Archivio cartaceo | di Redazione Il Fatto Quotidiano
3 luglio 2010
Una croce fondata sulla P2
Nasce un movimento per la difesa del crocifisso: ispirato dal Venerabile
Il cosiddetto Venerabile ha ispirato il Movimento etico per la difesa internazionale del crocifisso (Medic), presentato nella sala congressi del Michelangelo di Roma, un albergo a pochi passi dal Vaticano. La politica è corsa a sostenere l’iniziativa: c’era Olimpia Tarzia, consigliere regionale Pdl, l’ex direttore del Tg1 Nuccio Fava, atteso invano l’ex mezzobusto del Tg1 Francesco Pionati (Adc) e sono stati annunciati telegrammi ricevuti (ma non letti) dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal presidente emerito Francesco Cossiga e dal “divo” Giulio Andreotti.
Il disegno dell’uomo P2
Per la Chiesa è un appuntamento imperdibile: don Walter Trovato, cappellano della polizia di Stato, è il primo a sedersi al tavolo degli oratori; l’anziano monsignore Antonio Silvestrelli è l’ultimo. Non è facile contare i collarini bianchi dei preti. Gelli ha scritto il codice etico e addirittura disegnato il simbolo dell’associazione: una sfera tagliata da cerchi concentrici su sfondo azzurro, una croce nera avvolta in una stretta di mano, quattro frecce ai bordi. Il Venerabile è nella sua Villa Wanda sulle colline di Arezzo: “Questa è la mia nuova battaglia – spiega al Fatto Quotidiano - e il colore scelto per il simbolo rimanda al mare, al cielo e al grembiule della Madonna, il resto a San Francesco e le frecce rappresentano i punti cardinali”. L’età avanzata ha impedito a Gelli di officiare la cerimonia in una sala moderna, affollata di uomini e donne vestiti con abiti scuri da sera nel caldo di mezzogiorno. Un amico di Gelli ha rimpianto l’assenza del Venerabile, criticando “la gestione troppo rude della cerimonia del costruttore Mezzaroma”.
Accenti che si mescolano, spillette che si confondono. Segni, simboli, messaggi più o meno occulti, più o meno massonici. Il secondo capitolo di uno Statuto suggellato da Gelli, più che a un piano di rinascita nazionale, somiglia a una crociata pop: difendere, coinvolgere, riconoscere. “Medic vuole far emergere – declama Mezzaroma – le radici giudaico-cristiane del mondo occidentale e promuovere il significato autentico del crocifisso quale simbolo condiviso di amore assoluto; nasce con l’ambizione di essere un movimento trasversale, che raccoglie non solo cattolici ma anche ebrei, musulmani, atei, convinti che la croce abbraccia l’umanità intera”. Quasi un comizio, senza leggere, e un po’ fuori dal protocollo per un evento mondano in pieno giorno. L’imprenditore Mezzaroma, ex europarlamentare di Forza Italia, è stato nominato segretario generale del Medic in una riunione a Villa Wanda che, diretta come è logico da Gelli, ha indicato presidente onoraria la duchessa d’Aosta, Silvia Paternò, dei marchesi di Regiovanni, dei conti di Prades, dei baroni di Spedalotto, appartenente al Sovrano Militare Ordine di Malta. Una roba da far impallidire la contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare di fantozziana memoria. Araldica pesante, insomma, tanto che “siamo già in 500: faccio politica per passione, sono iscritto al Pdl; stimo tantissimo Gelli, ma non mi confido al telefono con nessuno” e attacca la cornetta Mezzaroma, contattato all’ultima forchettata di un banchetto fastoso. Il costruttore romano è un fan della prim’ora dei Circoli del buon governo di quel Marcello dell’Utri appena condannato a 7 anni in appello per concorso esterno in associazione mafiosa.
Ex romanista parente di Lotito
Ex europarlamentare, responsabile del dipartimento “lotta alla povertà” del partito ai tempi di Forza Italia, Mezzaroma è lo zio della moglie di Claudio Lotito. Nel 2005 diventò il secondo azionista della Lazio vantandosi di “aver già salvato la Roma nel 1992 assieme ai miei fratelli, perché bisogna costruire non demolire”. E detto da lui vale un capitale, perché di cemento se ne intende. L’avventura con la Lazio è costata una condanna a un anno e 8 mesi, per un accordo definito “interpositorio” che permise a Mezzaroma di acquistare il 14,61% delle azioni biancocelesti di fatto per conto di Lotito, in modo da nascondere la titolarità del pacchetto completo con cui lo stesso Lotito avrebbe poi lanciato l’Opa. Aggiotaggio e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza, per Lotito la condanna è di due anni.
