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	<title>Commenti a: La ricerca e le torri d&#8217;avorio</title>
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		<title>Di: eulero</title>
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		<dc:creator>eulero</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:08:42 +0000</pubDate>
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		<description>Sono più volte intervenuto nelle discussioni innescate dai post del blog di Sylos Labini. Anche in questa “finestra” vorrei dare il mio contributo che necessariamente duplica qualche mio intervento precedente. Primo punto. Non credo che la discussione che coinvolge l’intera Università porti da nessuna parte. Interventi generici e generalizzati servono solo a confondere le acque. L’università così come è oggi è anacronistica e priva di senso. Mescolare facoltà come giurisprudenza ed economia con scienze o lettere con medicina trovo che sia demenziale. E’ per questo che da tempo vado proponendo una separazione ad esempio della facoltà di scienze dal resto dell’università. D’altra parte negli USA esiste la scuola di medicina che è separata ed in Francia ingegneria non fa parte dell’università. Punto secondo: parlare di singoli interventi, come il cambio dell’età pensionabile, all’interno in una non-riforma che non ha un progetto per il futuro, che non ha stanziato un euro e che di fatto mira ad annullare l’università pubblica e soprattutto la ricerca, mi sembra (non voglio offendere nessuno) alquanto stupido. 
Per il resto rinvio ai dibattiti sul blog del sig. Sylos.
Cordiali saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono più volte intervenuto nelle discussioni innescate dai post del blog di Sylos Labini. Anche in questa “finestra” vorrei dare il mio contributo che necessariamente duplica qualche mio intervento precedente. Primo punto. Non credo che la discussione che coinvolge l’intera Università porti da nessuna parte. Interventi generici e generalizzati servono solo a confondere le acque. L’università così come è oggi è anacronistica e priva di senso. Mescolare facoltà come giurisprudenza ed economia con scienze o lettere con medicina trovo che sia demenziale. E’ per questo che da tempo vado proponendo una separazione ad esempio della facoltà di scienze dal resto dell’università. D’altra parte negli USA esiste la scuola di medicina che è separata ed in Francia ingegneria non fa parte dell’università. Punto secondo: parlare di singoli interventi, come il cambio dell’età pensionabile, all’interno in una non-riforma che non ha un progetto per il futuro, che non ha stanziato un euro e che di fatto mira ad annullare l’università pubblica e soprattutto la ricerca, mi sembra (non voglio offendere nessuno) alquanto stupido.<br />
Per il resto rinvio ai dibattiti sul blog del sig. Sylos.<br />
Cordiali saluti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Stefano T.</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-2/#comment-505843</link>
		<dc:creator>Stefano T.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 07:31:50 +0000</pubDate>
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		<description>deh... manco io... ;-)</description>
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		<title>Di: TERESA S.</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-2/#comment-502787</link>
		<dc:creator>TERESA S.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 16:41:59 +0000</pubDate>
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		<description>non a me verrebbe la voglia di fare una rivoluzione!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non a me verrebbe la voglia di fare una rivoluzione!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano T.</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-2/#comment-502384</link>
		<dc:creator>Stefano T.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 12:53:13 +0000</pubDate>
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		<description>... e noi stiamo a discutere di portare la meritocrazia in italia? ... ma un pochino, dico solo un pochino, presi per il c..o, non vi ci sentite? A Londra oggi c&#039;è un bel sole: Enjoy! and God Save The Queen</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; e noi stiamo a discutere di portare la meritocrazia in italia? &#8230; ma un pochino, dico solo un pochino, presi per il c..o, non vi ci sentite? A Londra oggi c&#8217;è un bel sole: Enjoy! and God Save The Queen</p>
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		<title>Di: Mauro Degli Esposti</title>
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		<dc:creator>Mauro Degli Esposti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 10:50:03 +0000</pubDate>
