La città di Crotone e l’intera provincia sono conosciute come realtà dove imperversano potenti cosche della ‘ndrangheta calabrese. Numerose sono le inchieste giudiziarie che hanno evidenziato le infiltrazioni mafiose anche in questa parte del territorio calabrese, nelle attività economiche e pure la politica non è immune dalle sue collusioni che hanno portato persino le cosche locali a fare incetta di voti all’estero per l’ex senatore Di Girolamo o per qualche consigliere comunale del capoluogo, costretto poi alle dimissioni.

Ieri, 18 luglio 2010, i giovani dell’Associazione “Terra di Mezzo”, di Azione Giovani e di Giovane Italia hanno voluto doverosamente commemorare il diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio, con una piccola ma significativa cerimonia svolta presso il Giardino di Crotone dedicato alle figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Invitata, ho percorso volentieri 250 km del territorio calabrese per unirmi nel doveroso ricordo. Non posso, però, sottacere la vergogna che si è presentata ai miei occhi nel vedere il piccolo monumento intestato ai due eroi, Falcone e Borsellino, immerso in un giardino colmo di immondizie ed erbacce alte, tutto frutto della palese incuria dell’Amministrazione comunale di Crotone.

Anche questo è il modo con il quale il mondo politico intende rispettare la memoria di coloro che sono stati uccisi dalla barbara mano della mafia.

Oggi a Palermo ci saranno le altre manifestazioni in ricordo del diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio, dove sono stati trucidati Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. Sicuramente parteciperanno numerosi politici.

Ma quanti di loro avranno davvero sempre rispettato la memoria di Borsellino ed il suo insegnamento? Quanti di loro si sentiranno con la coscienza tranquilla, ricordando quanto Paolo Borsellino ebbe a dichiarare a trenta giorni dalla scomparsa di Giovanni Falcone: “………Facendo il nostro dovere; rispettando le leggi, anche quelle che ci impongono sacrifici; rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne (gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro); collaborando con la giustizia; testimoniando i valori in cui crediamo, in cui dobbiamo credere, anche dentro le aule di giustizia. Troncando immediatamente ogni legame di interesse, anche quelli che ci sembrano innocui, con qualsiasi persona portatrice di interessi mafiosi, grossi o piccoli…….”