Amazon ha cercato di reagire al meglio all’attacco dell’iPad lanciando un Kindle Dx che si caratterizza per un contrasto migliore del 50% rispetto al modello oggi disponibile. Ma basterà un nuovo device per sostenere l’aggressività tecnologica della Apple? Sicuramente no, perché a breve medio termine il tentativo di imporre il proprio formato, come ha fatto Amazon, non reggerà. A meno di non scegliere una formula mista come quella che ha decretato il successo di iTunes. La vera forza per la casa di Seattle rimane, comunque, quella dei contenuti: Amazon non è un libraio ma un grandioso editore e con l’ultimo Kindle Dx gioca sulla carta, allettante, di incrementare la fee che è disponibile a pagare a chi pubblica un prodotto editoriale sulla propria piattaforma. Sinora il titolare del contenuto poteva contare sul 35% del prezzo di vendita, se il prezzo finale, che veniva deciso solo da Amazon, era compreso tra 1,99 e 2,99 dollari.

Con la nuova offerta la fee raddoppia al 70% per un prezzo di listino tra i 2,99 e i 9,99 dollari e la possibilità di attivare la funzione text-to-speech. L’obiettivo è chiaro: adottare un modello simile a quello che ha fatto il successo delle application per iPhone e che sicuramente replicherà con l’iPad. In questo caso la killer application potrebbe essere il contenuto digitale stesso! Un esempio: se visitate il Kindle Store trovate cinque diverse edizioni del Manifesto del partito comunista a 4,57 dollari e potete anche scaricare gratuitamente (per una promozione) uno dei best seller di Adam Smith: Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni. Migliaia di classici dell’editoria sono destinati a invadere il mondo degli ebook, decretando la fine di un modello imprenditoriale aprendo la strada alla diffusione della cultura low cost.