E’ notizia di questi giorni, riportata dall’autorevole quotidiano La Voce di Rimini: Andrea Muccioli, figlio del fondatore di San Patrignano è stato denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale. Il fatto è accaduto a seguito di una partita di pallacanetro ospitata dalla comunità e per l’intervento dei carabinieri finalizzato a salvare gli arbitri contestati dai padroni di casa. I carabinieri sono stati accolti dal patron della squadra di San Patrignano a colpi di invettive e offese per il solo fatto che si erano permessi di entrare in comunità invece di fare il loro mestiere che, evidentemente, secondo il leader della comunità deve limitarsi ad arrestare spacciatori e consumatori di droga.

Non credo sia competenza di Andrea Muccioli decidere quali debbano essere i confini della legalità al cui interno possono o non possono intervenire le forze dell’ordine. Aggiungo anche che per chi, nel meritorio espletamento delle proprie attività, fa dell’emergenza educativa in questo paese un sorta di mantra ossessivo e perpetuo rimediare una denuncia del genere non pare essere l’equivalente di una medaglia al valore. Sarà onnipotenza o semplicemente una arroganza a cui ci hanno abituato i cosiddetti famosi?

Può essere, ma può anche essere che tali comportamenti lasciano l’amaro in bocca in chi si affida ad una comunità di recupero che sulla pedagogia e la relazione educativa fonda la componente terapeutica del proprio agire. Quale credibilità può avere un leader che si spinge ad essere simile a quegli energumeni di genitori che incitano alla violenza in campo i propri figli? Quale fiducia può essere riposta in un dirigente di comunità che tratta i Carabinieri con lo stesso disprezzo in uso a molti dei suoi ospiti tossicodipendenti?

Quale insegnamento si può trarre dalla incapacità di Muccioli di relazionarsi in termini civili all’interno di un contesto che dovrebbe essere improntato al puro spirito Decoubertiano? Sulla denuncia San Patrignano, di solito prodiga di comunicati stampa, ha fatto scendere il silenzio. La violenza classica del potere che non si premura nemmeno di smentire l’episodio certo di una immunità extraterritoriale e, forse, per noi umani anche extraterrena.