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		<description>Il fermentatore e&#039; chiaramente in UK, come discuteremo nella seconda conferenza della VIA a Manchester l&#039;11 Settembre prossimo - e spero che potrai parteciparvi, Mario! Tuttavia, essendo una struttura online, sara&#039; inevitabilmente delocalizzata. Idealmente, penso che prima o poi qualche collega che originariamente viene dal Sud e tornera&#039; dalle sue parti dopo un periodo di formazione in UK produrra&#039; una piattaforma di ancoraggio della NOVA presso qualche universita&#039; del Sud, in modo di attingere nel modo piu&#039; virtuoso possibile a fondi di formazione (EU etc.) che sono disponibili per il mezzogiorno - dove comunque troveremo buona parte degli studenti per la NUOVA, direi. Infatti, sara&#039; molto piu&#039; economico ad uno studente bravo ma con pochi mezzi iscriversi e sequire i corsi online della NOUOVA da casa, al suo paese, che migrare in una delle affollatissime universita&#039; del centro-Nord, con tutte le difficolta&#039; che cio&#039; tradizionalmente comporta. Potrebbe essere anche un modo per arginare, finalmente, il drenaggio di risorse umane dal Sud al Nord nel belpaese!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il fermentatore e&#8217; chiaramente in UK, come discuteremo nella seconda conferenza della VIA a Manchester l&#8217;11 Settembre prossimo &#8211; e spero che potrai parteciparvi, Mario! Tuttavia, essendo una struttura online, sara&#8217; inevitabilmente delocalizzata. Idealmente, penso che prima o poi qualche collega che originariamente viene dal Sud e tornera&#8217; dalle sue parti dopo un periodo di formazione in UK produrra&#8217; una piattaforma di ancoraggio della NOVA presso qualche universita&#8217; del Sud, in modo di attingere nel modo piu&#8217; virtuoso possibile a fondi di formazione (EU etc.) che sono disponibili per il mezzogiorno &#8211; dove comunque troveremo buona parte degli studenti per la NUOVA, direi. Infatti, sara&#8217; molto piu&#8217; economico ad uno studente bravo ma con pochi mezzi iscriversi e sequire i corsi online della NOUOVA da casa, al suo paese, che migrare in una delle affollatissime universita&#8217; del centro-Nord, con tutte le difficolta&#8217; che cio&#8217; tradizionalmente comporta. Potrebbe essere anche un modo per arginare, finalmente, il drenaggio di risorse umane dal Sud al Nord nel belpaese!</p>
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		<title>Di: Mauro Degli Esposti</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-502126</link>
		<dc:creator>Mauro Degli Esposti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 10:40:30 +0000</pubDate>
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		<description>Stefano, tutto qiel che dici e&#039; tremendamente realista. Ma nella storia i cambiamenti non succedono se tutti semplicemente constatano lo &#039;status quo&#039; e poi non fanno nulla.  Pero&#039; anche un piccolissimo gruppo di idealisti &#039;doers&#039;, come inguaribilmente credo di essere io, potrebbe inoculare nella cultura senescente (intesa sia come brodo vecchio che &#039;culturame&#039;) cambiamenti incisivi, producendo semplici proposte e anche modelli nuovi di fare universita&#039; - come la NUOVA, appunto. E cosa avremmo da perdere, after all?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano, tutto qiel che dici e&#8217; tremendamente realista. Ma nella storia i cambiamenti non succedono se tutti semplicemente constatano lo &#8216;status quo&#8217; e poi non fanno nulla.  Pero&#8217; anche un piccolissimo gruppo di idealisti &#8216;doers&#8217;, come inguaribilmente credo di essere io, potrebbe inoculare nella cultura senescente (intesa sia come brodo vecchio che &#8216;culturame&#8217;) cambiamenti incisivi, producendo semplici proposte e anche modelli nuovi di fare universita&#8217; &#8211; come la NUOVA, appunto. E cosa avremmo da perdere, after all?</p>
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		<title>Di: Mauro Degli Esposti</title>
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		<dc:creator>Mauro Degli Esposti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 10:29:18 +0000</pubDate>
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		<description>Rispondo ad Angela per illustrare il progetto NUOVA , anche su sollecitazione di Silvia Ferrara.  A primavera trovai un articolo giornalistico sull&#039;University of the people e lo divulgai nella Via-academy con un commento ad un post sul BLOG del nostro sito. Ci fu subito un forte entusiasmo di alcuni colleghi, fondatori e membri recenti del nostro network. Quindi buttai giu&#039; un &#039;backbone&#039; di progetto di base, con un minimo di 3-4 facolta&#039; ed una decina di docenti disponibili - in UK e nel resto d&#039;Europa. Inizialmente si chiamava NOVA, ma poi l&#039;abbiam cambiato in NUOVA per non generare confusione con altre iniziative aventi lo stesso nome. Un collega matematico ha pure creato un gruppo Google che raccoglie l&#039;evoluzione delle bozze di programma didattico con i contributi iniziali di vari colleghi - matematici, fisici, biologi, biochimici, chimici, economisti, studiosi di design ambientate etc.  Essendo una persona pratica, intendevo prima vedere se si riusciva a creare un embrione del progetto all&#039;interno della mia Faculty of Life Sciences dell&#039;universita&#039; di Manchester, dove ho l&#039;appoggio del fortissimo nucle di e-learning. Pero&#039; mi son scontrato con la burocrazia del sistema didattico inglese, e della mia limitata capacita&#039; di produrre un dettagliato &#039;business plan&#039;. Ho quindi seguito l&#039;idea di &#039;volare alto&#039; che altri colleghi stavano portando avanti, soprattutto i due Luca (B and C) che hanno gia&#039; fatto commenti qui. Insieme a loro abbiamo messo in cantiere la struttura online di base della NUOVA - a cui ora sarebbe bello contribuissero tutte le persone potenzialmente interessate. Questo post potrebbe essere il &#039;trigger&#039; per accandere la passione di costruire insieme un modo veramente nuovo di produrre cultura e formazione superiore per gli Italiani - sia docenti che studenti! E poi la vendiamo ai brasiliani, argentini etc. - eventualmente. Per maggiori informazioni, scrivetemi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo ad Angela per illustrare il progetto NUOVA , anche su sollecitazione di Silvia Ferrara.  