Il Fatto Quotidiano

aggiornato alle 23:20 di Mercoledì 8 Febbraio 2012

Politica & palazzoGiustizia & ImpunitàMedia & RegimeEconomia & LobbyLavoro & PrecariAmbiente & VeleniSport & MiliardiDirittiCronacaMondoCervelli in fugaSocietàScuolaTerza paginaTecnoPiacere quotidianoDocumentati!Emilia RomagnaAnnunci

di Sonia Alfano | 15 luglio 2010

Commenta

La responsabilità italiana in Libia

Sono sincera, per un attimo ci avevo creduto. L’altro ieri, nel continuo monitoraggio della tragedia che stanno vivendo le 245 persone di origine eritrea e somala rinchiuse nelle carceri libiche di Brak, avevo cominciato a leggere con speranza il comunicato del ministro Maroni nel quale si dichiarava risolta la situazione. Confidavo che almeno questa volta il governo si sarebbe assunto la responsabilità di porre rimedio ad una violazione dei diritti umani di cui è, neanche troppo indirettamente, responsabile. E invece più scorrevo il comunicato, più la rabbia cresceva. Ancora una volta, l’ennesima, Berlusconi & co. trasformano la tragedia in propaganda, riuscendo a farlo senza risolvere minimamente la situazione. Anzi, aggravandola. Perché adesso la mia personale preoccupazione è che una parte dell’opinione pubblica, con la coscienza sollevata dal sapere concluso con lieto fine questo “equivoco” (così lo ha definito il Governo nel question time del 7 luglio), si scordi di quelle 245 vite in bilico in pieno deserto del Sahara.

Il passaggio dalle carceri ai campi di lavoro non mi sembra una soluzione geniale per chi conosce un minimo il regime libico. Basti sapere che la Libia si rifiuta di sottoscrivere la Convenzione ONU sui rifugiati del 1951, il testo base che garantisce il rispetto dei diritti umani e la tutela di chi è costretto a fuggire dal proprio paese. Va da sé che quando uno Stato si rifiuta di sottoscrivere una convenzione sui diritti umani di tale portata significa che ha intenzione di violarli; cosa che purtroppo si verifica quotidianamente in Libia. Lo dimostra la chiusura imposta dalle autorità libiche della sede UNHCR di Tripoli e la dichiarazione dell’Alto Commissario ONU per i rifugiati Gutierrez il quale, rispondendo ad una mia domanda durante l’audizione al Parlamento Europeo, ha confermato di avere ridottissima capacità d’azione in Libia poiché non è riconosciuta la sua autorità. La Libia infatti “concede” all’UNHCR di essere presente, ma decidendo di fatto su quali casi può intervenire e con quali modalità. Un paese nel quale la pena di morte viene usata in maniera massiccia, specie nei confronti di cittadini stranieri, e anche per reati legati al mero esercizio del diritto di espressione.

Ed è grazie ad un accordo con questo campione di democrazia che il governo italiano ha cercato la soluzione agli sbarchi di gente disperata, la maggior parte dotata dei requisiti per ottenere lo status di rifugiato. Un accordo, di cui alcuni passaggi non sono noti, che prevede di fatto il finanziamento del regime e del suo continuare a perpetrare violenza e morte, fornendo in cambio piena soddisfazione a quella parte tristemente ampia dell’elettorato del centro-destra del quale si accettano, addirittura incoraggiandole, le pulsioni xenofobe e razziste.

La questione libica è complessa e il caso dei 245 eritrei rappresenta solo un triste esempio di come quotidianamente in quella parte di Africa vengano calpestati i diritti umani. E ricordiamoci sempre che l’Italia di tutto questo è la principale responsabile. Il monito lanciato da Frattini e Maroni all’UE di impegnarsi troppo poco è a mio modo di vedere giustificato, anche se non nel senso da loro richiamato. L’Unione Europea, a tutela dei suoi valori fondanti espressi nel trattato di Lisbona, dovrebbe infatti essere ben più intransigente col governo italiano, domandargli conto e ragione dell’accordo con la Libia. La risoluzione adottata dal Parlamento Europeo il 17 giugno, di cui mi sono personalmente occupata, afferma che “qualunque cooperazione o accordo tra l’UE e la Libia deve essere subordinata alla ratifica e all’attuazione, da parte della Libia, della Convenzione di Ginevra sui rifugiati e delle altre principali convenzioni e protocolli sui diritti umani”. Inoltre, sempre con la medesima risoluzione, si invitano gli Stati membri a non rinviare immigrati in Libia a causa del “serio rischio che la persona interessata possa essere sottoposta alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti”. Purtroppo gli eurodeputati del PDL e della Lega, attraverso i proprio gruppi, sono riusciti a togliere dalla risoluzione il richiamo esplicito all’Italia ma non hanno potuto opporsi all’approvazione del testo. Anche la Commissione ha avviato trattative per accordi con la Libia ma le trattative vanno a rilento proprio a causa delle ripetute violazioni di diritti umani.

