Migliaia in piazza a Palermo contro la mafia e in nome di Paolo Borsellino, giudice coraggioso trucidato da Cosa nostra 18 anni fa in via D’Amelio assieme a cinque uomini di scorta. Poche e sceltissime persone a Milano in ossequio a Silvio Berlusconi che al tramonto e dalle guglie del Duomo riceverà il premio Gran Milano. Premio ad personam, istituito in fretta e furia il 13 luglio. Voluto fortissimamente dalla Provincia e dal suo presidente Guido Podestà che in tempi sospettissimi, prima di darsi alla politica, lavorava accanto al futuro premier negli uffici della Edilnord. Gli stessi in cui, stando alle dichiarazioni del pentito Francesco Di Carlo, fece capolino il boss Stefano Bontate.

Ma Berlusconi tira dritto, devolve un milione di euro per la fabbrica del Duomo e sceglie di iniziare la mattina tra le studentesse dell’università del Cepu in provincia di Como. Baci e abbracci, sorrdente come sempre e come sempre omertoso con la stampa, una cosa ha pensato però di dirla. “Le studentesse? – hanno raccontato alunni e professori -Belle, ma non come l’onorevole Bindi“.

Nel frattempo, mentre il premier dal lago rientrava dalla scampagnata verso Milano, suoi uomini da palazzo Chigi battevano una “corposa” nota sulla manifestazione di Palermo. Manifestazione che mentre scriviamo si ingrossa sempre di più. Si legge: “Il giudice Borsellino è stato un esempio di dedizione allo Stato e di lotta all’illegalità”. Ma la parola “mafia” non viene mai citata. Ricordiamo, per la cronaca, che il 29 giugno i giudici della Corte d’appello di Palermo hanno condannato Marcello Dell’Utri, senatore azzurro e fondatore di Forza Italia, a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Ma questa sera tutto ciò volerà via, tra flut di cristallo, gran dame e potenti notabili azzurri: ci sarà il fedelissimo Sandro Bondi, ma anche l’amico di semprev Fedele Confalonieri,  il governatore Formigoni e il sindaco Moratti. Tutti assiepati dalle guglie del Duomo che un po’ ricorderanno il balcone di piazza Venezia. Tutti a officiare il rito per un Silvio Berlusocni che “con straordinaria lungimiranza e capacità ha reso Milano, la sua amata città, grande in Italia e nel mondo”. Solo una delle motivazione del tributo costato 2.000 euro per ogni invitato. E ancora: “La sua vita (del Cavaliere, ndr) è un mirabile esempio di quell’operosità tipica della cultura ambrosiana”. E poi, il crescendo straordinario: “Silvio Berlusconi ha scelto di dare il proprio contributo mettendosi, con impegno e coraggio, a servizio del popolo italiano perseguendo la sua missione di libertà”, perché B. è “statista di rara capacità” che “conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il Paese verso un futuro di donne e di uomini liberi, che compongono una società solidale, fondata sull’amore, la tolleranza e il rispetto per la vita”. Poi via con la musica di Charles Aznavour. Tanto cara al premier che poco prima del concerto si affaccerà dal lato ovest del Duomo per dare un saluto “democratico” alle televisioni.