Una importante novità si è manifestata in alcune piazze d’Italia nello scorso weekend. Si tratta dell’avvio della raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare contro il nucleare e a sostegno delle energie rinnovabili. Promossa dal comitato nazionale “No al nucleare, Si alle rinnovabili”, questa proposta si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi delle scelte energetiche, prima che sugli Italiani si abbatta lo stupidario dell’informazione confindustrial-berlusconiana a sostegno dell’atomo.

C’è, sui problemi energetici, un gran bisogno di scelte innovative e radicali. Le sollecitano le tragiche conseguenze dei cambiamenti climatici, la scarsità di risorse fossili non rinnovabili, i danni ambientali nel Golfo del Messico come gli sconvolgimenti provocati dalle grandi dighe. Non sono questi i problemi che i cosiddetti “potenti della terra”, hanno discusso al G20. Evidentemente, serve una forte mobilitazione sociale per scuotere l’imprevidenza e la vista corta dei leader mondiali.

Perciò c’è bisogno di una diffusa sensibilizzazione delle popolazioni su un progetto energetico capace di portare il mondo fuori dai combustibili fossili senza il nucleare e di contrastare il cambio di clima inevitabile con il sistema attuale. Il caposaldo di un nuovo paradigma dovrà essere in primo luogo la promozione di un diffuso progetto d’efficienza e usi razionali dell’energia. In secondo luogo, una forte diffusione delle fonti rinnovabili, incentivate dal governo, decise territorialmente e sostenute da politiche industriali e occupazionali adeguate.

Non esiste una unica soluzione ai problemi energetici. Si tratta di scegliere fra quelle che da una parte continuano a promuovere la concentrazione di potere e ricchezza nelle mani di sempre meno persone e che aggravano i cambiamenti climatici in atto e la dipendenza e l’insicurezza di milioni di cittadine e cittadini, e quelle che dall’altra favoriscono la democrazia, ravvivano le culture locali e convivono con l’ambiente sociale e naturale. Punto cruciale di questa svolta è l’opposizione al ritorno al nucleare che per questo governo, per la cultura di cui si alimenta, per la comunicazione con cui si relazione ai “sentimenti del popolo”, rimane un tassello strategico, che solo una forte mobilitazione come quella innescata dalla raccolta di firme può togliere di mezzo.

Affianchiamo quindi al no al nucleare il sostegno convinto al risparmio e alla diffusione delle fonti rinnovabili: decentrate, a carattere territoriale, refrattarie ad un controllo monopolista, integrate nel ciclo naturale e alimentare, governabili molto più dal lato della domanda e per decisione dal basso che non da quello dell’offerta per decisione dall’alto. Per informazioni e documentazione vedere  www.energiafelice.it, www.marioagostinelli.it