Ho già proposto per ben quattro volte durante le riunioni di Strasburgo la questione libica, le ultime due la scorsa settimana durante la presentazione del semestre di presidenza belga ed in presenza di Barroso, presidente della Commissione. Un’Unione Europea forte e ambiziosa deve pretendere risposte immediate dall’Italia e chiarire se è accettabile che il metodo per risolvere la questione immigrazione debba essere quello di utilizzare la violenza di un regime su poveri indifesi, finanziandolo e girando la testa dall’altra parte rispetto al suo calpestare i diritti fondamentali dell’uomo.

Quell’accordo va annullato perché i suoi risultati sono quelle immagini truci, di vite spente in pieno deserto, senza pietà, senza dignità umana. La dignità non di chi è morto in quella maniera, ma di chi coloro che vivono accettando di essere correi silenziosi e indifferenti.

Condividi:

Ultime notizie dalle sezioni

Blog

‘A67 , Fulvio Abbate, Mario Agostinelli, Giorgio Airaudo, Sonia Alfano, Francesco Aliberti, Fabio Amato, Dino Amenduni, Ludovica Amici, Sandra Amurri, Manuel Anselmi, Andrea Aparo, , Gianluca Arcopinto, Antonio Armano, Evy Arnesano, Cecilia Attanasio Ghezzi, Giovanni Avena, Natalino Balasso, Bruno Ballardini, Alessandra Ballerini, Fabio Balocco, Gianni Barbacetto, Mauro Barberis, Ivana Bartoletti, Francesca Barzini, Franco Bassi, Elisa Battistini, Oliviero Beha, Andrea Bellelli, Luca Bellucci, Enrico Beltramini, Paolo Berdini, Emiliano Bernardini, Debora Billi, Michele Boldrin, Paolo Bolognesi, Maria Bonafede, Stefano Bonaga & Giancarlo Vitali Ambrogio, Beatrice Borromeo, Salvatore Borsellino, Matteo Bosco Bortolaso, Marina Boscaino, Marco Boschini, Dario Bressanini, Vanna Brocca, Giampiero Calapà, Manuela Campitelli, Salvatore Cannavò, Cecilia Canziani, Anna Caragnano, Nicolò Carnimeo, Michele Carugi, Casa della Poesia, Lisa Casali, Sergio Caserta, Luciano Casolari, Francesco Cataluccio e Andrea Di Stefano , Giulio Cavalli, Massimo Cavallini, Matteo Cavezzali, Caterina Cavina, Maurizio Cecconi, Maurizio Cevenini, Riccardo Chiaberge, Adele Chiagano, Pinuccio Chiama, Marco Chiani, Maurizio Chierici, Giulietto Chiesa, Ivan Cicconi, Fabio Ciconte, Mariano Cirino, Stefano Citati, Francesca Coin, Giampaolo Colletti, Furio Colombo, Federica Colonna, Alex Corlazzoli, Carlo Cornaglia, Stefano Corradino, Pino Corrias, Giovanna Cosenza, Giancarlo Costa, Mario Cotelli, Roberta Covelli, Franca D'Agostini, Nando dalla Chiesa, Andrea D'Ambra, Paolo Flores d'Arcais, Pietro De Angelis, Luca De Carolis, Vincenzo De Cecco & Riccardo Cremona, Lorenzo De Cicco, Domenico De Felice, Luigi De Franco, Michele de Gennaro, Luigi De Magistris, Titti De Simone, Tana de Zulueta, Eduardo Di Blasi, Donato Didonna, Enzo Di Frenna, Barbara Di Fresco, Silvio Di Giorgio, Rita Di Giovacchino, Fabio Di Iorio, Oliviero Diliberto, Massimo Donadi, Silvia D’Onghia, Michele Dotti, Michele Emiliano, Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice , Luca Faccio, Alessandra Faiella, Federico Faloppa, Paolo Farinella, Claudio Fava, Giovanni Favia, Ali Baba Faye, Lorenzo Fazio, Stefano Feltri, Silvia Ferrara, Andrea Ferrari, Marco Albino Ferrari, Paolo Ferrero, Alessandro Ferretti, Alessandro Ferrucci, Enrico Fierro, Marco Filoni, Diego Finelli, Massimo Fini, Domenico Finiguerra, Luca Fiorini, Paolo Flores d'Arcais, Jacopo Fo, Gianluca Foglia, Corrado Formigli, Emanuele Fucecchi, Luigi Furini, FQ Londra, FQParigi , FQ Zurigo, Giovanna Gabrielli, Vania Lucia Gaito, Valeria Gandus, Enrica Garzilli, Sciltian Gastaldi, Daniela Gaudenzi, PierGiorgio Gawronski, Gioacchino Genchi, Vladimiro Giacché, Valentina