A primavera trovai un articolo giornalistico sull&#8217;University of the people e lo divulgai nella Via-academy con un commento ad un post sul BLOG del nostro sito. Ci fu subito un forte entusiasmo di alcuni colleghi, fondatori e membri recenti del nostro network. Quindi buttai giu&#8217; un &#8216;backbone&#8217; di progetto di base, con un minimo di 3-4 facolta&#8217; ed una decina di docenti disponibili &#8211; in UK e nel resto d&#8217;Europa. Inizialmente si chiamava NOVA, ma poi l&#8217;abbiam cambiato in NUOVA per non generare confusione con altre iniziative aventi lo stesso nome. Un collega matematico ha pure creato un gruppo Google che raccoglie l&#8217;evoluzione delle bozze di programma didattico con i contributi iniziali di vari colleghi &#8211; matematici, fisici, biologi, biochimici, chimici, economisti, studiosi di design ambientate etc.  Essendo una persona pratica, intendevo prima vedere se si riusciva a creare un embrione del progetto all&#8217;interno della mia Faculty of Life Sciences dell&#8217;universita&#8217; di Manchester, dove ho l&#8217;appoggio del fortissimo nucle di e-learning. Pero&#8217; mi son scontrato con la burocrazia del sistema didattico inglese, e della mia limitata capacita&#8217; di produrre un dettagliato &#8216;business plan&#8217;. Ho quindi seguito l&#8217;idea di &#8216;volare alto&#8217; che altri colleghi stavano portando avanti, soprattutto i due Luca (B and C) che hanno gia&#8217; fatto commenti qui. Insieme a loro abbiamo messo in cantiere la struttura online di base della NUOVA &#8211; a cui ora sarebbe bello contribuissero tutte le persone potenzialmente interessate. Questo post potrebbe essere il &#8216;trigger&#8217; per accandere la passione di costruire insieme un modo veramente nuovo di produrre cultura e formazione superiore per gli Italiani &#8211; sia docenti che studenti! E poi la vendiamo ai brasiliani, argentini etc. &#8211; eventualmente. Per maggiori informazioni, scrivetemi!</p>
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		<title>Di: TERESA S.</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-2/#comment-502074</link>
		<dc:creator>TERESA S.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 10:13:41 +0000</pubDate>
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		<description>BARBARA BERLUSCONI SI LAUREA: DON VERZE&#039; LE OFFRE LA CATTEDRA E UMILIA I LAUREATI ITALIANI


http://www.agoravox.it/Marina-Berlusconi-si-laurea-don.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BARBARA BERLUSCONI SI LAUREA: DON VERZE&#8217; LE OFFRE LA CATTEDRA E UMILIA I LAUREATI ITALIANI</p>
<p><a href="http://www.agoravox.it/Marina-Berlusconi-si-laurea-don.html" rel="nofollow">http://www.agoravox.it/Marina-Berlusconi-si-laurea-don.html</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Mario W.</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-2/#comment-501809</link>
		<dc:creator>Mario W.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 08:12:25 +0000</pubDate>
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		<description>interessante questo progetto di creare una nuova universita&#039;, ma dove sorgera&#039;? In Inghilterra?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>interessante questo progetto di creare una nuova universita&#8217;, ma dove sorgera&#8217;? In Inghilterra?</p>
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	<item>
		<title>Di: Luca Cerioni</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-2/#comment-500694</link>
		<dc:creator>Luca Cerioni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 16:02:42 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che un miglioramento della situazione per la  ricerca scientifica in tutti i settori sia certamente indispensabile e beneficierebbe il sistema socio-economico italiano nel suo complesso... Mentre nell&#039;attuale scenario UK ed Italia riducono le risorse per la ricerca ritenendo tale scelta necessaria per politiche di bilancio, altri Paesi stanno procedendo nella direzione opposta: nonostante la crisi economico-finanziaria che ha colpito quasi tutti i Paesi e le incerte prospettive di ripresa, mi risulta che la Francia abbia deciso di investire ben 22 milioni di Euro quali risorse aggiuntive per potenziare il suo sistema accademico e della ricerca scientifica e che anche la Germania proceda a nuovi investimenti. Da un recente confronto internazionale, ho notato che - in Europa - le maggiori risorse all&#039; Università ed alla ricerca vengono destinate dai Paesi scandinavi, seguiti a routa da Svizzera, Francia, Germania ed Austria, mentre sia lo UK che l&#039;Italia figurano nella parte bassa della classifica per la spesa per la ricerca. In un viaggio a Stoccolma per una Conferenza lo scorso dicembre, rimasi colpito dal modo in cui vari depliants presentavano il Paese ai visitatori: il Paese veniva presentato ricordando i risultati raggiunti dai suoi ricercatori in tutti i campi (mi è stato riferito di un approccio simile esistente in Finlandia, che, nel confronto internazionale, presenta - seguita dalla Svezia - la più alta percentuale di PIL investita per la ricerca). Evidentemente, in tali Paesi, nella scala dei valori sociali la ricerca occupa una posizione molto importante come elemento di sviluppo socio-economico. 
