Ambiente & Veleni | di Andrea Aparo
13 luglio 2010
Che si fa? Si riprende il nucleare?
Problema cornuto, ovvero duale, quello dell’energia, in particolare di quella elettrica. Occorre proteggere uomo e ambiente e produrne quanta è necessaria allo sviluppo del Pianeta. Il fabbisogno mondiale aumenterà di oltre il 50% entro il 2030. Oggi circa 5,7 miliardi di persone, cinque su sei, vivono nei paesi in via di sviluppo. Per loro, come per noi ricchi, l’elettricità non è un lusso. E’ un diritto. I poveri del mondo riusciranno ad avere accesso all’elettricità. La fonte di quell’elettricità determinerà il futuro del clima.
Ci sono tre scenari possibili. Il primo è continuare a utilizzare l’energia fossile. La produzione è ricca, il sistema logistico è in posto e relativamente efficiente ma è fortemente inquinante, dannosa per la salute e pericolosa dal punto di vista geopolitico. Pochi Paesi ne posseggono quanto basta per farne uno strumento di ricatto economico e politico.
Il secondo vede l’utilizzo dell’energia solare. Energia pulita, inesauribile, abbondante. Peccato che non abbiamo a tutt’oggi le tecnologie che ne rendano accessibili i costi di trasformazione. Certamente possiamo investire denaro per migliorarle però occorre tempo. Qualcuno inizia a parlare di un loro impatto ambientale in termini di modificazione inaccettabile del paesaggio. Forse è un problema soprattutto italiano, data la densità del suo patrimonio storico e culturale.
Terzo scenario: utilizzare fonti come il vento, la geotermia, le biomasse, l’idroelettrico e il nucleare. Non inquinano ma hanno altre criticità. Di energia idroelettrica non ce n’è più tanta da sfruttare. L’eolica c’è solo in particolari paesi, vedi Nord Europa. La geotermica ha processi di estrazione molto costosi. Le biomasse sono certamente interessanti ma generano competizione nell’utilizzo del terreno. Quanto viene utilizzato per la produzione di biomasse non viene utilizzato per l’agricoltura e dunque per l’alimentazione.
Rimane il nucleare. Tre sono i problemi che lo riguardano. Il primo è il rischio d’incidenti alle centrali. Oggi è ridotto a valori minimi, grazie alle nuove tecnologie. Un incidente come quello di Chernobyl, dovuto a errore umano, oggi non potrebbe verificarsi grazie ai sistemi automatici di controllo. Oggi sono in costruzione 55 reattori mentre ne sono in attività 437 in 29 paesi. Negli Stati Uniti sono 104. In Europa l’Italia è l’unico paese avanzato a non averne. Si dice che è stata una scelta fatta dai cittadini mediante referendum. Peccato che non sia vero, è una leggenda urbana. Non c’è mai stato un referendum in Italia che abbia chiesto ai cittadini se fossero favorevoli o contrari all’energia nucleare. Mai.
L’Italia è circondata da reattori. In Svizzera, dove sicurezza e qualità della vita sono al primo posto dell’agenda dei cittadini e dei politici, ci sono 5 reattori nucleari. 8 in Spagna. 17 in Germania. In Francia 58.
Il secondo problema riguarda lo smaltimento delle scorie radioattive e il terzo è collegato al secondo, ovvero lo smantellamento delle centrali quando arrivano a fine ciclo vita. La soluzione esiste. Ovviamente ci sono costi aggiuntivi. Le scorie vengono trattate per renderle inerti . Quanto rimane viene sotterrato e ben custodito. C’è chi obietta che si lascia un’eredità indesiderata. Però i gas serra prodotti con i combustibili fossili sono un’eredità altrettanto indesiderabile e molto più difficile da tenere sotto controllo una volta “buttati” nell’atmosfera.
Ogni forma di produzione di elettricità comporta rischi che non vanno ignorati. L’energia nucleare ha i suoi. Tuttavia sono rischi meno seri del rischio di un aumento significativo nelle temperature globali. Che si fa allora? Si riprende il nucleare?



Come di consueto si prende in considerazione la questione dell’energia nucleare in Italia come se fosse un esperimento da laboratorio, condotto asetticamente e con tutti i controlli e le sicurezze del caso.
La realtà purtroppo è diversa, in Italia il ritorno al nucleare è particolarmente pericoloso perché da un lato verrebbero costruite centrali con materiali scadenti, lavori prolungati, imprese legate alla mafia, spregio delle norme di sicurezza (è già successo, la centrale di Caorso ha sempre perso acqua dal ciclo del vapore), dall’altro lato le scorie verrebbero gestite all’italiana, stoccate in luoghi non sicuri, possibilmente vicino a falde acquifere e in zone sismiche (dove pensate che siano stoccate le nostre vecchie scorie?), con gran maneggio di denaro pubblico.
Quindi, il nucleare può essere sicuro e conveniente quanto vogliamo, ma noi non siamo pronti, non si fanno giocare i bambini coi fiammiferi.
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L’Italia era all’avanguardia nel campo dell’industria nucleare, una volta, e se la mafia vuole investire nell’energia investe nell’eolico e nel fotovoltaico, che sono una miniera di incentivi e non certo nel nucleare, che è sottoposto a numerosissimi controlli anche da parte di enti internazionali.
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Il nucleare gode di molti più incentivi di tutte le altre fonti di energia. Il nucleare in tutti gli stati è pagato dallo stato tramite le tasse dei cittadini, altrimenti nessun privato si sognerebbe di costruire una centrale! Quando negli USA Bush ha lanciato un bando per la costruzione di centrali senza aiuti dallo stato è andato a vuoto, non si è presentato nessuno. Anche eventuali danni da incidenti (più o meno gravi) sono coperti solo dallo stato, nessuna assicurazione si sognerebbe di assicurare una centrale nucleare.
Inoltre tutti gli studi, sia di impatto che di costo, non contano la dismissione dell’impianto che ha costi astronomici e impatto ambientale altissimo. L’unico vero scopo per cui sono state costruite le centrali ad uranio è produrre plutonio per le bombe.
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parole sante Rocco. Vorrebbero fare le centrali nucleari e nemmeno la salerno-reggiocalabria riescono a completare, nemmeno sanno gestire i rifiuti senza che la camorra ne approfitti, e infiniti altri esempi…ma mi faccia il piacere mi faccia, direbbe Totò.
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in Francia il raffreddamento delle centrali elettriche nel 2006 ha assorbito 19,1 miliardi di m3 d’acqua dolce, cioè il 57% dei prelievi totali d’acqua del paese; una parte di quest’acqua, il 93%, viene restituita ai fiumi, mentre la quota consumata (cioè utilizzata in torri evaporative) ed emessa in atmosfera rappresenta il 22% (1,3 miliardi di m3) di tutta l’acqua consumata in Francia. In alcune tipologie di reattori l’acqua del ciclo di potenza dei generatori a turbina non ha alcun contatto con il reattore nucleare, e quindi è esente da qualsiasi forma di emissione radioattiva; in altre tipologie (come ad esempio i reattori BWR o gli RBMK) invece questa separazione non esiste. In ogni caso, durante l’esercizio, una centrale nucleare emette piccole dosi di radioattività sotto forma di effluenti sia liquidi che gassosi, in particolare trizio, isotopi del cesio, del cobalto, del ferro, del radio e dello *******o; tali emissioni perdurano anche a distanza di decenni dalla chiusura degli impianti in quantità che vanno dalle migliaia alle centinaia di milioni di becquerel. L’estrazione, la purificazione e l’arricchimento dell’uranio comportano notevoli impatti ambientali, non solo dal punto di vista della semplice radioattività, ma anche in termini di consumo di risorse idriche ed energetiche nonché l’uso di sostanze chimiche (fluoro, acido solforico) per l’attività di produzione del combustibile nucleare. Il trasporto e lo stoccaggio delle scorie nucleari comporta infine notevoli rischi potenziali.
