Il Fatto Quotidiano

aggiornato alle 17:25 di Mercoledì 8 Febbraio 2012

Politica & palazzoGiustizia & ImpunitàMedia & RegimeEconomia & LobbyLavoro & PrecariAmbiente & VeleniSport & MiliardiDirittiCronacaMondoCervelli in fugaSocietàScuolaTerza paginaTecnoPiacere quotidianoDocumentati!Emilia RomagnaAnnunci

Giustizia & impunità | di Silvia Truzzi | 2 luglio 2010

Commenta

Più informazioni su: , , ,

Dell’Utri, un signore che si intercetta da solo

Lo storico della mafia Salvatore Lupo: uno che dice pubblicamente "Mangano è un eroe" si auto condanna

Che reazione ha un signore – incidentalmente senatore – alla notizia di una sentenza che lo condanna a sette anni per questioni di mafia? Festeggia  e invoca il suo nume tutelare, un mafioso pluriomicida. Poi, carinamente, si rivolge al procuratore e dice: “Condoglianze”. Le parole sono importanti: lo spiega Salvatore Lupo, storico della mafia e docente all’Università di Palermo.


Professore, il senatore Marcello Dell’Utri ha festeggiato la sentenza d’appello. Strategia?
Sono rimasto molto colpito dal fatto che un signore condannato a sette anni per concorso esterno in  associazione mafiosa dica di aver vinto e che il perdente quindi è il giudice. C’è gente che – condannata per collusione  con esponenti della vecchia o della nuova mafia – si consola o cerca di far passare l’idea di aver trionfato. Qualunque persona per bene si dispererebbe per essere stata condannata.  Ma abbiamo altri precedenti: i cannoli con cui l’ex presidente della Regione Sicilia ha festeggiato una sentenza di condanna.

Anche per Andreotti fu così.
Una montatura vergognosa. Lo dico non tanto per lui quanto per i suoi corifei: lo dicevano innocente, e poi hanno fatto le luminarie davanti a una sentenza che soltanto dichiarava prescritte le sue responsabilità penali per frequentazioni mafiose. Questa è l’Italia di oggi e questa è la gente che ci governa.

Come è cambiato il modo di esternare della mafia?
I messaggi dei mafiosi fino al maxi-processo erano di grandissima arroganza. Partivano da un’idea di condivisione sociale degli scopi della loro associazione. I boss pensavano di potersi appellare a un sentimento comune dell’opinione pubblica che riteneva positiva la funzione della mafia.

Quale funzione?
Quella di mantenere l’ordine, diciamo, con sistemi informali. E quindi continuavano a presentarsi come uomini d’ordine.


A chi si riferisce?
A Michele Greco, a Luciano Liggio e a tutti gli altri prima di loro. E anche a Buscetta.

La svolta nelle comunicazioni è arrivata dopo  il maxi-processo?
Sì, perché quella pretesa è diventata sempre più infondata. E loro stessi non si presentano più così. Questa tesi, seppur in altra forma, è venuta spesso dagli uomini politici. A cominciare dall’ex ministro Lunardi: disse che nell’interesse degli affari bisognava convivere con la mafia. Già da tempo Dell’Utri dice che siccome Mangano si è comportato bene con lui e col suo capo, allora Mangano è un galantuomo, addirittura un eroe. Perché non ha tradito la relazione affaristica o protettiva, a seconda che noi diamo per buona la tesi che lo stalliere stava ad Arcore a gestire affari o a proteggere Berlusconi. D’altronde questi sono i due link fondamentali e tradizionali tra mafia  e potere: affarismo e protezione.

Quindi il messaggio che viene mandato dai politici all’opinione pubblica  è “la mafia funziona bene”.
Mah. Prima del maxi-processo sentivamo spesso dire: “La mafia non esiste”. Oppure: “Esiste, ma è cosa diversa da quello che pensate voi, continentali o comunisti. Non è criminalità ma è un’altra cosa: un senso dell’onore eccessivo, la particolare anima siciliana” e via così, mistificando. Oggi i mafiosi non hanno più il coraggio di dirlo perché sono successe cose terribili e l’opinione pubblica si è vaccinata.  Oggi le teorie banalizzanti o minimizzanti le sento solo dai politici.