La &quot;lezione&quot;, che tali esempi &quot;impartiscono&quot; per il caso italiano, mi sembra ovvia: un miglioramento della situazione sarà possibile soltanto se si diffonderà ad ampio raggio nell&#039;opinione pubblica la consapevolezza dell&#039;importanza della ricerca e dei suoi risultati (ritengo che idee come il progetto NUOVA possano aiutare anche a tale scopo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che un miglioramento della situazione per la  ricerca scientifica in tutti i settori sia certamente indispensabile e beneficierebbe il sistema socio-economico italiano nel suo complesso&#8230; Mentre nell&#8217;attuale scenario UK ed Italia riducono le risorse per la ricerca ritenendo tale scelta necessaria per politiche di bilancio, altri Paesi stanno procedendo nella direzione opposta: nonostante la crisi economico-finanziaria che ha colpito quasi tutti i Paesi e le incerte prospettive di ripresa, mi risulta che la Francia abbia deciso di investire ben 22 milioni di Euro quali risorse aggiuntive per potenziare il suo sistema accademico e della ricerca scientifica e che anche la Germania proceda a nuovi investimenti. Da un recente confronto internazionale, ho notato che &#8211; in Europa &#8211; le maggiori risorse all&#8217; Università ed alla ricerca vengono destinate dai Paesi scandinavi, seguiti a routa da Svizzera, Francia, Germania ed Austria, mentre sia lo UK che l&#8217;Italia figurano nella parte bassa della classifica per la spesa per la ricerca. In un viaggio a Stoccolma per una Conferenza lo scorso dicembre, rimasi colpito dal modo in cui vari depliants presentavano il Paese ai visitatori: il Paese veniva presentato ricordando i risultati raggiunti dai suoi ricercatori in tutti i campi (mi è stato riferito di un approccio simile esistente in Finlandia, che, nel confronto internazionale, presenta &#8211; seguita dalla Svezia &#8211; la più alta percentuale di PIL investita per la ricerca). Evidentemente, in tali Paesi, nella scala dei valori sociali la ricerca occupa una posizione molto importante come elemento di sviluppo socio-economico.<br />
La &#8220;lezione&#8221;, che tali esempi &#8220;impartiscono&#8221; per il caso italiano, mi sembra ovvia: un miglioramento della situazione sarà possibile soltanto se si diffonderà ad ampio raggio nell&#8217;opinione pubblica la consapevolezza dell&#8217;importanza della ricerca e dei suoi risultati (ritengo che idee come il progetto NUOVA possano aiutare anche a tale scopo).</p>
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	<item>
		<title>Di: Stefano T.</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-500639</link>
		<dc:creator>Stefano T.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 15:41:01 +0000</pubDate>
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		<description>... mi fanno replicare solo qua ... 
forse son stato un pochino diretto. 
Permettetemi di chiarire il mio pensiero a riguardo di &quot;importare in italia le cose che apprezziamo all&#039;estero&quot;. Se noi siamo all&#039;estero e&#039; perche&#039;, in molti casi immagino, abbiamo trovato fuori dall&#039;italia qualcosa che li non ci era possibile ottenere, di base, immagino, la dignita&#039; di fare il ricercatore e di avere uno stipendio degno di tale nome, il riconscimento delle nostre qualita&#039;, posizioni piu&#039; o meno prestigiose ma comunque ottenute senza bisogno di ingraziarsi nessuno. Ora pare evidente che tutto questo non fosse possibile in Italia, altrimenti non staremmo qua a discuterne. Siccome stiamo parlando di una nazione che presumibilmente e&#039; nel G8, la cui popolazione studia per la maggior parte fino a 15 (per legge) e per una grossa parte fino a ~25 anni facendo universita, e che quindi dovrebbe aver sviluppato un certo senso critico nei confronti delle informazioni e del mondo che la circonda, e conseguentemente la capacita di decidere i propri rappresentanti.