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Bel post ma quello che colpisce è la censura dello st.ron.zio!!!
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Un’indagine sugli effetti delle centrali sulla salute è stata realizzata nel 2008 dall’Ente governativo tedesco per il controllo radioattivo (Bundesamtes fur Strahlenschutz). Esaminando tutti i 16 impianti nucleari presenti sul territorio tedesco in relazione all’incidenza dei tumori tra i bambini è emersa una correlazione diretta tra il rischio di essere colpiti da leucemia in bambini con meno di cinque anni.
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Correlazione non vuol dire causalità. Hai mai fatto un corso di statistica?
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No! Purtroppo non sono laureata. So solo una cosa: mia madre ha 4 tumori, tra i quali uno e’ un mesotelioma!
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Nono occorre essere laureati per pensare.
Grazie del pensiero condiviso.
Un bacione alla sua Mamma e tanti, tanti auguri da tutti noi.
Chi è in grado di farlo, preghi il proprio Dio per Lei.
Tutto può servire…
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non me ne volere, Caro
…ma hai un conflitto di interessi quasi di berlusconiana grandezza, altrimenti non potresti scrivere certe cose, nemmeno SOLO pensarle.
Saluti.
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Ovviamente quando uno non la pensa come te è per forza in conflitto di interessi…
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in QUESTO CASO SI’
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Ipse dixit…
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Bell’articolo. Uno dei pochi ragionevoli e ben argomentati, scevro da ideologismi e populismi vari, che se ne possano leggere da queste parti. Non concordo su cinque punti:
1) Che le risorse del pianeta possano essere sufficienti per mantenere il nostro livello di vita per 5,7 miliardi di persone(oggi, ma la crescita è sempre costante);
2) L’energia solare non può, né potrà mai sostituire completamente le altre fonti di energia tradizionali;
3) L’uso intensivo delle biomasse è molto probabile affami ancora di più i paesi sotto sviluppati, e quindi non può essere una soluzione accettabile (dal punto di vista umano);
4) Il nucleare è una soluzione, però il problema delle scorie, almeno in Italia è reale, e quindi le preoccupazioni sono del tutto legittime. Non per colpa del nucleare, ma per colpa del sistema politico-economico italiano corrotto e per la forte presenza della criminalità organizzata;
5) L’aumento della CO2 nell’atmosfera di origine antropica è ancora tutta da dimostrare. Come non è dimostrato il legame tra aumento della CO2 ed innalzamento della temperatura globale (pare che in età pre-industriale si sia toccato uno dei livelli più alti di temperatura globale). Io ho una mia idea del perchè sia così diffusa solo questa teoria scientifica e praticamente ignorate quelle contrarie.
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1) Non esistono risorse del pianeta. Una risorsa diventa tale quando l’uomo trova un modo di usare una materia prima facendolo diventare materiale.
Il fuoco non era una risorsa fino a che l’uomo primitivo non mise a punto una tecnologia -non una scienza- per trarne un vantaggio.
Certo che possiamo trovare modi di comianre ciò che conosciamo e sappiamo fare per “inventare” nuove risorse.
2) L’energia solare ha il potenziale di sostituire completamente le altre fonti di energia tradizionali. Se la fisica lo consente è solo questione di tempo, denaro e persone che ci lavorano su. Nel caso del solare lo consente.
3) L’uso intensivo delle biomasse è molto probabile possa provocare effetti secondari non del tutto compresi.
4) D’accordo su quanto detto al punto 4. Però non possiamo rassegnarci a vedere l’Italia andare sempre più giù.
5) Vero: l’aumento della CO2 nell’atmosfera di origine antropica è ancora tutta da dimostrare. Vero: non è dimostrato il legame tra aumento della CO2 ed innalzamento della temperatura globale. Per farsi dare soldi per fare ricerca occorre occuparsi di qualcosa potenzialmente nocivo, invisibile, inodore, omni presente e colpa di qualcuno. Mai sentito parlare del ruolo del metano come gas di serra? Ovvio che no. Il metano si vende. La CO2 la danno via gratis.
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1) Per risorse ovviamente intendevo: petrolio, carbone, gas naturale, uranio, ed anche pura e semplice H2O (potabile), ecc.. che come sai non sono illimitati;
2) ed invece secondo me non lo consente, comunque il calcolo è semplice, perchè l’energia solare per metroquadro è sempre quella, varia solo a seconda delle fasce climatiche. E’ sufficiente calcolare quanta energia serve al mondo intero, e quanti metri quadri sono disponibili (salvo quelli che servono per l’agricoltura, per vivere, ecc..); tenendo anche conto che il rendimento di un pannello solare è max 15%; ed anche ovviamente che l’energia serve anche con tempo nuvoloso e di sera, dopo il tramonto;
3) se produci grano per fare il pieno ai nostri SUV, il mercato mondiale del grano verrà inevitabilmente distorto; e prova ad indovinare chi ne risentirà di più? secondo te quelli che lo mangiano o quelli che lo bruciano?
4) siamo d’accordo; la speranza è sempre l’ultima a morire (però per es. qui dalle mie parti hanno appena scoperto che nella costruzione di un nuovo ospedale hanno riempito le fondamenta di materiali nocivi – amianto, ecc.. c’era di mezzo la corruzione e la malavita – e sono del nord Italia);
5) l’effetto serra è causato prevalentemente (90%) da semplice vapore acqueo; la Co2 ed il gas metano incidono in minima parte; la parte di Co2 non naturale, di origine antropica, incide ancora in minima parte della minima parte.
E la CO2 si può anche vendere, tra diversi paesi le varie quote di Co2 . Comunque anche se non si vende ha un costo, secondo i vari protocolli.
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Correggo. 5) il vapore acqueo incide per i 2/3 (67%) e non per il 90%, come avevo erroneamente scritto.
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Non ho detto la percentuale della CO2 dei gas serra (che prevalentemente, circa i 2/3, è costituito da vapore acqueo).
La percentuale di CO2 è il 7%: di cui (cioè di questo 7%) il 96,5% è iniettato dalla piante, dal suolo, dalle masse d’acqua, ecc..
L’attività umana è responsabile del 3,5% di questo 7%, ovvero dell’insignificante valore di 0,245% (fonte Zichichi).
Traete voi le giuste conclusioni, o se volete, confutate questi dati, con altre fonti.
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Zichichi o “Zichicche” (v. http://www.vialattea.net/odifreddi/zichichi.htm e http://www.vialattea.net/odifreddi/zichichi2.htm )?
Cfr.
RealClimate: Start here
http://www.realclimate.org/index.php/archives/2007/05/start-here/
IPCC – Working Group I – FAQ: How do Human Activities Contribute to Climate Change and How do They Compare with Natural Influences?
http://www.ipcc.unibe.ch/publications/wg1-ar4/faq/wg1_faq-2.1.html
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Chiedo cortesemente di rispondere con le percentuali di concentrazione di CO2 nell’atmosfera (rispetto a tutti i gas serra) e del contributo antropico di CO2, come ho fatto io.