Anche Dell’Utri nel 1997 ha detto “la mafia non esiste”.
È un tradizionalista.

Cos’è successo dopo il maxi-processo?
È caduta la presunzione di impunità.

Cosa pensa delle dichiarazioni di Spatuzza?
Mi pare non abbia tenuto la teoria stando alla quale attraverso Spatuzza parlerebbe il suo ex boss Graviano, cioè di un pezzo della gerarchia di Cosa Nostra, impegnata a pressare Berlusconi.

Un uomo di mafia parla del premier. Per dire cosa?
Spatuzza parla di Berlusconi come tanti altri pentiti. Nel loro ambiente si era convinti – a torto o ragione – che Berlusconi fosse un elemento da loro manovrabile. Era così anche per Andreotti.  I  mafiosi hanno creduto di avere questi importanti uomini politici nelle loro mani, poi si sono sentiti traditi perché i risultati aspettati non sono venuti.

Cosa si aspettavano?
L’impunità, l’annullamento delle sentenze, la cancellazione dell’ergastolo e del carcere duro.

Invece che pensa delle condoglianze di Dell’Utri al procuratore?
Una frase di cattivo gusto e tremendamente arrogante. Ma non minacciosa.

Perché?
Non siamo in una fase storica di terrorismo mafioso. Confido e spero che le cose restino così.


Le dichiarazioni di Dell’Utri su Mangano hanno fatto arrabbiare i ragazzi del Pdl. Loro dicono: Falcone è il nostro eroe.
Perché qui si esce dalla sfera propriamente giudiziaria. La verità è che  moltissimi italiani non sanno se Dell’Utri è colpevole delle cose di cui viene assolto, ma nemmeno se è colpevole delle cose per cui è stato condannato. I giovani del Pdl, di certo, propenderanno per un complotto dei giudici comunisti.  Però le dichiarazioni di Dell’Utri nulla hanno a che fare con le ipotesi e nemmeno con le risultanze giudiziarie. Sono espressione, passatemi il termine un po’ sproporzionato, di un’ideologia visibile, alla luce del sole. Se io ricevessi un favore da Mangano non direi mai che è un eroe. E  probabilmente non lo farebbero nemmeno i ragazzi del Pdl. Il problema  per Dell’Utri non è ciò che i suoi nemici o i magistrati dicono di lui. È ciò che lui dice di se stesso. È come nelle intercettazioni. Nelle intercettazioni non sono più gli altri che parlano male di un potente, ma è lui stesso che si racconta. Per questo le vogliono bloccare. Solo, il caso di Dell’Utri è un po’ diverso, perché queste cose lui le dice pubblicamente. È come se intercettasse se stesso. Se esistesse un’opinione pubblica in questo Paese, dovrebbe prenderne atto.

Condividi:

