l fogliettone del calcio francese non conosce soste. I Bleus un mese fa erano spettacolari ciofeche, adesso sono anche volgari puttanieri e corruttori di minorenni. Il problema è che, essendo a nord delle Alpi, il fatto di andare a mignotte non inorgoglisce nessuno, né primi ministri né calciatori. Naturalmente parlo di Ribery, Benzema, Govou. E della biondona Zahia, che era insospettabilmente minorenne quando Ribery le pagò il viaggio da Parigi a Monaco di Baviera per spassarsela un po’ (poi si è comprato un jet privato, “no commercial flight”).

Ora, di come dove quando e con chi Ribery e compagnia si sollazzano, come si dice, non me ne puo’ fregar di meno. Questi ragazzoni pero’ stanno combinando un bel guaio. Ne ho avuto la prova stamane al caffé, per quanto vale (e ormai vale, vale). “Ecco – mi ha detto François il cameriere – questi sono dei ‘sauvageons’”. Che vuol dire “sauvageon”? Selvatico, maleducato, burino, ignorante. Il non detto del pur mite François è il seguente: si confermano ragazzacci di banlieue, lì dove non si puo’ che crescere male. Altroché lo sport come riscatto, il football educativo, l’esempio comportamentale ecc…Teppistelli arricchiti, ecco cosa sono. Quanti sono in Francia a pensarla cosi’? Sospetto siano tanti, ma proprio tanti. Ed è un gran peccato, perché le banlieues con questa storia fanno un altro passettino indietro, i loro abitanti si confermano irredimibili, il governo di Sarkozy monta in cattedra come una badessa incattivita.

L’ineffabile Roselyne Bachelot, ministro dello sport, impartisce già ordini a Laurent Blanc, successore di Raymond Domenech: “Non ho consigli da dare, ma io non integrerei nella nazionale un giocatore indagato”. Lo Stato forte, da queste parti, non riguarda solo l’economia. E’ un bene o un male?