L’avevamo detto quando tutti ci davano per “matti”, lo ribadiamo ora che i fatti ci danno ragione: l’emergenza rifiuti in Campania c’è, si vede e si sente. Basti pensare come Guido Bertolaso, tra i massimi responsabili insieme al premier Berlusconi di questo ennesimo disastro, frutto di una commistione tra mala politica, affarismo spregiudicato e interessi della camorra, abbia chinato parzialmente la cresta dopo un anno di scandali in serie e di scelte azzardate ed alla lunga rivelatesi scellerate.

Quella che era stata individuata come la panacea di tutti i mali, ossia l’apertura dell’inceneritore di Acerra, avvenuta il 26 marzo, si è rivelata un boomerang per il Super Commissario: nel primo anno di attività, l’impianto ha sforato i limiti di Pm10 nell’aria per circa 200 giorni, a fronte dei 35 giorni massimi previsti per legge . Ma dove hanno nascosto i rifiuti in questi due anni ? Presto detto: hanno aperto una discarica a Terzigno, nel Parco Nazionale del Vesuvio, in sfregio a tutte le normative vigenti, che ha già ingoiato 500 mila tonnellate di rifiuti e, nei piani del governo, è prevista una seconda discarica da 3,5 milioni di tons, deturpando un’area protetta e trasformandola in un maxi sversatoio.

Una violazione palese delle normative nazionali ed europee tanto è vero che proprio dalla Commissione Europea è venuto un duro monito circa la compatibilità di una discarica all’interno di un’area protetta. Un’altra discarica è all’interno della città di Napoli in area destinata a Parco Urbano e vicinissimo alla zona ospedaliera, la discarica di Chiaiano, dove persistono problemi di dissesto idrogeologico e dove sono stati sversati rifiuti di ogni genere, compresi alcuni rifiuti ospedalieri.

In realtà non sono state fatte quelle scelte strutturali per risolvere un problema che dura dal 1994 ma si è continuato con la logica emergenziale, con provvedimenti che violano le regole di uno stato di diritto considerando le discariche e l’inceneritore come siti di interesse strategico militare. Siamo al punto di partenza. La raccolta differenziata langue, non c’è un impianto per il compostaggio della frazione organica, le imprese della camorra hanno continuato ad ingrassare anche in questi anni.

Questo scenario, lontano anni luce dal quadro che Bertolaso e Berlusconi, avevano provato a disegnare mesi fa, tra squilli di tromba dei media “addomesticati” e slogan ad effetto, ma vuoti di contenuto, rappresenta l’amara realtà di un emergenza rifiuti di là da essere archiviata. Per fortuna non è stata archiviata neanche la denuncia presentata da me il 1 giugno 2009, presso la Procura della Repubblica di Napoli e che sta destando l’attenzione della magistratura sul grande bluff del ciclo dei rifiuti campano.