Ultime notizie dalle sezioni

Blog

‘A67 , Fulvio Abbate, Mario Agostinelli, Giorgio Airaudo, Sonia Alfano, Francesco Aliberti, Fabio Amato, Dino Amenduni, Ludovica Amici, Sandra Amurri, Manuel Anselmi, Andrea Aparo, , Gianluca Arcopinto, Antonio Armano, Evy Arnesano, Cecilia Attanasio Ghezzi, Giovanni Avena, Natalino Balasso, Bruno Ballardini, Alessandra Ballerini, Fabio Balocco, Gianni Barbacetto, Mauro Barberis, Ivana Bartoletti, Francesca Barzini, Franco Bassi, Elisa Battistini, Oliviero Beha, Andrea Bellelli, Luca Bellucci, Enrico Beltramini, Paolo Berdini, Emiliano Bernardini, Debora Billi, Michele Boldrin, Paolo Bolognesi, Maria Bonafede, Stefano Bonaga & Giancarlo Vitali Ambrogio, Beatrice Borromeo, Salvatore Borsellino, Matteo Bosco Bortolaso, Marina Boscaino, Marco Boschini, Dario Bressanini, Vanna Brocca, Giampiero Calapà, Manuela Campitelli, Salvatore Cannavò, Cecilia Canziani, Anna Caragnano, Nicolò Carnimeo, Michele Carugi, Casa della Poesia, Lisa Casali, Sergio Caserta, Luciano Casolari, Francesco Cataluccio e Andrea Di Stefano , Giulio Cavalli, Massimo Cavallini, Matteo Cavezzali, Caterina Cavina, Maurizio Cecconi, Maurizio Cevenini, Riccardo Chiaberge, Adele Chiagano, Pinuccio Chiama, Marco Chiani, Maurizio Chierici, Giulietto Chiesa, Ivan Cicconi, Fabio Ciconte, Mariano Cirino, Stefano Citati, Francesca Coin, Giampaolo Colletti, Furio Colombo, Federica Colonna, Alex Corlazzoli, Carlo Cornaglia, Stefano Corradino, Pino Corrias, Giovanna Cosenza, Giancarlo Costa, Mario Cotelli, Roberta Covelli, Franca D'Agostini, Nando dalla Chiesa, Andrea D'Ambra, Paolo Flores d'Arcais, Pietro De Angelis, Luca De Carolis, Vincenzo De Cecco & Riccardo Cremona, Lorenzo De Cicco, Domenico De Felice, Luigi De Franco, Michele de Gennaro, Luigi De Magistris, Titti De Simone, Tana de Zulueta, Eduardo Di Blasi, Donato Didonna, Enzo Di Frenna, Barbara Di Fresco, Silvio Di Giorgio, Rita Di Giovacchino, Fabio Di Iorio, Oliviero Diliberto, Massimo Donadi, Silvia D’Onghia, Michele Dotti, Michele Emiliano, Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice , Luca Faccio, Alessandra Faiella, Federico Faloppa, Paolo Farinella, Claudio Fava, Giovanni Favia, Ali Baba Faye, Lorenzo Fazio, Stefano Feltri, Silvia Ferrara, Andrea Ferrari, Marco Albino Ferrari, Paolo Ferrero, Alessandro Ferretti, Alessandro Ferrucci, Enrico Fierro, Marco Filoni, Diego Finelli, Massimo Fini, Domenico Finiguerra, Luca Fiorini, Paolo Flores d'Arcais, Jacopo Fo, Gianluca Foglia, Corrado Formigli, Emanuele Fucecchi, Luigi Furini, FQ Londra, FQParigi , FQ Zurigo, Giovanna Gabrielli, Vania Lucia Gaito, Valeria Gandus, Enrica Garzilli, Sciltian Gastaldi, Daniela Gaudenzi, PierGiorgio Gawronski, Gioacchino Genchi, Vladimiro Giacché, Valentina Giannella, Fabiana Gianni, Giuliano Girlando, Beppe Giulietti, Iside Gjergji, Peter Gomez, Giampiero Gramaglia, Fabio Granata, Giancarlo Granero, Greenpeace , Gabriella Greison, Teresa Guccini, Rita Guma, Shady Hamadi, Guido Harari, Paolo Hutter, Domenico Iannacone, Marco Imperato, Giulia Innocenzi, Italiadallestero , Vincenzo Iurillo, Valerio Jalongo, Anna Jannello, Kerry Kennedy, Elena Kokkinomagoulos, Peter Kruger, Fulvia Lakovic, Angela