Ora negli ultimi 30 anni questa nazione (60 milioni di persone) ha deciso di essere governata da, nel migliore dei casi, analfabeti stile la Trota o Gentiloni, nel peggiore, mafiosi o corruttori. Io ho difficolta&#039; ad immaginare di poter cambiare la mentalita&#039; di 60e6 persone, e soprattutto mi chiedo se ne ho il diritto. Stiamo parlando di persone che hanno il diritto di voto, e quindi si presuppone siano in grado di prendere decisioni da se. Non ho mai pensato che fosse saggio esportare la democrazia in Afganistan e non penso sia possibile esportare la meritocrazia in Italia. Semplicemente questo. Il giorno che gli italiani si sveglieranno da questo torpore (che comunque a ben vedere si portano avanti dalla morte di Augusto... ) beh io saro&#039; ben contento di aiutarli da qui. Ma prima di allora sarebbe solo un atto di arroganza da parte mia pretendere di spiegare a una nazione cosa e&#039; la cosa giusta da fare.
Ste</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; mi fanno replicare solo qua &#8230;<br />
forse son stato un pochino diretto.<br />
Permettetemi di chiarire il mio pensiero a riguardo di &#8220;importare in italia le cose che apprezziamo all&#8217;estero&#8221;. Se noi siamo all&#8217;estero e&#8217; perche&#8217;, in molti casi immagino, abbiamo trovato fuori dall&#8217;italia qualcosa che li non ci era possibile ottenere, di base, immagino, la dignita&#8217; di fare il ricercatore e di avere uno stipendio degno di tale nome, il riconscimento delle nostre qualita&#8217;, posizioni piu&#8217; o meno prestigiose ma comunque ottenute senza bisogno di ingraziarsi nessuno. Ora pare evidente che tutto questo non fosse possibile in Italia, altrimenti non staremmo qua a discuterne. Siccome stiamo parlando di una nazione che presumibilmente e&#8217; nel G8, la cui popolazione studia per la maggior parte fino a 15 (per legge) e per una grossa parte fino a ~25 anni facendo universita, e che quindi dovrebbe aver sviluppato un certo senso critico nei confronti delle informazioni e del mondo che la circonda, e conseguentemente la capacita di decidere i propri rappresentanti.<br />
Ora negli ultimi 30 anni questa nazione (60 milioni di persone) ha deciso di essere governata da, nel migliore dei casi, analfabeti stile la Trota o Gentiloni, nel peggiore, mafiosi o corruttori. Io ho difficolta&#8217; ad immaginare di poter cambiare la mentalita&#8217; di 60e6 persone, e soprattutto mi chiedo se ne ho il diritto. Stiamo parlando di persone che hanno il diritto di voto, e quindi si presuppone siano in grado di prendere decisioni da se. Non ho mai pensato che fosse saggio esportare la democrazia in Afganistan e non penso sia possibile esportare la meritocrazia in Italia. Semplicemente questo. Il giorno che gli italiani si sveglieranno da questo torpore (che comunque a ben vedere si portano avanti dalla morte di Augusto&#8230; ) beh io saro&#8217; ben contento di aiutarli da qui. Ma prima di allora sarebbe solo un atto di arroganza da parte mia pretendere di spiegare a una nazione cosa e&#8217; la cosa giusta da fare.<br />
Ste</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: nadia</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-500452</link>
		<dc:creator>nadia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 14:24:25 +0000</pubDate>
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		<description>Chiaro e onesto. Non fa una piega e sono d&#039;accordo con te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiaro e onesto. Non fa una piega e sono d&#8217;accordo con te.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Boscolo</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-499898</link>
		<dc:creator>Luca Boscolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 11:34:48 +0000</pubDate>
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		<description>maggiori info sul progetto verranno pubblicate sul sito della VIA-Academy (http://www.via-academy.org) mentre verranno presentate e discusse nella seconda conferenza che si terra&#039; a Manchester, molto probabilmente Sabato 11 Settembre 2010: ovviamente siete tutti invitati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>maggiori info sul progetto verranno pubblicate sul sito della VIA-Academy (<a href="http://www.via-academy.org" rel="nofollow">http://www.via-academy.org</a>) mentre verranno presentate e discusse nella seconda conferenza che si terra&#8217; a Manchester, molto probabilmente Sabato 11 Settembre 2010: ovviamente siete tutti invitati.</p>
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	<item>
		<title>Di: Felix</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-499782</link>
		<dc:creator>Felix</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 11:01:52 +0000</pubDate>
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		<description>Italianissimo anche tu direi. Familismo amorale.

Comunque per qualcuno il discorso e&#039; che sono affezionati, alla lingua per esempio, che e&#039; quella della mamma e della nonna. Al paesaggio. Pensano che fine avra&#039; fatto Mario con cui giocavo alle elementari. Pensano alla famiglia di Mario che magari sotto un Berlusconi non se la passa bene, lui era un po&#039; zuccone e ha cominciato a lavorare come operaio. Pensa alle lasagne che faceva alla zia. E insomma a tutta quella miriade di cazz.... che una per una non vogliono dire niente e che insieme a qualcuno gli fa venire il magone di tanto in tanto e la voglia di poter tornare se gli gira e che tutto sia un po&#039; meglio.

