NAPOLI – Nata per sostenere il tessuto imprenditoriale e l’occupazione sul disastrato territorio tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, la Tess-Costa del Vesuvio Spa ha affidato 703 incarichi esterni in sei anni per una spesa complessiva di 12 milioni di euro. Ma intanto nella zona fabbriche e capannoni hanno chiuso, gli operai sono andati in cassa integrazione, 921 posti di lavoro previsti dal contratto d’area non hanno visto la luce e altri 2500 sono a rischio. Agenzia pubblica di sviluppo dell’area vesuviana, con un capitale di 4 milioni di euro e la Regione Campania come socio di maggioranza, la Tess è presieduta dall’avvocato Leopoldo Spedaliere, ex sindaco Ds di Portici, catalogato nella galassia delle correnti del Pd napoletano come uomo di stretta osservanza di Antonio Bassolino. Grazie al ruolo giocato nelle principali operazioni imprenditoriali di una vasta porzione della provincia napoletana, durante gli anni ruggenti della giunta Bassolino questa agenzia ha affidato centinaia di consulenze, il cui elenco è contenuto in un file excel di 22 pagine con incolonnati in ordine il soggetto incaricato, il protocollo, il nome del progetto, l’importo erogato e le date di inizio e fine incarico. Assegnate come? Sicuramente per curriculum e competenze. Anche se, a beneficiarne, sono stati spesso politici e simpatizzanti del Pd e del centrosinistra. Tanto che il centrodestra è arrivato ad accusare la Tess di essere un laboratorio di clientele e una mucca da mungere, mentre il nuovo Governatore della Campania, l’azzurro Stefano Caldoro, e l’assessore Udeur al Lavoro Severino Nappi, hanno annunciato di voler fare piazza pulita dell’ultimo piano industriale della Tess firmato da Bassolino.

Tra coloro che hanno ricevuto incarichi in passato, ci sono gli staffisti di Andrea Cozzolino, ex assessore regionale Ds-Pd alle Attività Produttive, e l’addetta stampa e membro della segreteria di Corrado Gabriele, ex assessore regionale al Lavoro. Nota è la vicinanza a Bassolino sia di Cozzolino che di Gabriele. Nell’elenco degli incarichi se ne trova poi uno affidato a una personalità politica di grido come l’ex assessore provinciale Ds all’Ambiente Luca Stamati, recentemente nominato dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino nel Cda della municipalizzata dell’igiene urbana: lui ha guadagnato 50mila euro per un anno di lavoro sulla “Governance dei rifiuti”. Stesso progetto per cui un ex consigliere provinciale Ds-Pd ha ricevuto un compenso di 7mila euro, a cui ne vanno aggiunti altri 18mila per il progetto A.M.O (incarichi entrambi scaduti il 31 dicembre 2009).

Tra i maggiori beneficiari di consulenze figura l’economista vicino alla Cgil Ugo Marani, presidente dell’Ires, l’istituto di ricerche sociali ed economiche della Campania: ha ricevuto oltre 200mila euro per curare diversi progetti tra i quali “Comment” (28mila euro per un anno finalizzato a far incontrare domanda e offerta nel mondo del lavoro), “Nuova Convenzione Quadro” (45mila euro per un anno), “Automotive” (40mila euro). Il file contiene pure il nome di Fabrizio Mangoni, urbanista di formazione comunista, che ha ricevuto numerosi incarichi, tra i quali uno di nove mesi per il progetto “Giardini nel tempo”: compenso di 60mila euro.

Una società pubblica schierata e militante politicamente? Il sospetto aumenta se si legge il testo dell’email inviata il 2 aprile scorso alle 9.59 dalla casella segreteria@tesscdv.it a 51 persone tra dipendenti e consulenti: “Come sapete il nostro amico Onofrio Piccolo è impegnato in campagna elettorale. Sarebbe il caso di attivare i contatti di ognuno su Pomigliano d’Arco per sostenere l’impegno di un rappresentante della Tess”. Piccolo, dirigente dell’area comunicazione in Tess, era il candidato sindaco del Pd nella città dello stabilimento Fiat dopo essere stato il vice sindaco per due anni del bassoliniano Michele Caiazzo. Verrà sconfitto dall’azzurro Raffaele Russo al ballottaggio.

Purtroppo, mentre le consulenze si moltiplicavano, molte opere sono rimaste al palo e molti investimenti non hanno raggiunto i risultati sperati. A cominciare dalla vasca di alaggio di Torre Annunziata, un’area marina protetta necessaria al varo delle imbarcazioni: finora sono stati spesi 300mila euro in cinque anni, ma il progetto non vede ancora la fine attesa dalle numerose aziende nautiche della zona. Poi c’è il capannone dell’area Metalfer, l’azienda siderurgica fallita, per la quale Tess ha garantito il reimpiego di 75 operai, che però usufruiscono ora della cassa integrazione finanziata dalla Regione. Il quaderno dei problemi è ricco di altre pagine. Battenti chiusi per Ice e Metecno, parco a tema di Pompei 2000 congelato (e con esso l’assunzione di 126 addetti), fondi revocati per Villa Romana, un albergo di lusso che avrebbe dovuto dare impiego a circa 200 persone, preoccupazioni crescenti per il Crowne Plaza, l’hotel sulla costa della statale sorrentina che avrebbe dovuto dare lavoro a 83 persone ma che sta procedendo ai licenziamenti. Anche il porto turistico di Marina di Stabia, uno dei gioielli del luogo, non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità: avrebbe potuto impiegare 141 persone ma ne occupa solo una cinquantina, in attesa della realizzazione delle opere a terra.

Spedaliere però non ci sta a far gettare addosso alla Tess tutte le ombre di un territorio in crisi. E in una lunga intervista a una testata locale rivendica l’impegno profuso e i risultati positivi ottenuti: “Nel contratto d’area della zona torrese-stabiese non agivamo solo noi, ma anche enti locali e Sviluppo Italia. E  Tess non ha avuto alcun ruolo in molte attività imprenditoriali fallite o in difficoltà, ma ha solo esercitato un’opera di monitoraggio”.