Lamboglia, David Lane, Luciano Lanza, Lavoce.info , Riccardo Lenzi, Alessio Liberati, Orazio Licandro, Marco Lillo, Felice Lima, Emiliano Liuzzi, Beppe Lopez, Cosimo Loré, Daria Lucca, Andrea Luciano, Eva Macali, Vittorio Malagutti, Olivier Manchion, Sergio Mancinelli, Debora Mancini, Diego Marani, Fabio Marcelli, Ivano Marescotti, Ignazio Marino, Wanda Marra, Edoardo Marraffa, Giuliano Marrucci, Gianni Marsilli, Leonardo Martinelli, Maurizio Martucci, Antonella Mascali, Gianfranco Mascia, Danilo Masotti, Antonio Massari, Federico Mastrogiovanni, Trarco Mavaglio, Gian Luca Mazzella, Loris Mazzetti, Marcello Adriano Mazzola, Lorenzo Mazzoni, Mauro Meggiolaro, Giorgio Meletti, Melissa P., Federico Mello, Massimo Merighi & Tony Troja, Valeria Merola, Claudio Messora, Matteo Mingazzini, Minzoparade , Francesca Moccia, Paolo Mondani, Tomaso Montanari, Angela Napoli, Mario Natangelo, Antonio Nicita, Sara Nicoli, Noisefromamerika, Giuseppe Notarbartolo di Sciara, Paolo Nori, Fabio Novembre, Felice Occhigrossi, Paolo Ojetti, Marco Onado, Alessandro Oppes, Flavio Oreglio, Gloria Origgi, Riccardo Orioles, Antonio Padellaro, Daniela Padoan, Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio , Riccardo Pangallo, Chiara Paolin, Vittorio Pasteris, Layla Pavone, Pierfranco Pellizzetti, John Perkins, David Perluigi, Caterina Perniconi, Simone Perotti, Pino Petruzzelli, Fabio Picchi, Giuseppe Pipitone, Marco Pipitone, Januaria Piromallo & Marika Borrelli, Marco Politi, Andrea Pomella, Marco Ponti, Federico Pontiggia, Giorgio Porrà, Augusto Pozzoli, Alberto Puliafito, Puntarella Rossa, Saverio Raimondo, Franca Rame, Lidia Ravera, Ranieri Razzante, Elisabetta Reguitti, Rete 29 Aprile, Piero Ricca, Aldo Ricci, Donata Righetti, Valentina Rinaldi, Pasquale Rinaldis, David Riondino, Riccardo Rita, Domenico Valter Rizzo, Filippo Rossi, Raphael Rossi, Lele Rozza, Gisella Ruccia, Sandro Ruotolo, Pippo Russo, Amer Al Sabaileh, Achille Saletti, Ernesto Salvi, Mauro Sandrini, San Precario, Ferruccio Sansa, Francesca Sanzo, Fabio Scacciavillani, Luciano Scalettari, Andrea Scanzi, Giovanni Scardovi, Barbara Schiavulli, Beppe Scienza, Guido Scorza, Segnalati dalla Rete, Roberto Serra, Debora Serracchiani, Alessandra Sestito, Shooter Hates You, Leo Sisti, Cristina Sivieri Tagliabue, Tommaso Sodano, Caterina Soffici, Stefano Soranna, Mario Staderini, Bebo Storti, Strozzateci Tutti, Simone Strozzi, Suq Genova , Francesco Sylos Labini, Ines Tabusso, Antonio Tanza, Carlo Tecce, Luca Telese, Tommaso Tessarolo, Bruno Tinti, Roberta Torre, Maurizio Torrealta, Flavio Tranquillo, Marco Travaglio, Sandro Trento, Silvia Truzzi, Davide Turrini, Tv Popolare , Andrea Valdambrini, Elena Valdini, Piero Valesio, Francesco Vatalaro, Gianni Vattimo, Davide Vecchi, Eleonora Voltolina, Franco Vespignani & Eleonora Farneti, Marco Vicari, Maurizio Viroli, Ascanio Vitale, Angela Vitaliano, Matteo Winkler, Benedetto Zacchiroli, Lorella Zanardo, Paola Zanca, Giovanni Ziccardi, Damiano Zito, Massimo Zucchetti

Pubblicità

Per la pubblicità sul sito contattare

www.ilfattoquotidiano.it | Server Dedicato Level iP | Editoriale il Fatto S.p.A. C.F. e P.IVA 10460121006 | Termini e condizioni di utilizzo