Le dispute tra scienziati e matematici non interessano, né i vari link. Ai numeri si deve rispondere con altri numeri.
Poi si cita la fonte. Grazie.
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Ma stai scherzando? Credi davvero di poter discutere seriamente di climatologia? Sulla base di quali competenze professionali? Che significa “fonte: Zichichi” (il tuo “fisico” di fiducia NON è un climatologo…)? Sei capace di citare correttamente almeno una fonte?
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Ma come? Sei tu quello che doveva postare i veri dati, quelli reali e non i miei “falsati”. Ed anche le altri fonti più credibili e competenti. Vedo però che non l’hai fatto. Ciò può significare solo tre cose:
1) che quei dati ufficiali non esistono;
2) che esistono e sono proprio quelli che ho postato io;
3) che non sei stato capace o che non hai voluto recuperarli.
In quanto alle competenze. Allora in questi blog quasi nessuno potrebbe esprimere un parere su nulla.
Infatti nessuno è politologo, né esperto di diritto, né climatologo, né teologo, ecc.. eppure tutti parlano rispettivamente di politica, di giustizia, di ambiente, di religione ecc.. in base alle proprie convinzioni e conoscenze.
Questa, se vuoi, si chiama Democrazia. Così è, se vi pare.
P.s.: vuoi un consiglio, non fidarti troppo degli esperti, infatti alcuni devono tutelari interessi particolari, ed altri sono semplicemente “incompetenti”, come per es. i vari economisti che si sono visti scoppiare la bolla sotto il naso, senza accorgersi di niente. Begli esperti!
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Visto che ci sono, ho altri dati interessanti, freschi freschi, che potrebbero interessare.
Riguarda il bilancio elettrico nazionale 2008 (italiano – fonte GSE, Gestore Servizi Elettrici).
PRODUZIONE NETTA (TWh = Terawattora = 10E12 Wh):
Saldo estero = 11,8 % (40,0 TWh)
1) Idrica rinnovabile = 12,1 % (41,1 TWh)
2) Biomasse, biogas, rifiuti = 1,6 % (5,5 TWh)
3) Geotermica = 1,5 % (5,2 TWh)
4) Eolica = 1,4 % (4,9 TWh)
5) Solare = 0,1 % (0,2 TWh)
6) Termica (solidi-gas-altri comb.) = 69,8 % (237,0 TWh)
7) Idrica di pompaggio = 1,7 % (5,6 TWh)
Come vedete tutte le energie rinnovabili, escluso l’idrica rinnovabile, arriva al 4,6%, di cui 0,1% l’energia solare (approssimato, dai calcoli risulta 0,05%). Quest’ultima è stimata dal GSE per l’anno 2009 a 0,75 TWh e cioè “sale” al 0,2 %.
Voler credere che l’energia solare possa incidere significativamente sul futuro energetico italiano, è la stessa operazione che compia qualcuno che voglia riempire una vasca da bagno con un cucchiaino da caffè. Comunque giudicate voi.
Ora per completezza elenco i consumi (sempre fonte GSE)
CONSUMI:
1) Agricoli = 1,8 % (5,7 TWh)
2) Industriali = 47,4 % (151,3 TWh)
3) Terziario (il commercio prevale) = 29,4 % (93,6 TWh)
4) Domestici = 21,4 % (68,4 TWh)
Altri dati che ovviamente possono essere confutati da altre fonti, altrettanto autorevoli.
Cordiali saluti.
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Come sempre quando la risposta é irragionevole, anche quando, come in questo caso, é presentata in forma di domanda ( Che si fa allora? Si riprende il nucleare?), il trucco si trova nella domanda iniziale, sovente molto lontano, in un passaggio inoffensivo, banale.
In questo caso lo troviamo alla terza riga (Occorre … produrne quanta è necessaria allo sviluppo del Pianeta): uno legge e passa oltre, perché é una di quelle frasi che tutti coloro che si pensano ragionevoli pronunciano, sì da farle diventare come un motivetto di Claudio baglioni, schifosetto ma tanto familiare. Peccato che il pianeta, sia minuscolo, sia maiuscolo, non si sviluppi, sia grande proprio come il primo giorno. Peccato che anche la presenza umana che, lei sì, é in grado di svilupparsi, sia andata ben oltre i limiti di sostenibilità del pianeta che, appunto, non presenta la capacità di espandersi proporzionalmente. Come mai? perché ciò che ha necessità di svilupparsi (e purtroppo anche la capacità) é il processo di valorizzazione capitalista, CHE NON AMMETTE SOSTE O MARCE INDIETRO.
Una volta assodato questo fatto, che é unicamente lo sviluppo del capitalismo a richiedere quantità esponenziali di energia, e ad orientare altresì le scelte fra modelli di produzione, il resto degli argomenti portati dall’amanuense al servizio delle lobby energetiche, fila tutto a meraviglia. Fino ai passaggi più spericolati in cui i miliardi di nostri vicini non ancora baciati dallo sviluppo mortifero delle merci e delle relative panzane, vengono premiati dal “diritto” all’energia. Per poter lavorare di più e consumare di più, naturalmente.
Tuttavia, un paio di piccole bugie ci volevano: il referendum verteva su altro per ragioni tecniche, ma serviva per valutare l’adesione nazionale al progetto nucleare (o si vorrebbe dire che in qualsiasi epoca gli italiani avrebbero votato sì al nucleare?…ma dai!); la sicurezza é molto relativa specie in confronto con i rischi; delle scorie non si sa che cosa fare
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Non giochiamo con le parole.
Quando si parla di sviluppo del pianeta non si parla di gonfiarlo per espanderlo.
La presenza umana è andata oltre i limiti di sostenibilità del pianeta?
Lo diceva già Malthus, sbagliando, molti anni fa. Diceva anche che i povere devono astenersi dalle attività sessuali, così non aumentano di numero. Diceva anche che carestie, epidemie e guerra hanno il merito di tenere sotto controllo la crescita della popolazione. Cosa consigli? Carestie, epidemie oppure guerre? Una combinazione delle tre, tanto per essere democratici?
Il processo di valorizzazione capitalista, non ha a che fare con la crescita esponenziale dell’energia. Marx ha scritto atre cose.
Vorrei capire perché non sia possibile in Italia partecipare ad un blog senza insultare e offendere. Come faccio ad essere un amanuense se scrivo con una tastiera?
Io sono al servizio delle persone che amo. Con tutti gli altri ci lavoro. Non faccio parte di nessuna lobby.
I miliardi di nostri vicini muoiono di fame, Vorrei capire cosa c’è di spericolato in questo. troppo giocane per ricordare quando i nostri nonni usavano candele, lumi a petrolio e ghiacciaie?
Non dire sciocchezze sui referendum. Il referendum verteva su altro. Poi è stato interpretato inventando l’opinione dei cittadini.
Parlate di rischi sapendo poco di statistica e di probabilità. Vostro sacrosanto dritto. Però non imponete le vostre pseudo teorie -per favore- e se qualcuno non è d’accordo non insultate e non offendete l’interlocutore.
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Sbagliava Malthus? non mi pare, vedendo come siamo combinati. Non consiglio, prendo atto che sono altri, motlo più amici di me dell’energia nucleare, tipo Usa, israele, Cina, Russia, Iran, Francia, a favorire carestie, epidemie e guerre, ciascuno a suo modo. Io penso che bisogna decrescere, disattivare la tendenza allo sviuppo, compreso quello della popolazione, e poi del Pil, degli armamenti, dei consumi, dei posti di lavoro…e dell’energia, che non solo conviene sia orientata verso le fonti rinnovabili ma é essenziale sia proprio consumata in maniera molto più ridotta.
