Ampio scontro nel Pd sull’opportunità di tornare all’uso comune della parola “compagni” (dopo il suggerimento dell’attore Fabrizio Gifuni; eppure Pier Luigi Bersani, nel suo discorso di esordio come segretario aveva salutato il partito cominciando proprio con un classico d’annata come “Cari compagni, care compagne”). Aspra discussione tra Umberto Bossi e Gianfranco Fini sull’esistenza o meno della Padania.

Veemente accusa del neo-Ministro (con deleghe non ben identificate) Aldo Brancher, che ha dovuto rinunciare al legittimo impedimento per intervento diretto del presidente della Repubblica: “la Nazionale va male e se la prendono tutti con me”. Sempre più la “politica-politica” chiusa in categorie che poco appartengono al presente, impegnata troppo spesso a garantire  la convenienza del singolo, più che a perseguire il bene comune, sembra involuta, ripiegata su se stessa, incapace di trasformarsi, di appassionare.

Addirittura di incidere davvero. Ma intanto la realtà si nutre di spunti e risorse impreviste. Come “La Maison Des Petits De  Diquini“, una onlus nata per aiutare l’orfanatrofio di Haiti dopo il terremoto che ha colpito l’isola il 13 gennaio. Per diventare “donatori ricorrenti” bastano 5 euro al mese. I soci fondatori sono quasi tutti italiani. Infatti, da un italo-haitiano, un mese dopo il sisma, è partita l’iniziativa, con l’idea di non passare per le “grandi” associazioni umanitarie, ma di concentrare gli aiuti su un obiettivo mirato e sicuro: bonificare e recintare il terreno su cui sorge l’orfanatrofio, riparare i danni causati dal sisma alle strutture esistenti, assicurare una  entrata  stabile nel tempo per garantire nutrizione adeguata e scolarizzazione dei bambini. Ad oggi, i lavori di recinzione sono iniziati e i donatori sono diventati oltre 100.

Per sapere (e vedere) di più: http://sites.google.com/site/petitsdediquini/indexhtm/italiano