C&#039;e&#039; ancora un po&#039; di romanticismo in giro. Poi chi e&#039; cittadino del mondo e arrivato da due miniuti a Tokyo e&#039; li&#039; che da&#039; pacche sulle spalle al vicino di sedia al bar forse non frega niente. Non capisce e non sente la faccenda delle lasagne e compagnia. Pazienza, posizione rispettabile. Comunque sembrera&#039; incredibile ma c&#039;e&#039; gente che non ragiona in termini: ma io che ci guadagno, qualcuno pensa, ma c&#039;e&#039; una maniera che ci guadagno io e pure gli altri ..

Forse non solo i cervelli migliori se ne vanno, magari certi preparati tecnicamente (e non e&#039; detto, che i Nobel sono pochi e i ricercatori tanti, certi raccontano storielle per una vita e dopo una vita non lasciano davvero niente che serva a qualcosa, qualche studio minore e perlopiu&#039; inutile e sorpassato), ma per me fa parte del cervello anche l&#039;umanita&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Italianissimo anche tu direi. Familismo amorale.</p>
<p>Comunque per qualcuno il discorso e&#8217; che sono affezionati, alla lingua per esempio, che e&#8217; quella della mamma e della nonna. Al paesaggio. Pensano che fine avra&#8217; fatto Mario con cui giocavo alle elementari. Pensano alla famiglia di Mario che magari sotto un Berlusconi non se la passa bene, lui era un po&#8217; zuccone e ha cominciato a lavorare come operaio. Pensa alle lasagne che faceva alla zia. E insomma a tutta quella miriade di cazz&#8230;. che una per una non vogliono dire niente e che insieme a qualcuno gli fa venire il magone di tanto in tanto e la voglia di poter tornare se gli gira e che tutto sia un po&#8217; meglio.</p>
<p>C&#8217;e&#8217; ancora un po&#8217; di romanticismo in giro. Poi chi e&#8217; cittadino del mondo e arrivato da due miniuti a Tokyo e&#8217; li&#8217; che da&#8217; pacche sulle spalle al vicino di sedia al bar forse non frega niente. Non capisce e non sente la faccenda delle lasagne e compagnia. Pazienza, posizione rispettabile. Comunque sembrera&#8217; incredibile ma c&#8217;e&#8217; gente che non ragiona in termini: ma io che ci guadagno, qualcuno pensa, ma c&#8217;e&#8217; una maniera che ci guadagno io e pure gli altri ..</p>
<p>Forse non solo i cervelli migliori se ne vanno, magari certi preparati tecnicamente (e non e&#8217; detto, che i Nobel sono pochi e i ricercatori tanti, certi raccontano storielle per una vita e dopo una vita non lasciano davvero niente che serva a qualcosa, qualche studio minore e perlopiu&#8217; inutile e sorpassato), ma per me fa parte del cervello anche l&#8217;umanita&#8217;.</p>
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		<title>Di: Felix</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-499750</link>
		<dc:creator>Felix</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 10:52:59 +0000</pubDate>
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		<description>La massa critica e&#039; prodotto di ogni singola particella che si aggrega ad un insieme.

Quindi stai pure all&#039;estero ma sei perfettamente italiano nella tua visione, ti rifiuti come altri di fare massa critica. Quindi sei civilmente colpevole. E&#039; legittimo che tu ti faccia i cacchi tuoi. Nulla da dire. Pero&#039; ti invito a eliminare i residui di italianita&#039; che ti sei portato dietro, cioe&#039; pensare per te stesso e eventualmente a parenti e amici perche&#039; con questa bella mentalita&#039; c&#039;e&#039; il rischio che mandi in malora pure il sistema UK sei fai carriera.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La massa critica e&#8217; prodotto di ogni singola particella che si aggrega ad un insieme.</p>
<p>Quindi stai pure all&#8217;estero ma sei perfettamente italiano nella tua visione, ti rifiuti come altri di fare massa critica. Quindi sei civilmente colpevole. E&#8217; legittimo che tu ti faccia i cacchi tuoi. Nulla da dire. Pero&#8217; ti invito a eliminare i residui di italianita&#8217; che ti sei portato dietro, cioe&#8217; pensare per te stesso e eventualmente a parenti e amici perche&#8217; con questa bella mentalita&#8217; c&#8217;e&#8217; il rischio che mandi in malora pure il sistema UK sei fai carriera.</p>
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		<title>Di: Luca Boscolo</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-499290</link>
		<dc:creator>Luca Boscolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 08:53:56 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Stefano, il progetto NUOVA e&#039; un argomento/evento prettamente accademico, comunque rispondendo alla domanda riguardo le conquiste sociali, io credo che in Italia ci sia questa voglia di cambiamento, pero&#039; dipende da noi, non possiamo aspettare che qualcun altro lo faccia per noi. E&#039; chiaro che, chi governa cerchera&#039; di mantenere la loro poltrona e i loro privilegi, ma sta a noi denuciare questo comportamento ingiusto che appare molto chiaro che si confronta con quello all&#039;estero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Stefano, il progetto NUOVA e&#8217; un argomento/evento prettamente accademico, comunque rispondendo alla domanda riguardo le conquiste sociali, io credo che in Italia ci sia questa voglia di cambiamento, pero&#8217; dipende da noi, non possiamo aspettare che qualcun altro lo faccia per noi. E&#8217; chiaro che, chi governa cerchera&#8217; di mantenere la loro poltrona e i loro privilegi, ma sta a noi denuciare questo comportamento ingiusto che appare molto chiaro che si confronta con quello all&#8217;estero.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: stufatonante</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-499267</link>
