Tacchi a spillo e bollicine, vertiginose altezze di euforia, infradito e una birra ghiacciata, il modo più tranquillo di affrontare una strada afosa e in salita. Le zeppe e la sangria, solido supporto di struttura materica a un’energia spumeggiante che si moltiplica. Training shoes e centrifuga di mela e carota, per essere pronte e piene di forza per affrontare le strade più impervie.

Collegamenti tra un modo di presentarsi e un modo di essere. Può davvero una calzatura chiudere i conti con l’interpretazione di un animo multiforme e cangiante come quello femminile? E cosa vuol dire quando si vede correre una ragazza in tacco 12? Gesto in contrasto con l’aplombe che comporta gestire una simile calzatura, o piuttosto è giusto pensare che quella donna ama le sfide? Fammi vedere cosa indossi e ti dirò chi sei. Dimmi cosa bevi e ti dirò che hai per la testa.

Esistono binomi di certezza. Esistono imperativi categorici. Quando il sempre si tramuta in regola fissa, quando non c’è voglia di svolta, quando il tintinnio del campanello del cambiamento rimane inascoltato. Il rispetto per la strada scelta e il modo di camminarci sopra è dovuto, ma certo se la curiosità è femmina deve esser pur dimostrato. Allora si dice no al vecchio adagio: la signorina, la signora, la ragazza prende un bicchiere di vino bianco, ormai è davvero un clichè tramontato.

Nella lotta per le pari opportunità si è messo nel calderone anche l’ostentazione di calici gonfi di vino rosso, magari di gradazione alcolica superiore a quello del proprio partner. La fermezza e l’orgoglio nella richiesta di un wiskey, non deve essere vissuta come una lotta per la parità dei sessi ma come una conquista del gusto, una scoperta di un territorio inesplorato. Si può essere femmine e bere il rosso ed essere maschi e preferire un bicchiere di vino aromatico come il gewurtztraminer. Non esistono scelte maschie o femminili, c’è la curiosità di esplorare nuove frontiere e strade del gusto, e soprattutto la voglia di non negarsi un piacere inaspettato e nuovo.