Mi ha colpito questa frase di Berlusconi, a proposito degli emendamenti alla legge bavaglio, che ho letto dal Ruanda, dove mi trovo in missione per conto della Commissione UE: “Abbiamo mandato fuori un bel cavallo e ci va bene se esce un ippopotamo… questa legge non ridà al cittadino l’inviolabilità della comunicazione scritta e orale, garantita dalla Costituzione come diritto alla libertà”.

Da quando Berlusconi si preoccupa dell’inviolabilità della comunicazione scritta e orale? (E, tanto meno, aggiungo, dei diritti garantiti da una Costituzione che lui stesso ritiene vecchia e superata?)

La legge Pisanu, approvata dal suo governo nel 2005, autorizza gli ascolti telefonici da parte dei servizi di sicurezza nazionali senza autorizzazione preventiva e senza controllo giurisdizionale. Un tentativo simile di ascolti generalizzati dei cittadini con la scusa della caccia ai terroristi da parte di George Bush suscitò uno scandalo nazionale e fu prontamente rivisto. Da noi il grande frattello opera indisturbato da cinque anni.

La contradizione per quanto riguarda la libertà di comunizazione scritta è ancora più lampante. Perché è la sua stessa legge “cavallo” (o “ippopotamo”, la sostanza non cambia), che lui sostiene a tambur battente, a limitare la libertà di comunicazione scritta come non mai nella storia della Repubblica. Visto che Berlusconi parlava ai diplomatici della Farnesina, forse qualcuno tra di loro avrebbe potuto alzare la mano per ricordargli un piccolo problema di cooerenza: i nostri diplomatici, come sostenitori di politiche europee fondate sul rispetto dei diritti umani, si sbracciano, quando si trovano a dialogare con paesi come quello in cui mi trovo ora, per raccommandare la tutela della libertà d’informazione. D’ora in poi, da che pulpito lo potranno fare?

Insomma, l’Italia si avvicina al modello ruandese. Anche qui gli ascolti sono sanciti per legge e attuati dai servizi di sicurezza senza l’ombra di un controllo democratico o giudiziario. La tecnologia usata è tra le più avanzate fa parte dell’invaghimento nazionale per l'”information technology”. (Tra poco il paese sarà dotato di una rete di fibre ottiche.) Di informazione vera, invece, si parla poco.

I media, dopo la chiusura di tre giornali critici, (e l’assassinio di un loro giornalista) sono cauti e rispettosi. Per le notizie vere la gente ascolta la BBC, che trasmette anche nella loro lingua. Come dovremmo fare noi, se il Parlamento approverà la nostra legge bavaglio.