		<dc:creator>stufatonante</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 08:44:47 +0000</pubDate>
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		<description>molti tra coloro che se ne sono andati lo hanno fatto dopo una vita di fatiche, amarezze, delusioni e calci nel derriére. abbastanza comprensibile che non vogliano più nemmeno sentir parlare dell&#039;università italiana. penso che una parola sull&#039;argomento la possano dire anche coloro i quali non si trovano all&#039;estero, ma sono riusciti a restare, magari facendo cose al di fuori dell&#039;università. la formazione è un problema serio. gli atenei sono da anni ricettacolo di raccomandati e nullafacenti, che hanno sostituito baroni arteriosclerotici acquisendone tutti i difetti senza portare granchè di buono. è ora di fare pulizia. la politica c&#039;entra poco, anzi, rendendo la carriera accademica sempre meno appetibile, probabilmente avrà un effetto favorevole sull&#039;elimiazione di questi personaggi e sul necessario ricambio. speriamo..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>molti tra coloro che se ne sono andati lo hanno fatto dopo una vita di fatiche, amarezze, delusioni e calci nel derriére. abbastanza comprensibile che non vogliano più nemmeno sentir parlare dell&#8217;università italiana. penso che una parola sull&#8217;argomento la possano dire anche coloro i quali non si trovano all&#8217;estero, ma sono riusciti a restare, magari facendo cose al di fuori dell&#8217;università. la formazione è un problema serio. gli atenei sono da anni ricettacolo di raccomandati e nullafacenti, che hanno sostituito baroni arteriosclerotici acquisendone tutti i difetti senza portare granchè di buono. è ora di fare pulizia. la politica c&#8217;entra poco, anzi, rendendo la carriera accademica sempre meno appetibile, probabilmente avrà un effetto favorevole sull&#8217;elimiazione di questi personaggi e sul necessario ricambio. speriamo..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Cerioni</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-498996</link>
		<dc:creator>Luca Cerioni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 07:32:31 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco V, 
  Come mi è stato chiesto dai colleghi cerco di rispondere, nello spazio qui disponibile, alla tua domanda sul progetto NUOVA a nome degli stessi colleghi che lo hanno già indicato come oggetto della Seconda Conferenza VIA a Manchester a settembre. Constatando da un lato la ben nota situazione dell&#039;attuale sistema italiano, e notando dall&#039; altro lato che nemmeno il sistema UK sarà più in grado di assicurare un futuro ai ricercatori a causa dei drastici tagli alle risorse finanziarie ed alle inevitabili conseguenze negative che essi determineranno, è sorta l&#039;idea di cercare di lanciare il progetto di far istituire una nuova Università (da cui il nome, NUOVA) che funzioni in modo migliore rispetto sia alle Università italiane che alle Università UK. Si tratterebbe - nell&#039;attuale idea che dovrà costituire oggetto di approfondita discussione a Manchester - di una Università telematica autogestita, che - ispirandosi ai principi della salvaguardia assoluta della libertà accademica e del carattere intellettuale del lavoro e riconoscendo la necessità di creare interazioni con il contesto socio-economico - presenti una serie complessiva di innovazioni, dall&#039;utilizzo della tecnologia telematica ai metodi di insegnamento e valutazione degli studenti, dalle possibili sinergie interdisciplinari ai collegamenti con il mondo del lavoro extra-accademico nei diversi settori, al fine di creare maggiori opportunità anche per il futuro professionale degli studenti. Vi è consapevolezza che si tratta di un progetto molto ambizioso, ma non irrealizzabile se si formasse un vasto consenso di massa intorno all&#039;idea: da un recente documento ministeriale (gennaio 2010) emerge che, anche in Italia, viene percepita la necessità di sviluppare le Università telematiche e di avere garanzie di qualità nelle nuove proposte di istituzione. In questo contesto e notando il precedente della University of People,    la Seconda Conferenza VIA fornirà dettagli approfonditi dell&#039;idea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco V,<br />
