Una premessa è obbligatoria: ciò che sto per esporvi non l’ho copiato da Giovanni Valentini. Nessuno può sottrarmi quel sottile, forse infantile, ma saporito piacere di poter affermare che “l’avevo detto prima io”. Ed ora vi spiego cosa. L’editorialista di Repubblica in un articolo del 12 giugno ha sollecitato l’Ordine dei Giornalisti a prendere provvedimenti contro “quei parlamentari che vantano un tesserino da giornalista e hanno votato a favore della legge bavaglio: cioè contro la funzione stessa della categoria, le sue prerogative e le sue responsabilità”.

Esattamente quel che ho sostenuto io in piazza Plebiscito a Napoli il 29 maggio scorso, intervenendo a una manifestazione di protesta organizzata dal Popolo Viola contro la legge sulle intercettazioni. In quell’occasione ho ricordato, tra l’altro, che il primo tentativo di mettere la mordacchia alla stampa l’ha compiuto nel 2007 il giornalista professionista Clemente Mastella, assunto presso la sede Rai di Napoli nel cuore degli anni ’70, dove ha lavorato poco più di un anno prima di entrare in Parlamento senza uscirne più fino al 2008.

Mastella da ministro della Giustizia del governo Prodi produsse un disegno di legge per certi versi anche peggiore di quello in discussione in queste settimane, che prevedeva per i giornalisti che pubblicano atti non più coperti da segreto la condanna a un’ammenda fino a 100mila euro, ovvero la pena dell’arresto per 30 giorni. Sanzioni che nemmeno l’orrido ddl del ministro Alfano contempla, ‘limitandosi’ a un’ammenda fino a 10mila euro.

Mastella è tuttora iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Poche settimane fa ha votato per il rinnovo delle cariche del Consiglio della Campania. Scrisse tre anni fa Marco Travaglio, mentre l’inchiostro del ddl firmato dal leader dell’Udeur non si era ancora seccato: “Mi domando che ci faccia uno così, uno che ha questa concezione della libertà d’informazione, del diritto di cronaca e di critica, nell’Ordine dei giornalisti. Onde evitarmi di doverlo querelare nel caso in cui dovesse chiamarmi “collega”, domando rispettosamente all’Ordine dei giornalisti se non sia il caso di espellere il “giornalista” Mastella. Oppure, in alternativa, di tenere lui e di espellere tutti i giornalisti veri”.

Sottoscrivo e rilancio: perché non espellere anche i colleghi-parlamentari (e sono molti) che hanno votato il bavaglio cucito da Alfano?