Ricordo benissimo le candele e le ghiacciaie, erano un sistema come un altro. Preferisco il nonno con la candela, che il panorama con il fungo…de gustibus.
Le sciocchezze sul referendum le dici tu: é stato discusso da tutti come referendum pro e contro il nucleare, anche se tecnicamente toccava solo una questione accessoria. Ma insisto: credi davvero che se la domanda fosse stata “volete le centrali in Italia”, i sì sarebbero stati più numerosi o addirittura maggioritari?
La statistica non c’entra nulla: il rischio di una centrale che avvelena la Pianura padana ela rende inabitabile in un diecimiliardesimo di casi é più grave di un avvelenamento certo da idrocarburi su un millesimo della popolazione, da un punto di vista storico e politico. Perché muterebbe il volto del mondo, mentre chi si asfissia con i gas delle centrali termoelettirche é solo uno che muore di questo, invece che di quello. Per questo la bomba di Hiroshima é più grave dei bombardamenti di Dresa o di Tokyo che hanno causato più morti. perché sposta l’equilibrio del mondo, e non in un sens opportuno.
marx ha scritto altro? Marx dimostra che il processo di valorizzazione sottomette OGNI processo sociale, quindi anche questo. D’altra parte, il concetto stesso di progresso felicemente ignoto per millenni, nasce col capitalismo- Ed ecco i risultati
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NO.
Perchè chi parla di nucleare non dice quando uranio c’è in giro, dove, cioè chi ha le miniere di uranio, e quando si pensa che finirà? Anche l’uranio è un materiale fossile.
Che significa poi trattare le scorie per renderle inerti? E quanto è questo non meglio specificato e quantificato “resto”?
E visto che dotrà essere sotterrato e “ben custodito”, per quanti anni lo si dovrà fare? Mille? Diecimila? Ventimila?
Qualcuno sa dare anche in maniera approssimativa il COSTO di soli mille anni di “buona custodia”?
Perché non vi informate sullo stato dei siti di stoccaggio degli USA, che solo dopo 50 anni già cadono a pezzi?
FINITELA CON IL NUCLEARE!!
E’ UNA TECNOLOGIA CHE SERVE SOLO ALL’INDUSTRIA MILITARE!!
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Mai sentito parlare di medicina nucleare?
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“Ogni forma di produzione di elettricità comporta rischi che non vanno ignorati. L’energia nucleare ha i suoi. Tuttavia sono rischi meno seri del rischio di un aumento significativo nelle temperature globali. Che si fa allora? Si riprende il nucleare?”
Il riscaldamento globale ha delle cause e concause scatenanti: in primis il dogma dello sviluppo ad ogni costo, unico sistema che consente di sfamare la bestia finanziaria la quale si nutre di sovrappiù mai prodotti se non attraverso l’addebito di interessi ai produttori. In pratica l’errore è nel continuare a rendere produttiva di utili la proprietà e i capitali obbligando i produttori a produrre ogni anno di più. Ergo gli investimenti diventano obbligatori e sempre più elefantiaci, e quindi sempre meno controllati e controllabili. Di conseguenza vengono fatti al livello degli stati là dove si organizzano le cosche che possono ottenere leggi a spingere i consumi come l’energia.
Ogni soldino dato da gestire allo stato è un soldino alle cosche, non c’è speranza. Solo l’autoproduzione – e quindi l’autonomia energetica legata alle rinnovabili – ci potrà affrancare. E chi, come Lei, lavora per il “progresso tecnologico” deve domandarsi se potranno esserci conseguenze letali e magari astenersi.
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Lo sviluppo ad ogni costo non è un dogma: è una conseguenza della povertà. Per rimuovere la povertà occorre dare alle popolazioni in via di sviluppo una vita decente.
I sistemi complessi hanno un tempo di reazione proprio. Occorre tempo. Il minimo magari, ma serve. 40, 50 anni? Non lo so. Forse.
Dobbiamo evitare che il sistema esploda in attesa di soluzioni e risultati. Occorre pensare a lungo termine. Cosa di cui noi occidentali non siamo più capaci. Pensiamo che tutto debba avvenire in modo istantaneo entro e non oltre il nostro arco di vita.
Divertente. Parlo di cose che accadranno fra 50 anni sapendo che non sarò vivo…
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e la povertà é a sua volta conseguenza del capitalismo. Che ora si propone di gestire anche la cura. L’essenziale é non dargli retta
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Non so se quindi devo intendere che il capitalismo è un sistema complesso che abbisogna di “qualche decennio” per sistemare i suoi effetti collaterali come la povertà ?!. Però un osservatore neutrale potrebbe constatare che la povertà tende ad aggravarsi sebbene il lavoro salariato si sia esteso ormai in tutto il globo e quindi in apparenza è proprio lo sviluppo e il lavoro a sembrare colpevole dell’impoverimento dei lavoratori di tutto il mondo. Le economie di villaggio con l’autoproduzione di cibo sono ormai un ricordo: occorre denaro e quindi lavoro per qualsiasi cosa, in primo luogo per l’energia. Quindi mi sembra che riproporre ancora ai PSV di acquistare altra energia sia solo un modo per perpetuare e aggravare la povertà. E poi anche nei nostri paesi “ricchi” il gap tra ricchi e poveri sta crescendo, e vediamo che i poveri sono spesso “occupati” o pensionati quindi il lavoro ce l’hanno o ce l’hanno avuto: quello che gli manca ancora una volta sono i denari. Per mia esperienza vedo che le famiglie sono messe ko proprio dai costi dell’energia e i capitali investiti nel settore sono quasi in regime di monopolio o comunque i prezzi sono da cartello e le famose Authorities brillano per la scarsa reattività.
I danni ambientali o le guerre – dovuti all’accaparramento di carburanti fossili – invece vengono pagati dai contribuenti i quali spesso diventano o rimangono poveri proprio per dover pagare le imposte che nascono dai disastri e dagli sperperi nel campo energetico/ambientale (ad esempio vedi il CIP6)
L’inquinamento costa molte vite umane e molte medicine.
Quindi per non morire di smog dovremmo preferire di morire di radiazioni? O dovremmo accettare di ridurci schiavi dei produttori di energia nucleare? Il fatto che la Francia o la Svizzera producano a pochi metri dai nostri confini infatti è solo uno stimolo a far chiudere anche le loro centrali semmai!
La ricetta della decrescita o della stabilizzazione dei consumi energetici potrebbe essere adottata almeno riguardo petrolio e uranio, per cercare che i nuovi investimenti vadano tutti nella direzione delle rinnovabili.
Per non parlare del rischio militare sempre insito nelle produzioni del nucleare.
In poche parole poveri siamo anche da noi, e lo saremo sempre di più a causa dell’imposizione dei consumi energetici da parte degli Stati e di chi gli detta legge come i monopolisti dell’energia
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Analisi breve, commento breve…
E se partissimo dal presupposto che non estiste “una” soluzione ma tante soluzioni, che vanno applicate dove sia + necessario e più vantaggioso (economicamente). Il problema principale era (la storia dell’uomo ci insegna) ed è il fatto che l’energia di cui tutti abbiamo bisogno è gestita da poche persone. Un piatto troppo goloso per quei pochi che continuano a scorpacciare di risorse naturali e di immissioni pericolose e di introiti e profitti infiniti… Se si cominciasse a parlare di rete in cui ogni ecosistema anche artificiale sia nodo consumatore ma anche produttore ci sarebbero vantaggi per tutti tranne per quei pochi di cui prima…
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Posso solo che essere d’accordo con quanto scrivi.
