Il Sistema ci vincola, ci fa vivere, consumare, abitare, muovere in modo insensato e disumano. Ma va chiarito un punto: quel Sistema ci protegge dalla responsabilità. Mettendoci al riparo dalle scelte, quel mondo ci assolve. Qualunque cosa capiti non è affar nostro. Noi stavamo solo ripetendo la parte a memoria, dunque non è colpa nostra se nel testo qualcosa non va.

Lavorare, produrre, guadagnare costituisce lo schema ufficiale delle nostre vite. Quando siamo al suo interno, molte cose vanno da sé, non ci chiedono ulteriori scelte. Dove vivere, ad esempio, è imposto dal lavoro. Il tempo libero è pochissimo, dunque non rischiamo noia, scelte sbagliate, responsabilità sulle relazioni che non frequentiamo: non è colpa nostra, non c’è tempo. Guadagnare denaro è l’effetto principale del nostro schema di vita. Come sopravvivere non è un problema. Per molti lavoratori non sono una responsabilità diretta neppure la dichiarazione dei redditi, il telefono, l’automobile, per i più privilegiati neanche la casa o i trasporti. Le scelte, nelle vite della maggior parte, sono ridotte al minimo: cosa mangiamo stasera, dove andiamo in vacanza. Dunque nessuna responsabilità sui grandi temi, sulle questioni importanti della propria storia di esseri umani.

La vita da uomini e donne svincolate dal Sistema è invece ricca di responsabilità: come spendere il denaro, in cosa, come guadagnarlo, in che forma, come vivere, dove, chi frequentare, quando farlo, come muoversi, per dove, per quanto tempo. Soprattutto, come essere in equilibrio, come raggiungere l’armonia. Ogni giornata pone scelte, richiama a noi la responsabilità di cosa fare, quando, a che costo, perché, spiegandolo come. Siamo individualmente e socialmente più esposti, non veniamo protetti da alcuno scudo condiviso. Abbiamo perfino la responsabilità della felicità, perché la gente ci dirà: “Ovviamente sei felice, potendo fare quello che vuoi!” Sarà inammissibile la libertà del malessere, sarà doverosa le responsabilità della gioia.

Per questo la libertà richiede coraggio. Il nostro.

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