Alle 10,04 quando è stata battuta la prima agenzia di stampa sulla sentenza Dell’Utri, la casella di posta elettronica riservata ai blogger de il fattoquotidiano.it ha cominciato a riempirsi.

Il primo post è stato quello di Angela Napoli, deputato del Pdl e componente della Commissione nazionale antimafia, che già alle 10,06 ha voluto così commentare: ‘Mi sembra che l’attuale legislatura parlamentare si stia evolvendo impietosamente all’insegna di fatti che non possono aiutare i cittadini ad avere fiducia nelle Istituzioni e nella politica in generale’.

Marco Travaglio, nel suo post dal titolo: ‘Sette anni, ma ne dimostra di più’ scrive: ‘Marcello Dell’Utri fino al 1992, prima in casa Berlusconi, poi nella Fininvest, poi in Publitalia, ha sicuramente lavorato per Cosa Nostra (la vecchia mafia dei Bontate e Teresi, e la nuova mafia dei Riina e Provenzano) e contemporaneamente per il Cavaliere palazzinaro, finanziere, editore, tycoon televisivo. Dopo il 1992, cioè negli anni delle stragi politico-mafiose e della successiva nascita di Forza Italia (un’idea sua), mancano le prove che abbia seguitato a farlo per il Cavaliere politico. Questo, in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, è quanto si può dire a una prima lettura del suo dispositivo’. 

Il finiano Fabio Granata, parlamentare e avvocato siciliano, stigmatizza: ‘nel rispetto pieno della presunzione d’innocenza fino alla Cassazione non ci sono piaciute le dichiarazioni del senatore Dell’Utri su Mangano. Quest’ultimo infatti non e’ certamente un eroe ma un mafioso conclamato. A Palermo in quegli anni ben altri sono stati gli eroi, ad iniziare da Paolo Borsellino e da chi ha dato la vita per una Italia libera dalle Mafie’. Nando Dalla Chiesa sul punto ribadisce : ‘Una cosa comunque da oggi è certa. A dirci chi è davvero Dell’Utri non è stata la corte. E’ stato lui in persona. Lui che ha voluto ribadirci la propria fede in Mangano eroe, ridarci l’immagine del partigiano Mangano che non ha parlato nonostante le torture dei nazisti targati Repubblica Italiana. Lui che ha annunciato le proprie “condoglianze” al sostituto procuratore generale che ha sostenuto l’accusa’.

Paolo Flores d’Arcais sulle reazioni da parte di una buona parte del Pdl scrive invece nel suo blog: ‘Se a una persona che stimo moltissimo e considero di specchiata moralità dessero sette anni per mafia sarei furibondo per l’ingiustizia, non mi verrebbe neanche in mente di festeggiare perché non gli hanno aggiunto altri quattro anni per mafia successiva. Nel partito-salamelecco di Berlusconi, invece, per la condanna del senatore Dell’Utri circola grande soddisfazione: solo (!) sette anni, mentre per le stragi successive al ’92, e altre mafiosità dopo quella data, “il fatto non sussiste”’. Anche Sandro Ruotolo di Annozero nel suo ‘Sette anni, mica bruscolini’ si chiede: ‘Non capisco perciò come la difesa di Dell’Utri possa cantare vittoria’. E sull’esultanza in casa Pdl, il direttore de ilfattoquotidiano.it Peter Gomez scrive: ‘C’è qualcosa di molto triste e pornografico nell’esultanza di quasi tutto il Pdl per l’esito del processo Dell’Utri’.