Trasferire i beni demaniali ad enti locali che economicamente stanno alla canna del gas, è come consegnare al figlio tossicodipendente le chiavi della cassaforte di famiglia raccomandandosi di non aprirla…

Del resto è questa la logica che accomuna i nostri governanti e presunti oppositori: per superare questa crisi di sistema l’unica soluzione è quella di consumare di più, inquinare di più, cementificare di più…

Bisogna crescere, spendere, espandere. Per farlo è lecito corrompere, svendere, derubare, deturpando beni comuni e territori, alla faccia della democrazia, dell’onestà, e della nostra amata Costituzione.

Ci hanno raccontato per 15 anni la storiella del federalismo, mentre in realtà hanno lavorato nella direzione esattamente opposta: svuotare i comuni e i consigli comunali di ogni potere decisionale, caricare sulle spalle di sindaci virtuosi incombenze e responsabilità immani togliendo loro ogni strumento concreto ed efficace di governo, obbligandoli a scegliere la strada del consumo sfrenato.

Di territorio in primis, con la droga degli oneri di urbanizzazione.

“Più potere agli enti locali, più risorse ai comuni…” questo il ritornello cantato in coro da destra e sinistra, salvo poi privatizzare anche l’aria…: oggi i comuni che fanno scelte consapevoli e di buon senso vengono commissariati (vedi Camigliano) o rischiano di perdere la titolarità di servizi pubblici (vedi Ponte nelle Alpi).

Siamo in mano ad una banda di incompetenti (nella migliore delle ipotesi), con la peggiore classe dirigente d’Europa: vecchia, pigra, spesso corrotta…

Ora il nuovo mantra liberista è il FEDERALISMO DEMANIALE, che significa far fare affari d’oro ai soliti noti a danno dello Stato e del quel poco di patrimonio pubblico ancora nelle nostre mani.

Cosa potranno fare i comuni quando si troveranno a gestire senza fondi, personale e competenze interi pezzi di storia italiana? Cosa dovranno dire le comunità locali che vedranno ovunque diffondersi speculazioni e affari?

Ribelliamoci è la risposta, non c’è altra strada.

Chi lotta può perdere, ma chi non lotta ha già perso!

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