Terza pagina | di Andrea Valdambrini
26 luglio 2010
James Bond licenza di chiudere
L'ultimo 007 rischia di non arrivare nelle sale. Colpa dei debiti miliardari della Mgm
Nonostante il mistero avesse circondato i primi passi della nuova pellicola, cominciava anche ad emergere qualche particolare della storia. Le rivelazioni più ghiotte erano arrivate dal blogger James Mason, che rivelava: “Il titolo di lavoro è The Property of a Lady. Prendendo il nome da Maria Fredenstein e dall’ambientazione in una casa d’aste che si trova in un racconto di Ian Fleming (contenuto in Solo per i tuoi occhi), il nuovo Bond, cambierà i soliti schemi della storia. Sembra infatti che Bond apprenda fin dall’inizio che Quantum domina già il mondo. Da qui il titolo: la proprietà della Signora è il mondo intero”. Il post ha circolato qualche giorno, poi però è scomparso insieme a tutto il blog, poco prima dell’arrivo dei guai della produzione. Le indiscrezioni rese pubbliche, si sa, non piacciono ai servizi segreti.
Vero è che il suicidio cinematografico di Bond ha un colpevole: la Metro Goldwyn Mayer, che un lento declino partito dagli anni ’70 ha portata sull’orlo del baratro. La situazione finanziaria parla da sé: quasi 4 miliardi di dollari di debiti, la dichiarazione dell’impossibilità di andare avanti così da parte dei creditori lo scorso novembre, e il tentativo di venderla all’asta. Ma nonostante qualche timido accenno di interesse da parte di Time Warner, del magnate russo Leonard Blavatnik, e di Lionsgate, che quasi subito ha ritirato l’offerta, si è ancora lontani dal prezzo stabilito per non far stramazzare al suolo il leone un tempo ruggente.
Come accoglie la notizia della sospesa produzione il “nostro” Bond? “Mi dispiace innanzitutto per il cast”, ci risponde Francesco Prando, voce italiana di Daniel Craig. “Capisco anche le difficoltà del nuovo film: mentre Casino Royal è andato molto bene, di Quantum of Solace purtroppo non si può dire altrettanto”.
Dopo averci ricordato quanto è lunga la trafila arrivare a doppiare 007, chiediamo a Prando se ha qualche rimpianto per la nuova immagine di Bond, così diversa da quella del passato. “Avrà perso la sua eleganza britannica, ma ci ha guadagnato in umanità. È un personaggio che sbaglia, è violento, entra nel bar e dice “dammi da bere, chi se ne frega che cosa”, perché ha le sue delusioni e i suoi momenti no. Trovo che l’interpretazione di Craig sia andata a rompere degli schemi, creando qualcosa di nuovo”.
È vero comunque che se il destino di Bond 23 appare segnato, sul futuro della serie cinematografica non è ancora detta l’ultima parola. Le vicissitudini delle passate produzioni incoraggiano almeno un po’ di ottimismo. Dopo l’uscita di Licenza di uccidere nel 1989, sono dovuti passare sei lunghi anni prima di rivedere James Bond al cinema. Solo nel ’95 infatti è arrivato Golden Eye. L’agente 007 aveva cambiato volto, passando da Timothy Dalton a Pierce Brosnan, ma restava sempre pronto a sbaragliare nemici dell’umanità e conquistare donne inarrivabili per i comuni mortali.
Al momento di tutto il lavoro fatto e da farsi non rimane che una sigla. Dopo 007, Bond è diventato un anonimo numero di film-che-non-c’è. Magari anche questo potrebbe essere meno drammatico di quel che sembra. Quando il leone della MGM riprenderà a ruggire, qualcuno potrebbe accorgersi che Bond 23 non è un titolo proprio da buttare via.



Rido pensando che c’è gente che fa film coi controc***i con 10.000 euro mentre questi non riescono a produrre la loro spazzatura per mancanza di fondi. Fozza, fozza, gemsbond!