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se poi prendessimo atto che esistono criteri migliori di quello economico per stabilire il criterio di una scelta. Come in Bhutan per dire dove si impiega il quoziente di felicità…eh già ma sono sottosviluppati, che sciocco che sono
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E’ mai possibile che l’ideologia, il fanatismo debbano per forza chiudere la mente davanti a possibili soluzioni a problemi reali. E’ mai possibile che incolpando di ogni male il capitalismo si nega la possibilità anche solo di discutere?
Il vero problema è l’ignoranza, la stramaledettissima ignoranza. Basta prendere la macchina su qualunque strada provinciale per incorrere nel cartello “Comune di Vattelapesca – Territorio Denuclearizzato” Ma che c…o vuol dire, le fai le radiografie e allora cosa stai dicendo?
Non si può negare il progresso. E’ necessario fare un rapido conto costi benefici. Riempiamo l’Italia di graziosissimi pannelli fotovoltaici, il risultato? Ettari ed ettari di campi che prima venivano coltivati con i prodotti tipici della zona coperti di pannelli! Mettiamoci le pale eoliche peccato che come i pannelli hanno il bruttissimo vizio di funzionare quando hanno a disposizione la risorsa e… attenzione attenzione la corrente non si immagazzina cosi facilmente… Una scoria forse non è eliminabile ora ma lo sarà tra 20 o forse 100 anni ma starà li ad aspettare, quel che c’è nell’atmosfera non lo recuperi.
Se ora fanno reattori sicuri è grazie alla concorrenza che è un prodotto del capitalismo i reattori di RBMK erano gli unici montabili in quelle zone, è tra l’altro è l’uomo che ha sbagliato non la fisica…
In ultimo addurre come motivazione contro l’energia atomica la mafia italiana non è corretto. Se continuiamo a non muoverci “perchè l’intera Italia è corrotta” allora tanto vale non discutere ed aspettare l’apocalisse o la fine per inerzia…
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Caro Fisico qualunque. Vedi mio commento 21/07 16.32.
Il contributo di energia solare nel 2008 è stato dello 0,1%.
Sai cosa penso? Che il fotovoltaico sia un enorme “BUFALA”.
Prima di tutto come tu affermi giustamente, i pannelli solari funzionano con la luce solare (e se sono installati correttamente – anche l’ombra di una pianta, per dire, può mettere fuori caso moduli interi dei pannelli).
Ed anche se si riuscisse ad immagazzinare l’energia, con notevoli costi impiantistici, il discorso non cambierebbe: l’energia prodotta dai pannelli sarebbe sempre quella.
Nel nord Italia il costo di un impianto fotovoltaico ad uso residenziale si recupera in circa 12 anni. Al tredicesimo anno si comincia a “guadagnare” veramente, fatti salvo i costi vari di manutenzione. C’è un piccolo particolare da non dimenticare. L’impianto è finanziato in bolletta con una tariffa media di circa 0,4 Euro al kWh per 20 anni. E provate ad indovinare su chi ricadono questi costi di finanziamento? Paga sempre Pantalone, e cioè noi tutti.
Rcapitolando con i lauti finanziamenti per 20 anni l’impianto si recupera in circa 12 anni (nord Italia), semprechè l’impianto sia perfettamente installato, collaudato e mantenuto (per sicurezza si dovrebbero aggiungere almeno un paio d’anni). Senza finanziamenti il costo dell’impianto fotovoltaico sarebbe “IRRECUPERABILE”.
Ed il funzionamento dell’impianto è “assicurato” per 20 anni.
Fate voi i conti se il gioco vale la candela. E non mi riferisco al singolo utente, ma alla collettività intera.
Poi ovviamente come affermi c’è il problema dello spazio: 8 mq circa per KW. (cioè per alimentare un appartamento lo spazio occupato dai pannelli sarebbe di circa 24 mq).
Provate a divertirvi a fare i conti di quanti pannelli per produrre energia significativa rispetto ai consumi italiani (vedi mio post 16.32). Città intere ricoperte di pannelli. E poi siamo sicuri che il riscaldamento locale dovuto ai pannelli non causi problemi ambientali?
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Forse lei non sà che i pannelli solari producono energia anche se è nuvoloso quello che dice che anche l’ombra di una pianta interrompe la produzione è completamente errato e se vuole le fornisco anche diverse fonti per ribaltare tutto quello che ha detto e attenzione non fonti scientifiche, ma di aziende che producono quel determinato prodotto, ma perchè 24mq di pannelli per casa è troppo? a me risulta che nessuno vive in 24mq di casa ma ben oltre, la mia esempio è di 200mq e ha un tetto che è di circa 40mq ce ne farei tanta di energia anche per i vicini, e quindi mi “avanzerebbe” se tutto il mondo ragionasse così avremmo nella terra la zona illuminata dal sole che produce energia per la restante parte del pianeta, ovviamente ci dimentichiamo che esistono anche altre energie quali le pale eoliche per utilizzo casalingo e il vento in alcune zone c’è SEMPRE!!! per il solo fatto che si incanala, e quello produrrebbe energia SEMPRE!!poi la aggiorno esiste anche l’idrogeno che se non viene utilizzata tutta l’energia solare in produzione nelle ore del giorno potrebbe essere accumulata sottoforma di idrogeno e utilizzata quando il sole non c’è…. quindi che significa che IL FOTOVOLTAICO NON PRODUCE ABBASTANZA se io la corrente me la faccio da me e non ho bisogno di enel?
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L’installazione dei moduli solari deve tenere conto di diversi fattori, tra cui:
1) orientamento dei moduli;
2) inclinazione dei pannelli;
3) ombreggiamento.
Se l’ombreggiamento è inevitabile è necessario disporre i moduli correttamente, in maniera l’ombra interessi solo parti di modulo e non per es. un’intera stringa.
Se in fase di progettazione non si tiene conto della corretta installazione dei pannelli, semplicemente l’impianto produce meno rispetto al nominale.
In quanto all’ombreggiamento dei moduli ha un doppio effetto negativo:
a) riduce l’irraggiamento su una parte dei pannelli e quindi la sua producibilità;
b) provoca dei fenomeni di dissimmetria, nei moduli e tra le stringhe.
Ovviamente i pannelli producono energia anche con meno irraggiamento solare, ma la sua producibilità essendo proporzionale all’irraggiamento, si riduce notevolmente.
L’impianto fotovoltaico fino a 20 kW deve essere collegato in parallelo con la rete, detto “scambio sul posto”.
L’energia prodotta e non consumata è così immessa in rete.
L’accumulo dell’energia per questi impianti non è quindi possibile. Comunque l’accumulo non aumenta l’energia prodotta dall’impianto che rimane sempre quella.
Il costo dell’impianto è proporzionale ai kW installati e varia dai 4000 ai 6000 €/kW.
Come ho già detto al nord Italia il costo si recupera in 12 anni (impianto perfettamente installato), con la tariffa incentivante di 0,4 €/kWh pagata all’utente per l’energia prodotta. Comunque se si vuole approfondire ancora il fotovoltaico devo dire che sono del settore, quindi a me va bene, formule comprese.
