Nuova marcia indietro per Antonio Azzollini, presidente della Commissione bilancio del Senato e relatore per il governo della contestatissima manovra finanziaria all’esame del Parlamento. Un incarico che per il senatore pugliese, nonchè sindaco di Molfetta, si sta rivelando una vera odissea.

Dopo la brutta figura sull’emendamento che innalzava ad oltre 40 gli anni di contributi necessari per andare in pensione, emendamento che il senatore ha dovuto dovuto ritirare di corsa dopo le proteste piovute da ogni parte politica, c’era stato il pasticcio della proposta di abolire la tredicesima per i docenti universitari, i magistrati e, apriti cielo, le forze dell’ordine. E anche qui sono volati gli strali di tutti, a cominciare dai suoi colleghi del Pdl. Roberto Maroni, Ignazio La Russa e, poi, lo stesso presidente del Senato, Renato Schifani, lo hanno tirato per le orecchie invitandolo a ritirare subito il contestatissimo emendamento. Ci ha dovuto mettere una pezza Silvio Berlusconi dichiarando il 3 luglio che: ‘Non vi sarebbe stato nessun taglio alle tredicesime di forze armate e sicurezza’.

Oggi ancora un dietrofront con la soglia di invalidità per accedere all’assegno che torna al 74% per tutti. La manovra prevedeva, infatti, l’innalzamento della soglia all’85%. Tanto che le associazioni dei disabili avevano indetto per la giornata di domani una manifestazione davanti a Montecitorio con l’arrivo di pullman e treni da tutta Italia. Ma le polemiche sull’operato di Azzollini non sono destinate a finire. Restano, infatti, i tagli per 8, 5 miliardi di euro in due anni per le Regioni e saranno i governatori stessi a decidere come e dove tagliare.