Ai suoi “alleati” Berlusconi chiede solo tre cose: credere, obbedire, combattere. Il vero fascista è lui. Per Berlusconi non esistono alleati: o sei un servitore o sei un nemico. Per Berlusconi non esistono lo Stato e le sue istituzioni: esistono solo le sue proprietà, governo compreso.

Il paradosso è che contro Berlusconi oggi sono schierate – speriamo sempre più efficacemente – persone che nel Msi stavano all’estrema destra, con Rauti, mentre l’ex-Pci sta a cuccia sotto le ali dell’ex-giovane di bottega di Forlani (ricordate il Caf?), Pierferdinando Casini. E quattro chiacchiere di quattro Serracchiani non cambieranno un bel nulla, fino a che non si trasformano in opposizione-rottura nei confronti dei D’Alema e Veltroni (e relative controfigure).

Contro Berlusconi Fini può perfino vincere. Se davvero manterrà la promessa intransigenza sulla legalità. Perché allora si presenteranno a bizzeffe i provvedimenti berlusconiani che della legalità fanno strame, su cui sarà costretto a far cadere il governo. A quel punto dovrà scegliere tra governissimo, cioè mega-inciucio, e governo di lealtà costituzionale, che tolga a Berlusconi il maltolto, l’etere televisivo che è di tutti e che Berlusconi grazie a Craxi ha espropriato annettendolo a Villa Certosa. Speriamo che Fini non si faccia consigliare da D’Alema, e segua solo la logica. Ho detto “speriamo”: non è una previsione, è una possibilità, che l’azione della società civile democratica – se riprenderà le lotte – può rendere meno improbabile.