Tra i padrini chiamati a battezzare il Medic, c’era anche monsignor Alberto Silvestrelli: un alto prelato che risponde all’invito di Licio Gelli. Esponente del governo Vaticano con l’incarico di sottosegretario alla Congregazione per il clero, oltre ad essere giudice di appello del Vicariato di Roma (il tribunale dei preti) e commissario della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, si occupa di sociale: alcolismo e disabili. Ai tempi della gestione Ratzinger, monsignor Silvestrelli ha ricoperto incarichi anche nella Congregazione per la dottrina della fede, la moderna Inquisizione.
Il consigliere regionale (Lazio) Olimpia Tarzia, altra commensale, vanta un ampio curriculum tra fede e politica: fondatore (e segretario generale dal ‘97 al 2006) del Movimento per la vita, il cui successo più importante è stato il fallimento del referendum sulla fecondazione assistita nel 2005. “Il crocifisso – ha affermato Tarzia – è simbolo di vita: si invoca lo Stato laico, ma lo Stato laico come democratico difende i diritti umani e il primo di questi diritti è quello alla vita”. Il Medic è pronto a difendere il crocifisso “anche con azioni forti, a promuovere un referendum che rimetta al popolo italiano la decisione di continuare a riconoscersi in quei valori che hanno delineato i confini culturali e spirituali dell’Italia e dell’Europa”. A quei valori che affascinano Licio Gelli.
di Carlo Tecce e Giampiero Calapà



Il crocifisso avrà la forza di punirli questi stregoni?
L’ignoranza è assai, questi hanno il terreno fertile.Sarà dura.
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Gradirei sapere chi è che permette simili sconci antireligiosi, antipolitici e antidemocratici! Uno schifo indescrivibile. Ma perchè Gelli non viene arrestato? Mi ricordo che lo arrestarono all’epoca della P2 e poi siccome era malato, al cervello, lo hanno fatto uscire. Possibile che dobbiamo aspettare solamente che muoiano i nemici della società e della democrazia senza vederli puniti in vita?
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C’è solo un sistema per salvare il Cristianesimo: scomunicare tutta quella gente che, con queste iniziative, scredita il crocifisso, la religione e i veri credenti.
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La fede e una cosa personale e come tale deve rimanere.Nessuno ha il diritto di imporre la proria fede.I “bei” risultati della fede obbligatoria li vediamo in tutto il mondo.E ora di finirla con questi eclesiasti pedofili e sterminatori di popoli complici dei nazzisti e dell’olocausto. :@
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Messaggio di uno spermatozoo agli elettori del PDL:
http://unbeinger.wordpress.com
Messaggio di uno spermatozoo agli elettori del PD, Sinistra e Libertà, PDCI, Rifondazione…:
http://unbeinger.wordpress.com/2010/07/01/messaggio-di-uno-spermatozoo-agli-elettori-del-pd-sinistra-e-liberta-pdci-rifondazione%e2%80%a6/
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@Paolo: concordo, siamo stati anni a rinvangare i cosiddetti crimini di vendetta avvenuti dopo la guerra contro i collaborazionisti e fastistelli vari, il problema vero e’ stato che ne han lasciati troppi.
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Vorrei solo risordare che Gelli non è mai stato Gran Maestro di niente.
La carica di Maestro Venerabile, che invece gli concerne, sta al parroco come quella di Gran Maestro sta al Papa. Definire Gelli Gran Maestro è come definire Papa un qualunque parroco di una qualunque parrocchia, indipendente dal ceto d’appartenenza dei suoi fedeli.
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Notare che il giovane Marco Mezzaroma è il quasi marito della Ministra Carfagna..
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mi tremano le gambe! vorrei sapere chi è che sta tirando le fila di questo delirio italiano. è già agghiacciante vedere come lo statuto di gelli stia lentamente prendendo forma (meno poteri ai magistrati e controllo degli organi d’informazione).
e ancora più preoccupante è il continuo utilizzare il “bene comune” o “diritti dell’uomo” per giustificare (con le unghie sugli specchi) le idee (e purtroppo le azioni) che rendono, con ponderata pazienza, NOI burattini inermi
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…il crocifisso in mano a certa gentaglia è una bestemmia!!!!!!….così come quando le vedo tutto di pietre prezziose in bella vista tra le tette della ventura e baldracche affini!!!!!!…….
………e chi scrive è un laico !!!!!!!!!!!
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che bella compagnia non mancava nessuno
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