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L’incasso mondiale di Casino Royale è stato di 594 milioni di dollari, quello di Quantum of Solace $586 milioni di dollari, solo leggermente inferiore ma certamente un gran bell’incasso! (fonte: boxofficemojo.com). Per cui, non me ne voglia Prando, dire che QoS non è andato molto bene è una scemenza. E’ noto che le difficoltà dell’avvio della produzione del nuovo Bond sono legate solo ed esclusivamente ai tempi lunghi delle trattative per l’acquisto del marchio MGM e non perchè A Hollywood è arrivata la crisi…
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Ammetto di non essere un esperto di cinema, volevo soltanto segnalare un fatto di costume, ovvero lo stop di una serie di film,ommeglio della serie più longeva della soria del cinema. Può piacere o non piacere, questi sono gusti. Chiedo scusa delle imprecisioni, se ci sono, e sono grato a chi mi corregge. Non volevo dire che il cinema americano è in crisi, perché non potrei documentare una simile affermazione. Mi sembrava solo interessante sapere che – magari per la gioia di qualcuno – il film è al momento fuori produzione.
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Caro Brain, considera che quei $586 milioni vanno rapportati ad un Budget iniziale di $200 milioni, ben $50 mil di più di Casino Royale. Io credo che per un produttore cinematografico investire 50 milioni in più e vedersi quasi 10 milioni in meno di incasso non sia la cosa più bella del mondo. Inoltre il danno di Quantum of Solace, film banale e noioso che brilla solo per il mitico Daniel Craig, si sarebbe visto ai botteghini del sequel. Credo che gli incassi di QoS sono in gran parte spiegabili per il successo clamoroso di Casino Royale, anch’io sono andato a vedere QoS pensando solo all’ottimo lavoro fatto in Casino Royale..e sono rimasto deluso.
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Lucho, tu sicuramente starai parlando dei cinema panettone, è chiaro.
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Brain, infatti, ma devi capire che a quelli che hanno le fette di salame negli occhi, li si può dire quello che si vuole.
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Caro Valdambrini,
non me ne voglia, ma la notizia è vecchia di mesi e mesi: maggiore documentazione e cognizione di causa non guasterebbe. Impari da Nikki Finke, grazie!
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Ha ragione, la notizia non è nuova, ma la decisione della sospensione definitiva è stata presa da poco. Per questo ho pensato di “fare il punto”, anche interpellando la voce italiana di Craig. E solo pochi giorni fa il Financial Times tornava (nella versione online) sul film con un’analisi, ovviamente tutta centrata sulla crisi in cui versa la MGM.
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speriamo…sono film che fanno c-a-g-a-r-e (come dicono a edimburgo)
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Infatti, non hanno confronto con i nostri cinema panettone, questi si che hanno … valore.
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era ora… questo “eroe” del dopoguerra era ormai piuttosto antiquato.
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Brutto articolo.
I soldi ci sono eccome, questo e’ il migliore anno del cinema da tantissimo tempo.
La differenza e’ che i soldi si sono spostati, tutto qui.
007 non interessa ai produttori, o quanto meno il progetto di quel film non piace.
E’ pieno di film nuovi, quindi la ‘crisi’ non c’e’ al contrario e’ boom per hollywood, con i cinema che si riempiono.
Chi soffre sono i DVD, che ormai non interessano a nessuno.
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Caro Andrea, si era capito che non eri un esperto di cinema
ma non ti preoccupare, almeno riconosci i tuoi limiti e lo ammetti, il che in Italia è un bell’elemento di onestà e sincerità piuttosto raro! Quanto a chi si rallegra perchè il film non verrà fatto o ‘questi film fanno schifo’…liberissimi di non andare a vederli, no? saluti a tutti
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Riconoscere i propri errori è fondamentale, certo. Per “non sono un esperto di cinema” intendevo: non ho fonti primarie che mi diano informazioni certe sullo stato del cinema di Hollywood. Ma credo di essere uno spettatore medio e abbastanza isruito, cioè non sono ignorante. Dunque correggo grazie ai commenti (anche di Marco a cui, legittimamente il mio articolo non è piaciuto. Stimolo per me a fare meglio): la MGM è in crisi, su questo mi sono documentato come fa qualsiasi giornalista: leggendo.
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Sono davvero davvero disperato, come potrò sopravvivere…..
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Il prodotto è ormai obsoleto;poi a parte quelli di Sean Connery,qualcuno di Roger Moore e Pierce Brosnan,tutti gli altri fanno letteralmente cagare.Si devono rinnovare e trovare un attore di lunga esperienza.Dal momento che l’unica cosa che,indipendentemente da chi lo interpreta e dalla sceneggiatura adeguata ai tempi,non cambia mai,è che James Bond tromba sempre alacremente con le donne più belle del mondo.Quindi facciamolo fare a Rocco Siffredi,due al prezzo di uno.Immagino già i titoli:”Il lungo braccio al servizio di sua maestà”o”Rocco e suo fratello.”Risparmierebbero pure sugli effetti speciali.
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