Orvieto, 25 luglio 2010 – All’assemblea programmatica organizzata dalla Fondazione Nuova Italia, si celebra uno degli spettacoli più deliranti e fanatici di Ignazio La Russa.
Il ministro della Difesa, nonchè coordinatore del PDL, tuona contro Fabio Granata, che aveva accusato parti del governo di non aver fatto abbastanza per chiarire le stragi di mafia del ’92 e del ’93. Granata è definito sprezzantemente “ragazzo” da La Russa, il quale specifica anche che il suo compagno di partito ha sempre compiuto “azioni improvvide” da quando lo conosce. E lo ammonisce pesantemente: “O dopo questa pesante accusa tu mi dici nomi, cognomi, almeno circostanze, non dico prove, ma indizi di quello che hai detto, e io mi dimetto dal governo, oppure tu chiedi scusa e lasci il partito! Almeno chiedi scusa!”
 
I ‘vaneggiamenti’ di La Russa proseguono, raggiungendo l’apoteosi del paradosso con la citazione di Fabrizio De Andrè e delle sue canzoni (“Il pescatore” e “Il gorilla”), assunte indegnamente come esempio della concezione contraddittoria della sinistra sulla giustizia e sulla magistratura.
 
Il furore larussiano prosegue con una preghiera accorata all’ex camerata Fini attraverso un contrito prologo e svariate arzigogolate perifrasi, il cui messaggio, papale papale, è: “Gianfrà, entra nel governo e lascia la carica istituzionale di Presidente della Camera”.
 
Finali fuochi pirotecnici con il racconto di un vecchio aneddoto, risalente al 1954 e riguardante le antiche scazzottate che avvenivano costantemente nei congressi MSI. Protagonisti dela storiella: Nino Buttafuoco, zio del giornalista di Panorama, Pietrangelo, e Filippo Anfuso, ultimo ministro degli esteri dell’RSI. Simulacri in orbace di un MSI diventato partito del biscionato arcorese, che sono riesumati da La Russa per effondere una delle regole vitali ed imprescindibili del bravo pidiellino: “Prendetevi pure a sediate, litigate e picchiatevi a sangue. Non può che essere uno spettacolo bellissimo. Che sia sempre così, senza violenza però”. Gemma di sapienza illuminante e quasi abbacinante.
 
E intanto nel sacrario di Predappio, dopo i primi arcani fenomeni sonori registrati a seguito delle esternazioni di Lele Mora , continuano a sentirsi strani e frenetici movimenti rotatori.