Il 28/29 marzo si vota per le elezioni regionali. Mai come in questa circostanza mi sento interamente coinvolto per aver chiesto, con molti amici, a Giancarlo Abelli di candidarsi”. Sono le 11,17 del 26 marzo quando dall’indirizzo di posta elettronica privato di Carlo Chiriaco, dal 2008 direttore sanitario dell’Asl di Pavia, viene inviata una e-mail che è un inno al “ritorno del figliol prodigo”, come candidato alla Regione Lombardia, di Giancarlo Abelli, deputato e vice coordinatore nazionale del Pdl, in passato prima democristiano doc e poi in Forza Italia.

Chiriaco, anni fa uno dei notabili pavesi di Forza Italia, è un grande sponsor di Abelli, ex assessore lombardo alla Sanità. Ci tiene al ritorno del vecchio sodale al ruolo politico di una volta, auspicando che lasci Montecitorio per il Pirellone.

Per questo dalla sua e-mail, indirizzata ai medici dell’Asl pavese, dell’azienda ospedaliera provinciale e del Policlinico San Matteo, viene fuori un invito pressante a votare per Abelli. Perché? Perché, sviolina Chiriaco nella mail “da quando Abelli non è più stabilmente in Regione questa provincia ha perso la visibilità che ‘l’Assessore Abelli’ era stato in grado di garantirle. Visibilità che ha sempre avuto ritorni positivi ed importanti: basti pensare all’area della salute che in questa provincia dà lavoro ad oltre 30.000 famiglie”. In un crescendo sinfonico, aggiunge: “Possiamo noi rinunciare ad una rappresentanza così forte, caratterizzante ed incisiva? C’è un altro candidato in queste elezioni che può solo lontanamente prenderne il posto? Possiamo rinunciare a sperare che questa provincia torni ad essere ciò che è stata?”. Parole nelle quali riecheggia lo spirito del 20 marzo nella piazza romana di San Giovanni, quando 13 aspiranti governatori regionali hanno giurato il loro “patto di sangue” davanti a Silvio Berlusconi. Così Chiriaco dice a se stesso: “Secondo me la risposta è no”. E prosegue: “Solo un voto massiccio che lo (Abelli, ndr) rassicuri di quanto questo territorio gli è vicino ed abbia bisogno di lui può essere la risposta adeguata”.

Del resto era stato lo stesso Abelli a preparare l’assist di Chiriaco dichiarando alla “Provincia Pavese” del 31 dicembre 2009: “Da quando non sono più assessore in Regione, c’è stato un decremento di iniziative per la provincia di Pavia. Ci eravamo abituati bene… ed è ora che Pavia torni finalmente ad avere il ruolo che le compete in Lombardia”. Facendo anche capire di rivendicare, se eletto consigliere, come è poi avvenuto il 29 marzo, la carica di assessore alla Sanità.

Che l’amicizia tra i due, Chiriaco e Abelli, sia a prova di bomba, è dimostrato da tanti fatti. Uno, su tutti. E’ legato alla vicenda di Rosanna Gariboldi, moglie di Abelli, arrestata in ottobre per il riciclaggio di un milione e 200 mila euro occultati in una banca monegasca per conto del “re delle bonifiche ” Giuseppe Grossi, ammanettato insieme a lei. Ebbene, chi, tra pochi intimi, raggiunge “Lady Abelli”, appena scarcerata il 12 gennaio scorso da San Vittore, nella sua villa di Broni, Oltrepo pavese, è proprio lui, Carlo Chiriaco. Che consola la moglie del suo mentore politico, rilasciata dopo aver patteggiato una pena di due anni, con annessa confisca del “tesoretto” di Montecarlo.

Si dirà. Ma è proibito a un manager pubblico fare propaganda elettorale? A titolo privato no. Anche se qualche problema etico un comportamento del genere lo pone.

Da Il Fatto Quotidiano del 2 aprile 2010