L’ex ministro Aldo Brancher è stato condannato a 2 anni di reclusione e 4mila euro di multa a Milano nell’ambito del processo , con rito abbreviato su un filone dell’inchiesta sulla tentata scalata ad Antoveneta da parte di Bpi.

Il pm Eugenio Fusco questa mattina aveva chiesto per l’ex ministro una condanna a 2 anni di reclusione e 6 mila euro di multa. Tale richiesta è stata in sostanza accolta dal giudice.

Il giudice monocratico Annamaria Gatto ha giudicato Brancher colpevole di due episodi di ricettazione e altri due episodi di appropriazione indebita. In particolare la condanna ha riguardato anche il capo 6 d’imputazione relativo all’episodio che coinvolgeva anche il ministro Roberto Calderoli la cui posizione era stata, in passato, archiviata. Tale episodio riguarda la ricettazione di 200mila euro recapitati dall’ex ad di Bpi Gianpiero Fiorani all’allora parlamentare in una busta il 31 marzo 2005. L’ex ministro, invece, è stato assolto nell’ambito di ulteriori due capi di imputazione. Il giudice ha quindi stralciato la posizione della moglie del politico, Luana Maniezzo disponendo la trasmissione degli atti per competenza al tribunale di Lodi.
“Il processo ha piu’ gradi di giudizio. Vedremo cosa fare dopo le motivazioni”. E’ questo il primo commento del legale di Brancher, avvocato Pier Maria Corso, dopo la condanna del suo assistito. “Il giudice – aggiunge – ha condiviso parzialmente la linea difensiva”.

”Adesso esiste la prova provata che la nomina a ministro di Brancher è stata effettuata solo per sottrarlo alla condanna nel processo Antonveneta”, dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: “Adesso Berlusconi si assuma la responsabilità politica di una nomina immorale ha messo in imbarazzo anche il Presidente della Repubblica e rassegni immediatamente le proprie dimissioni”.