Siamo alla fine dei giochi? La dichiarazione di Silvio Berlusconi che minaccia di espellere dal popolo della libertà chi vota la sfiducia a Nicola Cosentino fa pensare che la crepa si stia allargando e che il suo impero stia crollando. Possono ora i finiani fare marcia indietro? In politica tutto è possibile ma dopo aver chiesto prima le dimissioni di Denis Verdini e poi quelle di Nicola Cosentino appare difficile la ricucitura da parte degli ex di An fedeli a Gianfranco Fini con gli ex forzaitalioti. La linea dura di Silvio Berlusconi è il tentativo estremo di tenere insieme quel che resta del progetto politico nato dal predellino.

Quando, un po’ di mesi fa, ci furono i primi arresti dell’inchiesta sul G8 della Maddalena, il premier si affannò subito a dichiarare che non si era in presenza di una nuova Mani pulite. Aveva ragione: nessuna delle inchieste aperte in questo 2010 ipotizza il finanziamento illecito dei partiti. Ma oggi è peggio di allora. Tornano alla ribalta associazioni segrete, associazioni a delinquere finalizzate alla corruzione che lambiscono pezzi dello Stato. E la metastasi sta degenerando. Siamo al declino e allo sbriciolamento di questa seconda Repubblica.

I partiti non esistono. A destra, esistono delle lobby, dei gruppi di potere con un monarca che non è più “il monarca assoluto”. Si cerca legittimità in nome del popolo sovrano e si calpestano le regole scritte nella nostra Costituzione.  All’opposizione, aspettando il leader che non c’è, si assiste alla lotta dentro lo schieramento avverso anche se si stanno facendo dei timidi passi avanti. Si spera nel fratricidio e si tifa per il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Le cronache giudiziarie di queste ultime ore sono sconvolgenti. La politica è sotto ricatto di intrighi di palazzo. Le indagini coinvolgono ormai gran parte del gruppo dirigente del raggruppamento voluto da Silvio Berlusconi. Da Denis Verdini a Nicola Cosentino, a Marcello Dell’Utri, a Brancher, Scajola. Scontri interni tra caicchi che stanno indebolendo il potere berlusconiano. Il leader dell’Udc Pierferdinando Casini propone oggi un governo guidato da Giulio Tremonti. L’unica strada percorribile, a questo punto, sono le dimissioni di Silvio Berlusconi. Prima che sia troppo tardi.

Un governo tecnico – isituzionale? E’ tempo che la casta vada a casa. Anche l’elettorato di centro destra sembra schifato dagli ultimi sviluppi delle inchieste. Gianfranco Fini ha detto che sulla legalità non si possono fare sconti a nessuno. La questione morale è lo spartiacque. Bene: non si faccia intimorire dalle minacce di Silvio Berlusconi e voti le dimissioni di Nicola Cosentino, faccia battaglia per le dimissioni da coordinatore del Pdl di Denis Verdini, dica un no, forte e chiaro, al disegno di legge sulle intercettazioni che non piace neanche all’Onu.