Il Pd annuncia una mozione di sfiducia contro il ministro Brancher e incassa il sostegno dell’Italia dei Valori. La decisione è stata raggiunta e annunciata da Dario Franceschini dopo il no ricevuto dall’Udc di Pierferdinando Casini a una iniziativa unitaria. Franceschini ha annunciato la decisione di presentare la mozione di sfiducia del ministro Aldo Brancher, criticato anche dal Quirinale per avere cercato di farsi scudo del legittimo impedimento al processo stralcio di Antonveneta, nel quale è indagato per appropriazione indebita.

“La nomina del ministro Aldo Brancher assume sempre più caratteri oscuri che vanno chiariti fino in fondo”, ha detto il capogruppo dei democratici alla Camera. “Non basta la rinuncia al ricorso al legittimo impedimento, la vicenda resta inqualificabile. Per questo presenteremo una mozione di sfiducia individuale sulla base dell’articolo 115 del regolamento della Camera”. Da subito, ha annunciato Franceschini, “raccogliamo le firme (ne servono 63 per presentare la mozione di sfiducia, ndr) e ci impegneremo affinché il sostegno sia più ampio possibile. Se nel frattempo il ministro Brancher decidesse di dimettersi farebbe un servizio al Paese”, ha aggiunto.

Immediato il sostegno dei deputati Idv. “Firmeremo la mozione di sfiducia perché viene incontro all’iniziativa proposta dalla stesa Idv”, ha detto Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera. Il veto dell’Udc contro l’Idv? Secondo Donadi, se fosse vero, sarebbe un “episodio patetico. Io non ci credo e non mi risulta ma se lo fosse sarebbe la comprova che l’Udc cerca ogni pretesto per non trovarsi invischiata in un voto su legittimo impedimento su cui Udc quasi sempre è stata stampella della maggioranza”.