Brancher – scusate l’espressione – non è stato sfanculato da Napolitano. No, magnanimo ha rinunciato lui al legittimo impedimento, almeno a sentire il TG1, che presto, in nome del decentramento senza portafoglio di Brancher stesso, cambierà nome : TGR, acronimo di « ti giro e raggiro ». Ma sono cose di poco conto, almeno a dare retta a Berlusconi.

E poi i problemi sono altri : i Mondiali, falliti e digeriti nell’indifferenza aeroportuale. E’ stato scritto di tutto, anzi di più, su un basso continuo : non è un paese per giovani. Vero, anzi lapalissiano. Ma sulla tardiva consapevolezza cala la notte, anzi le Notti Mondiali, con la « strana coppia » Maurizio Galeazzi e Maurizio Costanzo da Piazza di Siena, Roma.

Separati alla nascita, riuniti da un insolito destino antropologico, prima che televisivo: dopo l’ubiquità calcistico-teatrale su piattaforma Rai di due giorni fa,  Costanzo solidarizza con l’ex sfidante di Nino Benvenuti, pugile coloured passato dal ring all’Alzheimer. Ovvero dallo Show all’Alzheimer, e come non fraternizzare in prima persona singolare?  
A un certo punto, dalla sua bocca della verità, ovvero romana e sgrammaticata, spu(n)ta pure una pastiglia, ma non drammatizziamo è solo questione di imbarazzo, che condividiamo con Paola «Flaming Lips» Ferrari e il povero Jacopo Volpi.

Piuttosto, poveri noi, costretti a subire le critiche al vecchio che va a casa (Lippi, Abete e gli altri arbusti) dal vecchio che rimane a casa (Rai). Per cui meglio tornare all’originale, italo-paradossale, Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy, versione audio-video dei fratelli Coen : «Quello che provi tu non è una novità. Questo paese è duro con la gente. Non puoi fermare quello che sta arrivando. Non dipende tutto da te. È semplice vanità ».