Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Gentile redazione,

in seguito ai ripetuti articoli apparsi sul vostro giornale nei quali si lascia intendere che la mia fresca carriera politica possa dipendere non dalle mie qualità e dalla mia formazione ma dal capriccio di qualche potente, mi corre l’obbligo di precisare una serie di punti.

  1. Innanzitutto io mi ho laureata davanti a un tavolo pieno di signoroni importanti che alla fine hanno dato pure il giudizio: buono.
  2. Conosco 5 lingue, e quando serve non mi faccio scrupolo di usarle.
  3. La politica l’ho sempre praticata, sin da piccola, cioè da quando ho avuto l’età legale per farlo che è 14 anni purché consenziente.
  4. Mi amareggiano certi attacchi prevenuti di una certa parte politica perché io non ho mai fatto distinzioni fra destra e sinistra: chi c’era c’era. E questo è il ringraziamento?
  5. La mia fedina penale non ha niente da nascondere, perché io il signor  Fede l’ho visto solo due volte (non consecutive) e la Fedina del suo telegiornale non l’ho fatta mai. E penale men che meno.
  6. Ho fatto tanta gavetta, nel corso della quale so solo io che cosa ho dovuto buttare giù. E tutto quello che ho ottenuto me lo sono guadagnato col sudore della fronte; e anche retro.
  7. Fare la politica costa, lo so io quello che spendo solo di creme. E poi i sacrifici: adesso che è estate posso prendere il sole solo in certe ore e in certe posizioni. Per non parlare degli impegni che non mi lasciano nemmeno il tempo di tenermi aggiornata come si deve come fa mio cugino che tutti i santi giorni si legge Il Corriere dello sport.
  8. Non mi sono mai rifatta niente, e sì che di possibilità ne ho avute.
  9. Non mi devo vergognare di niente, manco di quelle foto che comunque quello era il mio fidanzato. E nemmeno mi vergogno di usare la macchina blu con l’autista, perché ci mancherebbe pure che mi dovessi mettere a guidare io come una poco di buono.

Siccome sono buona voglio anche passare sopra a tutto: le volgarità che sento, le basse insinuazioni, le allusioni… Ma su una cosa non ci sto, anche per rispetto alla mia famiglia che ormai mia madre si vergogna pure a uscire a fare la spesa. Quindi o ci avete le prove, o sennò non vi permettete di scrivere ancora che io di mestiere faccio la deputata, perché vi denuncio.

Cordiali saluti,

On. Samantha Lopopolo, Caserta*

*(anche se sono spesso a Roma per lavoro)