Giannella, Fabiana Gianni, Giuliano Girlando, Beppe Giulietti, Iside Gjergji, Peter Gomez, Giampiero Gramaglia, Fabio Granata, Giancarlo Granero, Greenpeace , Gabriella Greison, Teresa Guccini, Rita Guma, Shady Hamadi, Guido Harari, Paolo Hutter, Domenico Iannacone, Marco Imperato, Giulia Innocenzi, Italiadallestero , Vincenzo Iurillo, Valerio Jalongo, Anna Jannello, Kerry Kennedy, Elena Kokkinomagoulos, Peter Kruger, Fulvia Lakovic, Angela Lamboglia, David Lane, Luciano Lanza, Lavoce.info , Riccardo Lenzi, Alessio Liberati, Orazio Licandro, Marco Lillo, Felice Lima, Emiliano Liuzzi, Beppe Lopez, Cosimo Loré, Daria Lucca, Andrea Luciano, Eva Macali, Vittorio Malagutti, Olivier Manchion, Sergio Mancinelli, Debora Mancini, Diego Marani, Fabio Marcelli, Ivano Marescotti, Ignazio Marino, Wanda Marra, Edoardo Marraffa, Giuliano Marrucci, Gianni Marsilli, Leonardo Martinelli, Maurizio Martucci, Antonella Mascali, Gianfranco Mascia, Danilo Masotti, Antonio Massari, Federico Mastrogiovanni, Trarco Mavaglio, Gian Luca Mazzella, Loris Mazzetti, Marcello Adriano Mazzola, Lorenzo Mazzoni, Mauro Meggiolaro, Giorgio Meletti, Melissa P., Federico Mello, Massimo Merighi & Tony Troja, Valeria Merola, Claudio Messora, Matteo Mingazzini, Minzoparade , Francesca Moccia, Paolo Mondani, Tomaso Montanari, Angela Napoli, Mario Natangelo, Antonio Nicita, Sara Nicoli, Noisefromamerika, Giuseppe Notarbartolo di Sciara, Paolo Nori, Fabio Novembre, Felice Occhigrossi, Paolo Ojetti, Marco Onado, Alessandro Oppes, Flavio Oreglio, Gloria Origgi, Riccardo Orioles, Antonio Padellaro, Daniela Padoan, Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio , Riccardo Pangallo, Chiara Paolin, Vittorio Pasteris, Layla Pavone, Pierfranco Pellizzetti, John Perkins, David Perluigi, Caterina Perniconi, Simone Perotti, Pino Petruzzelli, Fabio Picchi, Giuseppe Pipitone, Marco Pipitone, Januaria Piromallo & Marika Borrelli, Marco Politi, Andrea Pomella, Marco Ponti, Federico Pontiggia, Giorgio Porrà, Augusto Pozzoli, Alberto Puliafito, Puntarella Rossa, Saverio Raimondo, Franca Rame, Lidia Ravera, Ranieri Razzante, Elisabetta Reguitti, Rete 29 Aprile, Piero Ricca, Aldo Ricci, Donata Righetti, Valentina Rinaldi, Pasquale Rinaldis, David Riondino, Riccardo Rita, Domenico Valter Rizzo, Filippo Rossi, Raphael Rossi, Lele Rozza, Gisella Ruccia, Sandro Ruotolo, Pippo Russo, Amer Al Sabaileh, Achille Saletti, Ernesto Salvi, Mauro Sandrini, San Precario, Ferruccio Sansa, Francesca Sanzo, Fabio Scacciavillani, Luciano Scalettari, Andrea Scanzi, Giovanni Scardovi, Barbara Schiavulli, Beppe Scienza, Guido Scorza, Segnalati dalla Rete, Roberto Serra, Debora Serracchiani, Alessandra Sestito, Shooter Hates You, Leo Sisti, Cristina Sivieri Tagliabue, Tommaso Sodano, Caterina Soffici, Stefano Soranna, Mario Staderini, Bebo Storti, Strozzateci Tutti, Simone Strozzi, Suq Genova , Francesco Sylos Labini, Ines Tabusso, Antonio Tanza, Carlo Tecce, Luca Telese, Tommaso Tessarolo, Bruno Tinti, Roberta Torre, Maurizio Torrealta, Flavio Tranquillo, Marco Travaglio, Sandro Trento, Silvia Truzzi, Davide Turrini, Tv Popolare , Andrea Valdambrini, Elena Valdini, Piero Valesio, Francesco Vatalaro, Gianni Vattimo, Davide Vecchi, Eleonora Voltolina, Franco Vespignani & Eleonora Farneti, Marco Vicari, Maurizio Viroli, Ascanio Vitale, Angela Vitaliano, Matteo Winkler, Benedetto Zacchiroli, Lorella Zanardo, Paola Zanca, Giovanni Ziccardi, Damiano Zito, Massimo Zucchetti

Pubblicità

Per la pubblicità sul sito contattare

www.ilfattoquotidiano.it | Server Dedicato Level iP | Editoriale il Fatto S.p.A. C.F. e P.IVA 10460121006 | Termini e condizioni di utilizzo