di Paolo Flores d'Arcais | 27 giugno 2010
L’Italia è ancora in Europa?
Tutto questo è accaduto davvero, ma non in Italia, ovviamente. Nell’altrettanto cattolico Belgio. Dove l’ex primo ministro Yves Leterme (il nuovo governo non è stato ancora formato) non ha battuto ciglio, ha anzi commentato che “chi ha commesso abusi deve essere perseguito e condannato secondo la legge belga” aggiungendo che le investigazioni “sono la prova che in Belgio esistono poteri separati tra Stato e Chiesa”.
Un giustizialista arrabbiato? Un laicista trinariciuto? Yves Leterme è un democristiano. Per il quale evidentemente non conta solo la seconda parte dell’etichetta, ma anche la prima: democratico. E in democrazia la magistratura è indipendente, “soggetta solo alla legge” e non guarda in faccia a nessuno, vescovo che sia. Inevitabile la domanda: se l’Europa laica e democratica è questa, l’Italia è ancora in Europa?
Dalla Germania intanto arriva la notizia che la Corte costituzionale ha pronunciato una sentenza storica: l’eutanasia passiva è un diritto. Un tribunale aveva condannato a nove mesi di carcere un avvocato che aveva consigliato un suo assistito di tagliare una sonda che teneva in “vita” (vegetativa) un suo parente, che aveva invece da vivo ripetuto di non volere sopravvivere in tali condizioni.
La Corte costituzionale dichiara ora solennemente che nessun medico può violare la volontà del paziente. La Chiesa evangelica approva la sentenza, la Chiesa cattolica no. In Italia la legge governativa contro il testamento biologico, che stabilisce il sondino coatto anche per chi lo rifiuta, è sempre in pole position per una prossima approvazione. La vogliono Ruini e Bagnasco, Bertone e Sepe. L’Italia è ancora in Europa?