  Come mi è stato chiesto dai colleghi cerco di rispondere, nello spazio qui disponibile, alla tua domanda sul progetto NUOVA a nome degli stessi colleghi che lo hanno già indicato come oggetto della Seconda Conferenza VIA a Manchester a settembre. Constatando da un lato la ben nota situazione dell&#8217;attuale sistema italiano, e notando dall&#8217; altro lato che nemmeno il sistema UK sarà più in grado di assicurare un futuro ai ricercatori a causa dei drastici tagli alle risorse finanziarie ed alle inevitabili conseguenze negative che essi determineranno, è sorta l&#8217;idea di cercare di lanciare il progetto di far istituire una nuova Università (da cui il nome, NUOVA) che funzioni in modo migliore rispetto sia alle Università italiane che alle Università UK. Si tratterebbe &#8211; nell&#8217;attuale idea che dovrà costituire oggetto di approfondita discussione a Manchester &#8211; di una Università telematica autogestita, che &#8211; ispirandosi ai principi della salvaguardia assoluta della libertà accademica e del carattere intellettuale del lavoro e riconoscendo la necessità di creare interazioni con il contesto socio-economico &#8211; presenti una serie complessiva di innovazioni, dall&#8217;utilizzo della tecnologia telematica ai metodi di insegnamento e valutazione degli studenti, dalle possibili sinergie interdisciplinari ai collegamenti con il mondo del lavoro extra-accademico nei diversi settori, al fine di creare maggiori opportunità anche per il futuro professionale degli studenti. Vi è consapevolezza che si tratta di un progetto molto ambizioso, ma non irrealizzabile se si formasse un vasto consenso di massa intorno all&#8217;idea: da un recente documento ministeriale (gennaio 2010) emerge che, anche in Italia, viene percepita la necessità di sviluppare le Università telematiche e di avere garanzie di qualità nelle nuove proposte di istituzione. In questo contesto e notando il precedente della University of People,    la Seconda Conferenza VIA fornirà dettagli approfonditi dell&#8217;idea</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano T.</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-497735</link>
		<dc:creator>Stefano T.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 18:38:43 +0000</pubDate>
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		<description>Il punto e&#039; che chi e&#039; nella posizione di cambiare le cose in italia non ha interesse a cambiarle, e chi non e&#039; nella posizione di cambiarle sta li e subisce o scappa. Parlare di cambiare la ricerca in Italia prevede comunque ad un certo punto dovere interagire con le persone che sono attualmente al governo della ricerca in Italia, i rettori, i direttori di sezione e via dicendo, sarebbe come andare a parlare di evasione fiscale con Berlusconi e di mafia con dell&#039;Utri.

Se il paesino si vuota, meglio cosi&#039;, vuol dire che si doveva vuotare. La Liguria (da dove vengo) e&#039; piena di paesini che sono stati abbandonati nel dopo guerra e adesso rifioriscono perche&#039; ci sono persone dal nord europa che si comprano casa nei paesi, li risistemano e ci vanno a vivere... in fondo non e&#039; poi tanto male.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il punto e&#8217; che chi e&#8217; nella posizione di cambiare le cose in italia non ha interesse a cambiarle, e chi non e&#8217; nella posizione di cambiarle sta li e subisce o scappa. Parlare di cambiare la ricerca in Italia prevede comunque ad un certo punto dovere interagire con le persone che sono attualmente al governo della ricerca in Italia, i rettori, i direttori di sezione e via dicendo, sarebbe come andare a parlare di evasione fiscale con Berlusconi e di mafia con dell&#8217;Utri.</p>
<p>Se il paesino si vuota, meglio cosi&#8217;, vuol dire che si doveva vuotare. La Liguria (da dove vengo) e&#8217; piena di paesini che sono stati abbandonati nel dopo guerra e adesso rifioriscono perche&#8217; ci sono persone dal nord europa che si comprano casa nei paesi, li risistemano e ci vanno a vivere&#8230; in fondo non e&#8217; poi tanto male.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/la-ricerca-e-le-torri-davorio/42158/comment-page-1/#comment-497528</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 17:34:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=42158#comment-497528</guid>
		<description>E&#039; la stessa cosa che accade in un paesotto dopo che i giovani capaci emigrano in un&#039;altra citta&#039; e cioe&#039; si riduce ad un gruppo di vecchietti che vanno avanti con la cariola, la zappa, la cucina a legna ed il resto lo lascio immaginare a voi, altro che tecnologia e sviluppo!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la stessa cosa che accade in un paesotto dopo che i giovani capaci emigrano in un&#8217;altra citta&#8217; e cioe&#8217; si riduce ad un gruppo di vecchietti che vanno avanti con la cariola, la zappa, la cucina a legna ed il resto lo lascio immaginare a voi, altro che tecnologia e sviluppo!!!</p>
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	</item>
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