Rimane comunque il dato che non può essere ignorato: la produzione di energia solare in Italia nel 2008 è stata dello 0,1% di quella complessiva. In Germania che è leader nelle energie rinnovabili questo valore “sale” allo 0,6%.
L’energia rinnovabile di gran lunga più importante è l’idrica (12%), poi biomasse biogas e rifiuti (1,6%) ed in seguito la geotermica (1,5%).
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La teconologia risponde ai problemi, solo che i nuclearisti cercano salvezza nella tecnologia di 30 anni fa. I reattori che vogliono fare in Italia sono stati progettati negli anni 70/80.
Il nucleare non è la risposta.
http://www.youtube.com/watch?v=nEqThWuIJsw
La risposta è nelle nuove teconologie, per esempio questa:
http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/03/storie/emiliano-cecchini-vivere-off-grid.aspx
Gli unici che hanno interesse a rimanere attaccati alle vecchie tecnologie sono le imprese che le producono, cambiare tecnologia è un costo per loro ma è un investimento per l’umanità.
Con le pellicole che producono ora al posto dei vecchi pannelli solari negli USA stanno pensando di rivestire le strade… non i campi coltivati. Qui possiamo coprire i capannoni ed i palazzi, ma con i vecchi che ci troviamo al potere non si va da nessuna parte. Ci vuole coraggio per innovare e ci vuole un ricambio al vertice delle nostre istituzioni.
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Ora veniamo al nucleare. Come vedi sempre dal mio post 21/07 16.32 (fonte GSE) il 70% dell’energia prodotta in Italia è dovuta agli impianti termici tradizionali. Se aggiungiamo il 12% dell’energia importata dall’estero, si arriva ad un 82% di energia non dovuta alle cosidette fonti rinnovabili.
Se poi aggiungiamo gli impianti idrici rinnovabili il totale è il 94%. Il resto delle energie rinnovabili come vedi sono “briciole”. Ed il nucleare? Le tecnologie ci sono e sono ben collaudate (compreso lo smaltimento delle scorie), visto che da decenni in tutta Europa (Svizzera compresa) funzionano le centrali nucleari. Una volta ho fatto una domanda ad un anti-nuclearista che lo spiazzò. Se il nucleare è così pericoloso, quanti morti, sul lavoro o altro, in questi decenni si possono imputare alla presenza del nucleare in Europa? Non mi ha saputo rispondere, se non trovare un articolo di tumori mortali su alcuni cittadini del sud Italia, esposti (a loro insaputa) alle radiazioni di alcuni fusti scaricati illegalmente dalla mafia.
Sarò cinico, ma la domanda che pongo mi viene abbastanza spontanea. Noi conosciamo esattamente le statitische dei morti sul lavoro, per es. nei cantieri edili, sulle strade, ecc.. Eppure non è che chiudiamo i cantieri o impediamo la circolazione. Significa che accettiamo il rischio di morte, anche se cerchiamo di ridurlo, tenendo conto dei costi della sicurezza, ecc.. Allora perchè non si può applicare lo stesso ragionamento con l’energia? E guardate che l’energia è fondamentale per un paese industrializzato. Senza energia si ferma tutto. Quindi anche se fosse provato, come afferma qualcuno, che le radiazioni dalle centrali non possono essere evitate completamente. Si possono prendere delle precauzioni per ridurre il rischio di contaminazione delle popolazioni, così come si fa per es. per le industrie chimiche, non meno pericolose per la salute (ricordiamoci Seveso).
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Già che ci sei, ricordati anche di Pripyat…
“45,000 residents were evacuated from within a 10 km radius of the plant, notably from the plant operators’ town of Pripyat. On 4 May, all those living within a 30 kilometre radius – a further 116,000 people from the more contaminated area – were evacuated and later relocated. About 1000 of these have since returned unofficially to live within the contaminated zone. Most of those evacuated received radiation doses of less than 50 mSv, although a few received 100 mSv or more.
Reliable information about the accident and resulting contamination was not available to affected people for about two years following the accident. This led to distrust and confusion about health effects.
In the years following the accident, a further 210,000 people were resettled into less contaminated areas, and the initial 30 km radius exclusion zone (2800 km2) was modified and extended to cover 4300 square kilometres. This resettlement was due to application of a criterion of 350 mSv projected lifetime radiation dose, though in fact radiation in most of the affected area (apart from half a square kilometre) fell rapidly so that average doses were less than 50% above normal background of 2.5 mSv/yr.”
World Nuclear Association | Chernobyl Disaster
http://www.world-nuclear.org/info/chernobyl/inf07.html
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Ma ancora dobbiamo parlare di Chernobyl? Attualmente nell’anno 2010 in Europa funzionano circa 80..90 centrali nucleari, e siamo rimasti inchiodati a Chernobyl. Ciò significa che il nucleare è sicuro, visto che l’unico incidente veramente importante che si ricordi è avvenuto circa 30 anni fa, ed in condizioni, se vogliamo “molto particolari”. Comunque io non parlavo di contaminati ma di morti. E non mi pare di aver letto la parola “die” e cioè “morto”. Se non mi ricordo male a Chernobyl morirono solo gli operai che vennero a contatto con il nocciolo.
E poi chi lo dice che i contaminati siano destinati a morte certa? Forse qualcuno potrà meravigliarsi, ma l’organismo umano può adattarsi anche ad un ambiente con radiazioni più elevate della media. Come vedete il mio ragionamento comprende anche Chernobyl.
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No comment.
“5 SEPTEMBER 2005 | GENEVA — A total of up to 4000 people could eventually die of radiation exposure from the Chernobyl nuclear power plant (NPP) accident nearly 20 years ago, an international team of more than 100 scientists has concluded.
As of mid-2005, however, fewer than 50 deaths had been directly attributed to radiation from the disaster, almost all being highly exposed rescue workers, many who died within months of the accident but others who died as late as 2004.
The new numbers are presented in a landmark digest report, “Chernobyl’s Legacy: Health, Environmental and Socio-Economic Impacts,” just released by the Chernobyl Forum. The digest, based on a three-volume, 600-page report and incorporating the work of hundreds of scientists, economists and health experts, assesses the 20-year impact of the largest nuclear accident in history. The Forum is made up of 8 UN specialized agencies, including the International Atomic Energy Agency (IAEA), World Health Organization (WHO), United Nations Development Programme (UNDP), Food and Agriculture Organization (FAO), United Nations Environment Programme (UNEP), United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (UN-OCHA), United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation (UNSCEAR), and the World Bank, as well as the governments of Belarus, the Russian Federation and Ukraine [...]”
WHO | Chernobyl: the true scale of the accident
http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2005/pr38/en/index.html
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Scusa Kris Kelvin, il mio inglese è un pò arruginito ma la frase “A total of up to 4000 people could eventually die of radiation exposure from the Chernobyl nuclear power plant (NPP) accident nearly 20 years ago” non significa potrebbero eventualmente essere morte 4.000 persone a seguito dell’esposizione delle radiazioni, ecc…..”
“Potrebbero essere morte eventualmente” non significa “sono morte certamente”. Gli altri 50 morti sembrano certi.
Ma facciamo finta che la certezza riguarda tutte le 4.050 persone morte, anche se non è vero.
E allora? In un anno in Italia quante persone muoiono a seguito del fumo, e cioè per a seguito di un “vizio” personale, di cui si potrebbe benissimo fare a meno?
