L’on.le Fabio Granata predica bene, o almeno quasi. Ma poi in politica conta come si “razzola”. E il suo leader, Gianfranco Fini, in quanto presidente della Camera ha appena deciso che la discussione per approvare la legge-golpestrisciante inizierà il 29 luglio, perché Berlusconi pretende a tutti i costi che venga approvata prima dell’estate (così a settembre torna al Senato, dove con il fido Schifani diventa legge dello Stato in quattro e quattr’otto). Dopo aver preso questa decisione, l’on.le Fini si è anche lamentato per la scelta “irragionevole”.

Io ho una grande simpatia personale per l’on. Granata, e per il suo disperato tentativo di salvare un barlume di legalità dentro il partito-proprietà di Berlusconi. Ma perfino l’on. Franceschini, che non è propriamente Riccardo Cuor di Leone, ha ricordato a Fini che se vi è l’unanimità dei capigruppo il presidente della Camera deve accettare la decisione, ma se non vi è l’unanimità è libero di decidere lui sul calendario delle discussioni.

Dunque, il presidente Fini ha preferito non utilizzare i suoi poteri – fissando la discussione a settembre, come sarebbe stato “ragionevole” secondo le sue stesse parole – per compiacere Silvio Berlusconi. Questo il “razzolare”. Razzolare male, anzi malissimo, che vanifica ogni “predicare bene” a mera chiacchiera innocua e perfino ipocrita, visto che con questa legge si toglie ai magistrati la possibilità di contrastare efficacemente ogni genere di delinquenza pericolosa, e si garantisce la galera ai giornalisti che continueranno ad informare.

E’ un tassello di vero e proprio fascismo, e anzi peggio, perché il fascismo ha messo la mordacchia ai giornalisti ma non ha tolto ai magistrati in modo così radicale la possibilità di contrastare il crimine.

Al dunque, insomma, tra Borsellino e Dell’Utri-Mangano ciascuno deve scegliere, chi sceglie il primo non può che rompere con il secondo e con chi lo appoggia. Chi non ha il coraggio di questa elementare coerenza si è semplicemente iscritto al peggiore dei partiti: quello di Ponzio Pilato.