Caro Padre, non faccia fesserie. Lasci perdere la balzana idea di farci vivere, tutti, fino a 120 anni. Innanzitutto mi domando chi è colui che desidera vivere un periodo così lungo. La maggior parte delle persone, moderatamente sensate, si avvolgono nei ricordi quando l’età inizia a limitare le loro passioni e attività. Protrarre un vivere, lento e talvolta doloroso, di ricordi e malinconie non mi sembra possa annoverarsi tra i progressi importanti della scienza. Mi sembra una inutile crudeltà.

Ma vi è di più: Lei ostinatamente si annovera tra coloro che vogliono, sempre di più, espellere il concetto di morte dalla nostra vita. Vuole dilatare il finito. Operando, in tale maniera, si rischia di sconfinare nella assoluta onnipotenza e Lei, Padre, mi insegna che l’onnipotenza è appalto di pochi, per non dire di uno solo. Quando, al contrario, l’onnipotenza si impossessa di esseri umani, quale il caso di molti adolescenti i risultati, ahinoi, si vedono. Ma è nello status di adolescente non raffigurare la morte o la malattia, vissuta come altro da se, dalla propria vitalità. Lei, apparentemente non sembra appartenere alla categoria degli under “ qualche cosa”. Sembra appartenere, per anagrafe e ruolo sociale, a quella gerontocrazia che rappresenta uno dei mali assoluti del nostro paese. Sarà per questo che pensa di vivere, insieme agli altri gerontocrati, ancora 40 o 50 anni?

Mi perdoni, caro Don Verzè, se insisto: la vita è già faticosa per le persone normali. Si arriva ad una certa età logorati, come si diceva una volta, nel fisico e nel morale. E malgrado la cultura contemporanea ci bombardi di esempi di vecchietti e vecchiette in splendida forma, il proliferare di badanti e di spese mediche legate alla terza età ci fa tornare al dato di realtà: la vecchiaia è in se una “ malattia”. Più o meno lieve, più o meno grave. E sufficiente accettare questo dato perché ci si renda conto che la sua idea va abbandonata immediatamente. Lei non vuole curare la malattia, la vuole protrarre.

E se non bastassero questi ragionamenti mi permetta, in tutta leggerezza, di ricordarLe anche che, ad esempio, mia figlia erediterebbe a circa 90 anni e che lo scalone per andare in pensione diventerebbe una gradinata da stadio Maracanà.

Per ultimo, l’idea di vedere ancora per 40 anni le facce della stessa classe dirigente, compresa la Sua, sottoporrebbe a rischio di patologie cardiache, milioni di persone. Che aspirano ad una aspettativa di vita meno dilatata ma più tranquilla.