Certamente molto più di 4.000. Se sono ammessi migliaia di morti per il fumo ogni anno solo in Italia, non vedo perchè non possano essere ammessi 4.000 morti per incidente nucleare in 20 anni in Europa, in una centrale che produce energia e cioè un bene indispensabile. Tra l’altro mi pare che morti ce ne siano stati anche tra la popolazione residente vicino alle centrali elettriche a carbone, per tumore ai polmoni. Prova a verificare anche questo.
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Signor Aparo,mi perdoni ma io credo che le parolacce lei se le becchi perchè scrive su cose che,evidentemente, o non conosce a fondo, o intenzionalmente mistifica per non chiare convizioni apriotistiche.
Quando lei parla del nucleare come unica scelta vuole parlarci per favore dei costi ? Dei tempi di costruzione di una centrale (considerando che l’Italia dovrebbe cominciare a costruire le centrali ADESSO e che la prima centrale non sarà pronta prima dei prossimi 10-15 anni).
>>>Le scorie vengono trattate per renderle inerti . Quanto rimane viene sotterrato e ben custodito
Interessante uso della parola ‘inerte’…Intende forse ‘inattive, inoperose, immobili’ ? Saprebbe per favore citarmi un solo paese che ha trovato come rendere le scorie ‘inerti’ per 10.000 anni (tempo di smaltimento della radioattività di buona parte delle scorie). Parliamo di sostanze capaci di distruggere il pianeta per come lo conosciamo, non di semplici (seppur dannose) emissioni di CO2.
Ci parla di quanto uranio c’ é in giro, di chi ce l’ha, di quanto costa e di quando se ne esauriranno le riserve ?
Insomma, con tutta la buona volontà, l’articolo è sciatto, superficiale, e contribuisce al già ben nutrito codazzo di gente incompetente che continua a voler convincere gli italiani che il nucleare é una scelta sicura senza rendersi conto delle disastrose conseguenze che questa scelta comporta sull’ambiente e sulla salute del pianeta.
E’ per questo che i lettori le rispondono con una certa violenza verbale.
Grazie
PS: Un’ultima cosa. Sono anch’io meridionale e stanco di certi commenti sul sud, Napoli, etc. Ciò detto, non possiamo ignorare il contesto in cui viviamo nel valutare l’opportunità di certe scelte (en. Nucleare). Ed é innegabile che la gestione di rifiuti tossici in Italia é stata finora semplicemente criminale…cosa ci garantisce che non accadrebbe lo stesso con le scorie nucleari ?
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Non ha letto quanto da me scritto. Lei ha interpretato quanto da me scritto. Non ho scritto di sostenere il nucleare in Italia. Non mi interessa la piccola, ridicola, dimensione italiana nel panorama mondiale per ciò che concerne il nucleare.
Non ho parlato di nucleare come unica scelta: ne ho parlato come una delle fonti presenti nello scenario numero tre. Lei ha letto cosa ho scritto? Costi, tempi, scorie sono problemi che riguardano paesi ad alta densità di popolazione e povere se decidono di avvalersene. o trattate per renderle inerti . La parola ‘inerte’ in fisica ha un significato molto chiaro e unico. Lei, saprebbe per favore dirmi qual’è sarà lo stato della scienza e della tecnologia fra 1000 anni? Allora non mi parli di 10mila anni.
10.000 anni (tempo di smaltimento della radioattività di buona parte delle scorie). Semplici le emissioni di CO2? Lei sa cosa che noi umani non conosciamo.
Il suo commento è sciatto, superficiale, e contribuisce al già ben nutrito codazzo di gente incompetente che continua a voler convincere gli italiani che il nucleare é una scelta sicura senza rendersi conto delle disastrose conseguenze che questa scelta comporta sull’ambiente e sulla salute del pianeta.
Le piacerebbe che le rispondessi così, vero? No, non lo faccio perché rispetto chi dedica anche solo un minuto e uno solo dei suoi neuroni per scrivermi.
Cosa che lei non fa.
PS.
Non ho parlato dell’Italia, ne parlate voi.
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Gentili Signore e Signori,
vedo che si stanno esaurendo le critiche, improperi, proposizioni e anche insulti e offese. Segna inequivocabile che si è entrati in “loop”, tradotto in italiano, ci siamo incartati, ripetiamo cose già dette.
Blog troppo lungo per leggerselo tutto, dall’inizio. Dunque la cosa logica da fare, almeno per me, è chiuderla qui.
Ovvio che volete continuare a parlare del tema, discuterne fra voi siete benvenuti. Se proprio vi fa sentire meglio, continuate a sparare sul pianista. Però il pianista non risponde più. Nuovo giro, nuova corsa…
Grazie a tutti, davvero.
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Chissà perchè la maggior parte di coloro che sono ottimisti riguardo alla tecnologia sono persone che campano ‘sulla’ tecnologia. “Non preoccupatvi, la tecnologia ci salverà”, dicono, peccato che sia una colossale bugia: come ben sanno gli antropologi è l’esatto contrario.
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L’ho già scritto e lo ripeto: fra un ottimista e un pessimista non c’è nessuna differenza. Un ottimista è un pessimista bene informato.
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io direi che un pessimista è un ottimista ben informato:-)
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La Germania ha intenzione di uscire dal nucleare entro un periodo non ancora definito (stanno discutendo in proposito).Il governo Schroeder lo voleva attuare entro il 2020,la Merkel è scesa a compromessi con i produttori per un prolungamento dei termini di dismissione chiedendo in compenso ai produttori stessi una tassa per ogni kilowatt prodotto,tassa che potrebbe o dovrebbe servire per incentivare le energie rinnovabili.I tedeschi, nel bene e nel male,fanno le cose seriamente e,se dicono una cosa la fanno e la fanno bene.L’energia eolica potenziale del mare del nord dove sono in corso investimenti enormi ma anche in terraferma,è in grado di sostituire completamente la potenza nucleare installata (sempre della Germania ovviamente).Molto più difficile mi sembra il problema in Francia dove sostituire 58 centrali nucleari con energie rinnovabili mi sembra veramente un problema di difficile soluzione.Dal momento che è la Germania ad essere leader assoluto nel campo delle rinnovabili (già adesso sono 300.000 i posti di lavoro del settore e sono destinati ad aumentare in maniera esponenziale)per chi sa il tedesco consiglio la rivista mensile “neue energie” www neue energie.net alla quale sono abbonato e che in versione inglese esce invece mi pare ogni due mesi.Paradossale è che le più grandi centrali fotovoltaiche siano in Germania,dove a differenza dell’Italia e soprattto del nostro meridione, la gente mi sembra amare un po’ di più di noi la natura e la propria terra anche se non è bella come la nostra.Io sono fortunato perchè vivo in Sudtirolo dove le cose vanno un po’ meglio e dove la gente di qui,tedesca,la propria terra dimostra di amarla.La risposta per l’Italia non ce l’ho anche se da quanto ho scritto credo si possa intuire.Auguri dal più profondo del cuore alla mamma di Cristina.
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Gentili Signore e Signori,
grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa discussione. Grazie a chi ha espresso commenti positivi e grazie anche a chi ha pensato bene di offendere, dileggiare e insultare. Fa parte del gioco.
