Questa è una storia che nessuno ha il coraggio di raccontarvi.
Dovete leggerla da soli: http://www.ilfattoquotidiano.it

C’è un palazzo a Palermo, vicino allo stadio della Favorita dove ogni muro, ogni mattone, profuma di mafia. Il capo dei lavori, Salvatore Savoca, è stato strangolato perché non voleva dividere il boccone di cemento con un clan più forte del suo; L’assessore che ha dato la licenza è stato condannato per le mazzette ricevute; Il costruttore Pietro Lo Sicco è stato condannato per mafia e corruzione ed è in galera. Questo palazzo incrocia il destino di due uomini famosi e distanti tra loro: l’avvocato Renato Schifani e il giudice Paolo Borsellino. Il primo ha messo a disposizione la sua scienza per sostenere il torto del più forte. Il secondo ha trovato il tempo per ascoltare le ragioni dei deboli.