Archivio cartaceo | di Antonella Mascali | 10 luglio 2010
“Sembra che la P2 si muova alla luce del sole”
Sulle somiglianze tra vecchi ambienti piduisti e nuovi parla Giuliano Turone, l'ex magistrato che scoprì la loggia massonica di Licio Gelli
Ma nella sua mente è scattato un ritorno al passato?
“Ho detto fra me e me: caspita! È la prima volta, dopo 30 anni, che ci sono arresti per il reato di associazione segreta. E poi ho pensato a quanto siano state importanti le intercettazioni per l’indagine in corso. Una prova ulteriore che non deve essere depotenziato questo strumento prezioso, come vuole fare il disegno di legge approvato in Senato e ora in discussione alla Camera”.
Alla luce di questa indagine, ci sono secondo lei analogie con il periodo della P2?
“Ripeto che non conosco gli atti. Constato però che allora, non essendo stata ancora scoperta, la loggia massonica P2 per conquistare, ad esempio, il Corriere della Sera o per avere potere su gangli finanziari, poteva condurre operazioni davvero segrete. Tutto è stato disvelato solo grazie al sequestro delle liste della P2 e a una gran massa di documentazione a Castiglion Fibocchi. Abbiamo scoperto le carte all’interno di una ditta di abbigliamento dove si trovava un ufficio di Gelli che in pochi conoscevano. Lo avevamo saputo leggendo un’agendina di Michele Sindona”.
Perché lei indagò anche sul banchiere, amico di Giulio Andreotti…
“Era il periodo in cui stavamo indagando sull’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli (liquidatore della banca di Sindona, ucciso a Milano nel ’79, ndr) e sul finto sequestro di Sindona. Proprio da quest’ultima inchiesta scoprimmo i contatti tra Sindona e Gelli. Così nacque l’esigenza di perquisire tutti i recapiti di quello che poi abbiamo scoperto essere il capo della P2″.
Insistiamo. Nel presente cosa sta avvenendo?
“Oggi sembra che la P2 si muova alla luce del sole. Sembra che i vecchi ambienti piduisti, che dopo il cataclisma giudiziario, avevano perso potere, abbiano recuperato terreno. Infatti Licio Gelli due anni fa ha dichiarato pubblicamente che il suo Piano Rinascita si stava attuando. Nessuno dell’establishment lo ha contraddetto”.
Come non pensare a Berlusconi, tessera numero 1816?
Turone – con molta cortesia – sorride ma non risponde.
Da Il Fatto Quotidiano del 10 luglio 2010