A me sembra che stiamo iniziando a incartarci, siamo entrati in “loop2″. Si ripetono le stesse cose, con parole diverse e il blog è troppo lungo per leggere tutti i commenti. Inizio a ripetermi anche io e si inizia ad aggiungere sempre meno valore. Quindi io ringrazio ed esco di scena. Lo spazio è vostro. Lo è sempre stato e sempre lo sarà. Si cerca solo di discutere, confrontare idee, costruire idee. Continuate a dibattere fino a che volete. Io non rispondo più. Sto pensando a come fare innervosire molti e farmi apprezzare da molto pochi. Il bello della vita, l’essenza stessa della vita è il cambiamento e non c’è cambiamento senza ‘apprendere. Nuovo giro nuova corsa.
Grazie a tutti. Io mi sono divertito, spero sia stato lo stesso per voi.
Alla prossima.
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Avete ragione, il blog è uno spazio ristretto per parlarne.
Se volete abbiamo già una discussione aperta, trovate il link cliccando il mio nickname e possiamo continuare a discutere li.
Avviso. Il forum è moderato, mentre tutte le opinioni sono bene accette, insulti e dileggi saranno moderati e puniti, fino all’allontanamento dal forum.
Buona giornata.
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“Si cerca solo di discutere, confrontare idee, costruire idee.”
Ma va’ là…
Five-year memorandum for Finmeccanica
“The memorandum of understanding signed by the CEOs of Enel, Finmeccanica and EdF has been hailed by Finmeccanica as the first concrete step towards maximising the involvement of the Italian nuclear industry in the construction of the country’s new nuclear plants. The agreement defines areas of cooperation between Enel-EdF and Ansaldo Nucleare, part of the Finmeccanica group, in the construction of at least four Areva-designed Evolutionary Pressurised Reactors (EPRs) that Enel and EdF plan to build in Italy.”
Cooperation deals for French, Italian nuclear companies
http://www.world-nuclear-news.org/NP-Cooperation_deals_for_French_Italian_nuclear_companies-1204107.html
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Riprendo dal mio vecchio post:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/13/che-si-fa-si-riprende-il-nucleare/39327/comment-page-5/?replytocom=483587#respond
avevo preannunciato che avrei parlato anche dei costi.
Ora, avendo solo 2000 caratteri, tralascio, tra le altre cose, la dipendenza dall’estero, il costo in aumento del materiale fissile, i costi di manutenzione maggiori, i costi di installazione/smantellamento maggiori e vengo al punto che rende impossibile che il costo delle centrali atomiche sia paragonabile ad altre centrali.
Le scorie sono pericolose oltre che di per se stesse, anche perchè possono essere usate per fare bombe spor-che o per inquinare fiumi/acqua potabile. Per questo motivo non è possibile sotterrarle e basta, verrebbero trovate ed usate. Nemmeno bastano dei tecnici che, grazie a costose e sofisticate apparecchiature monitorizzano le scorie, verrebbero sopraffatti.
Sono quindi necessari degli uomini armati di guardia, diciamo una decina, ma 24 ore al giorno che, tra malattie turni di guardia e vacanze vuol dire avere 50 uomini. E vanno pagati.
Ora, tralasciamo i costosi tecnici con le loro apparecchiature, cari ed indispensabili, la necesssità di trovare un sito e gli incentivi da dare alla popolazione locale, consideriamo solo il costo di questi 50 soldati.
Diciamo che costano poco 1000 euro al mese cadauno.
Sono 50,000 euro al mese o 600,000 euro all’anno.
E per 1000 anni?
Diciamo che ci sarà una inflazione del 1% annua, vuol dire che per 1000 anni spenderemmo più di mille miliardi di euro.
E tutto questo facendo i conti all’osso.
Tenendo presente che le scorie più pericolose hanno un tempo di dimezzamento di 10,000 anni potete valutare tutti quanto sia oneroso ed assolutamente improponibile fare delle centrali nucleari, visto che il costo per GW prodotto è assolutamente fuori scala rispetto a tutte le altre centrali.
Buona giornata a tutti.
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no non si riprende il nucleare.
- Andate a chiedere in piemonte come stanno bene con le scorie da stoccare in depositi inadatti in cui sembra che perdite di materiale contaminato siano arrivate alle falde acquifere.
- l uranio per quanto ce nè?
- sono sicure le centrali? a giudicare da quello che vediamo nella casistica degli incidenti non si direbbe
- il nuclare italiano dovrebbe coprire il 5% del fabisogno energetico cioè una percentuale ridicola ma fa comodo ai francesi che gestirebbero le operazioni e i francesi detengono anche un bel po del nostro debito pubblico
-PORZIONI MARGINALI DI DESERTO POTREBBERO GARANTIRE ENERGIA A TUTTO IL MONDO
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E’ pazzesco! Ma se non siamo in grado di smaltire bucce di banana e fondi di caffè, come potremmo smaltire scorie radioattive!!?? Ma non scherziamo! Andiamo avanti invece con le energie alternative pdavvero pulite come in Puglia per esempio, in pochi anni è divenuta la principale regione per produzione di energia fotovoltaica! Di nucleare in Italia non vorrei sinceramente proprio sentirne parlare!!
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Già peccato che di riserve di Uranio ce ne siano per meno di 70 anni al consumo attuale, che una centrale nucleare costa sempre molto di più di quello che viene prevvisto (vedi la Finlandia), che le centrali attuali lasciano le scorie altamente tossiche per 100.000 anni e che non è vero che il problema del loro stoccaggio è stato risolto.
Se vogliamo il nucleare dovremmo attendere almeno il 2050 per le prime centrali di 4. generazione che useranno il Torio: è più sicuro, le scorie non sono così dannose per così tanto tempo, ecc.
Intanto si potrebbero riempire i tetti di tutte le case italiane (quindi nessun problema di paesaggio) di pannelli solari.
E se qualcuno critica la loro “bellezza”, può sempre guardare le schiffezze presenti nelle nostre città per riconsiderare il proprio canone estetico.
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Pensare che esiste da tempo un progetto tutto italiano che consente di eliminare tutti e tre i problemi, e le giuste paure connesse, e per di più risparmiando in maniera consistente. Il progetto, che si chiama SUSE-NPP ed è brevettato in tutto il mondo, prevede l’installazione in sotterraneo, protetti anche da attacchi terroristici, dell’isola nucleare e dei depositi di rifiuti radioattivi. Ma stranamente non interessa a nessuno, né ai nuclearisti né agli ambientalisti. Vedi http://www.alternativenergy.it
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…MA SE FACCIAMO UN Pò I CONTI DELLA SERVA…UNA CENTRALE NUCLEARE COSTEREBBE 15 MILIARDI DI EURO (?!?!)…MENTRE PER UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO PER PRODURRE 3 KW SI SPENDONO CIRCA 15.000 EURO. QUANTI IMPIANTI FOTOVOLTAICI AVREMMO AL POSTO DI UNA CENTRALE NUCLEARE??? COSA NE PENSATE???
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Devo aver mangiato risotto al peyote, perché ho un vivido ricordo del referendum “fantasma”…
Anzi, esagero, a “quei tempi” ho anche apposto una crocetta! (E non fui l’unico)
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Direi che prima di parlare di impianti ad energia nucleare pre prima cosa bisognerebbe informarsi a prescindere sulle varie opportunità se effettivavente si possono costruire su determinati territori. Date un’occhita al sito del istituto nazionale di geofisica che rileva i terremoti e poi ……. verificare che in Italia l’area antisismica per eccellenza è la Lombardia , se bisogna per forza costruirla interpelliamo Formigoni. Gianni
ps visitate questo sito
http://openmap.rm.ingv.it/gmaps/rec/Index.htm
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