Il rispetto delle regole, ossia la legalità. Non è certo un vanto del ministro Maria Stella Gelmini ormai ad ogni piè sospinto ci fa scoprire la disinvoltura con cui dirama le sue circolari. Senza rispetto delle più elementari procedure. E qualche volta paga. Perchè i suoi provvedimenti vengono bloccati dal Tar. Come è successo lo scorso 19 luglio. Il guaio è che a pagare poi di riflesso non è solo lei. Pagano, ad esempio dirigenti e impiegati degli uffici scolastici regionali che si vedono da un giorno all’altro intimare di rinviare le vacanze perchè devono rifare gli organici di istituti tecnici e professionali.

Pagano le migliaia di docenti che erano stati costretti a ciedere il trasferimento in quanto diventati soprannumerari e che non si sa quando vedranno pubblicati i trasferimenti. Pagano le scuole che alla vigilia del nuovo anno scolastico non sanno ancora con che insegnanti e con che orari settimanali potranno gestire l’attività didattica. Insomma si è creata una situazione di tale confusione e incertezza che non ha precedenti nella storia della scuola italiana. Roba da terzo mondo. Ma forse la Gelmini nemmeno si accorge di quel che sta combinando. Intenta com’è a rincorrere l’incarico di coordinatrice unica in seno al Pdl. Tutto per dimostrarsi succube del suo padrone.