Angela Napoli, parlamentare, calabrese e membro della Commissione antimafia, rompe il silenzio sul “caso Reggio” e sulle frequentazioni di Giuseppe Scopelliti. La notizia della partecipazione dell’allora sindaco ad un festa organizzata da due imprenditori ritenuti referenti della ‘ndrangheta (uno dei due è stato arrestato), è stata pubblicata solo da Il Fatto Quotidiano e non ha indignato l’ opposizione politica calabrese. Tace il Pd, muta l’Idv, solo Laura Garavini, capogruppo Pd in Commissione antimafia, ha chiesto al Presidente Pisanu di acquisire gli atti dell’ultima inchiesta della procura e di aprire una discussione. La palude e il silenzio trionfano in Calabria.
Perché onorevole Napoli?
Vince il sistema Reggio. Quell’impasto di potere mafioso, massoneria, politici collusi e pezzi deviati dei servizi segreti. I padroni della città.
Come giudica la partecipazione dell’attuale governatore Scopelliti alla festa?
Allarmante. Per il bene della mia terra spero che Scopelliti sia caduto in un tranello. Ma chi ha responsabilità di così alto livello non poteva non sapere chi erano i fratelli Barbieri, organizzatori della festa.
Nel 2007 Scopelliti usa un teatro messogli a disposizione dal re dei videopoker Campolo, poi il pentito Fiume parla dei voti che la cosca De Stefano ha fatto convergere sulla sua elezione a sindaco; infine i rapporti con Barbieri. Scopelliti è molto distratto…
Troppo. Mi dispiace, ma non giustifico. Scopelliti aveva un esempio lampante di come la ‘ndrangheta operava per penetrare nel sistema degli appalti al Comune di Reggio. Il caso del consigliere Labate, capogruppo di An in Consiglio, sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, avrebbe dovuto indurlo a maggiore prudenza.
Come si spiega il silenzio della politica calabrese?
E’ la palude, ma peggio del silenzio sono alcuni interventi politici. Qui tutti battono le mani quando si arresta un capomafia, ma nessuno vuole andare fino in fondo sui rapporti ‘ndrangheta e politica. Aspettano gli avvisi di garanzia, ma la partecipazione ad una festa con i boss è un problema etico. Sono la mancanza di eticità e la palude delle collusioni che sta sprofondando la Calabria intera. Il clima è pessimo, può succedere di tutto. L’ultima inchiesta della Dda ci dice che i cartelli di ‘ndrangheta, quelli che negli anni scorsi si sono massacrati, ora hanno trovato un accordo. Hanno messo le mani sul Comune, hanno loro referenti alla Regione.