Sappiamo che al Quirinale Il Fatto non è gradito ma, questa mattina, siamo stati il solo giornale a chiedere al capo dello Stato di dire qualcosa sullo “scandalo Brancher“.

Di quel signore, cioé, che imputato in un processo a Milano per appropriazione indebita si è fatto nominare ministro del federalismo per sfuggire ai giudici.

Perciò, che il Quirinale abbia partorito una nota sull’ultima indecenza di governo, lo apprezziamo sinceramente. Si ha l’impressione che anche Napolitano si sia reso conto di essere stato preso in giro da Berlusconi che gli ha sottoposto una nomina assolutamente inutile per l’esecutivo visto che di federalismo si occupa Bossi (come dimostra l’incazzatura della Lega).

Per cercare di rimediare a questo ennesimo imbroglio della Banda Bassotti adesso il Colle spiega che le motivazioni addotte da Brancher per farla franca (“devo organizzare il nuovo ministero”) non reggono perché trattasi di un ministero senza portafoglio e quindi senza una vera e propria struttura operativa.

La nota quirinalesca sembra perciò diretta ai giudici di Milano perché non accolgano la richiesta di Brancher che non intende presentarsi alla prossima udienza. Suggerimento impossibile quello del Quirinale, secondo gli esperti, visto che questa particolare legge vergogna consiste in una sorta di autocertificazione per il tribunale da accettare e basta.

C’è poi chi pensa che il Quirinale abbia voluto sottolineare il profilo anticostituzionale di questa norma porcata quasi suggerendo ai giudici di ricorrere subito alla Consulta.

Non sappiamo se sia così ma in ogni caso si tenta di chiudere la stalla quando i buoi sono ormai scappati, come scriverà domani sul ‘Fatto’, in una lettera aperta a Napolitano, Paolo Flores d’Arcais. Infatti, restano aperti due interrogativi. Perchè allora il presidente ha firmato il legittimo impedimento invece di rispedirlo alle camere con messaggio motivato, così come la costituzione gli consente? Ma soprattutto: perché ha firmato la nomina di Brancher.