Solo una settimana fa il presidente Giorgio Napolitano gli aveva dato l’incarico di ministro per l’Attuazione del Federalismo su proposta del premier Berlusconi. Ma lui, Aldo Brancher, ex detenuto di Mani Pulite, salvato dalla prescrizione, e imputato per ricettazione a Milano, ieri, ne aveva subito approfittato per invocare il legittimo impedimento e tentare di bloccare il suo processo fino al 7 ottobre.  Adesso il Colle dice no con una nota ufficiale: “Nessun legittimo impedimento perché non c’è nessun nuovo Ministero da organizzare in quanto l’onorevole Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio”.

Il secondo Lodo Alfano, però, non fa nessuna distinzione tra ministri con e senza portafoglio. Nonostante questo è stato controfirmato dal Colle il 7 aprile 2010. Intanto, nella maggioranza montano le proteste del popolo della Lega contro la nomina. Tutti gli osservatori sono, infatti, convinti che Brancher sia stato fatto ministro da Berlusconi solo per evitare una sua possibile condanna.

Il processo Antoveneta, verso la Corte Costituzionale
Sono attese già per domani le conseguenze sullo scontro giudiziario per il legittimo impedimento chiesto da Brancher al processo Antonveneta. In mattinata è prevista l’udienza per il ministro e la moglie Luana Maniezzo, accusati ricettazione. Il giudice Annamaria Gatto inviterà le parti a illustrare e discutere la richiesta di rinvio presentata dai legali del neoministro anche se e’ probabile che si riservi di decidere all’udienza successiva, il prossimo 5 luglio. L’udienza di domani quindi, o quella successiva, potrebbe chiudersi con la decisione di trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale affinché venga valutata la costituzionalità della legge. Intanto, dopo la nota del Quirinale, i legali di Brancher non si sbilanciano: “Questo nuovo elemento sarà valutato in sede giudiziaria come tutti gli altri elementi”.

Reazioni politiche, il Pd chiede le dimissioni del neoministro
Subito la decsione del Colle sono fioccate le reazioni politiche. “Le dichirazioni del Quirinale – ha commentato il ministro della Difesa, Ignazio la Russa – si ascoltano, non si commentano. Ma per quanto ne so Brancher formalmente ha diritto di avvalersi del legittimo impedimento. Sulle ragioni concrete, pero’, non so dire”. Durisisma, invece, la presa di posizione del Partito democratico. “Il Pd – ha detto Dario Franceschini, capogruppo dei democratici alla Camera – chiede con forza le dimissioni del ministro Aldo Brancher e adotterà tutte le iniziative parlamentari conseguenti d’intesa con gli altri gruppi di opposizione, ivi compresa una possibile mozione di sfiducia comune”. Dopodiché il centrosinistra chiede a Berlusconi di riferire in Parlamento sulla nomina. Il costituzionalista Stefanno Ceccanti ha sottolineato come “questa vicenda dimostra l’incostituzionalità della legge sul legittimo impedimento”. Infine Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, sostiene “il rispetto per la decisione del Colle”.