’azione di opposizione interessata a costruire un «governo ombra» munito di forti controproposte, piuttosto che ad accusare continuamente, delegittimare e «far cadere» il governo.
Ciò comporterebbe una maggiore considerazione del problema del “consenso” nella vita politica, quindi della conquista di adesioni argomentate tra i cittadini.
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2)
La terza linea, consequenziaria, concerne la “riunificazione culturale (intellettuale) della politica”
sia nel senso che maggior attenzione ai contenuti e al consenso esige anche maggior rispetto del cittadino,
sia nel senso che il cittadino stesso va chiamato ad una partecipazione politica di tipo più elevato (ndr. si consideri il grande vantaggio di noi godiamo oggi, rispetto al 1989, con l’ampia diffusione dei nuovi mass-media “bidirezionali” e globali [resi possibili dal web] che si sono affiancati ai tradizionali e declinanti mass-media “unidirezionali”), non limitata alla difesa degli interessi e alla conquista del benessere.
La democrazia italiana, che ha il merito di aver assicurato il progresso materiale e le libertà fondamentali a tutti, può e deve oggi chiedere a tutti uno sforzo intellettuale.
La necessità di una mobilitazione delle energie intellettuali della società italiana scaturisce anche dal fatto che è assai difficile contare su una autoriforma della politica.
Una tale riforma trova infatti due grandi limiti: deve essere progettata e attuata dagli stessi partiti di cui lamentiamo il decadimento e deve inoltre passare per la strettoia di una maggioranza qualificata che ne ridurrà certamente la portata (ndr. Cerroni allude qui alla riforma delle istituzioni naufragata alla fine degli anni ’80, l’ultimo tentativo fallito fu la bicamerale di D’Alema del 1997-98: si tratta sostanzialmente dei medesimi problemi che si trova di fronte ancora oggi la politica).
Soltanto la crescita culturale della società civile e delle sue articolazioni farà avanzare una seria critica dell’odierna politica e costituirà importanti centri di controllo e pressione intellettuale sui partiti potenziando la coscienza politica e le stesse istituzioni democratiche. Al tempo stesso questa crescita contribuirà allo sviluppo moderno della nostra economia e, distaccando i cittadini da esagerate e concentrate speranze nella politica, aumenterà la fiducia e l’impegno di ciascuno nell’espletamento delle proprie funzioni civili.
Sembra proprio questo il modo di modernizzare il paese e di sanare i difetti della sua formazione storica.
Ciò non potrà non imporre alle forze politiche un ripensamento di se stesse e non potrà non imporre in tutta l’attività politica una attenzione crescente allo sviluppo intellettuale. Come sempre, lavorare per il progresso della comunità nazionale significa lavorare anche per un suo progresso politico. »
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