Non c’è colore politico nei palazzi di Propaganda Fide. Destra e sinistra sono condomini nelle sterminate proprietà immobiliari di questa Curia che dovrebbe pensare solo all’evangelizzazione dei popoli e che invece è diventata celebre per i criteri clientelari con i quali gestisce come forte leva di potere il suo immenso patrimonio.
Uno dei casi inediti è quello di un appartamento che si trova in una delle strade più belle di Roma: via dell’Orso, tra Piazza Navona e il Tevere. Esterino Montino. Il parlamentare del Pd, numero due della Regione Lazio nell’era Marrazzo e poi per un breve periodo asceso al ruolo di vicario del governatore dimissionario, è inquilino di un terzo piano nel cuore della Capitale assieme alla sua compagna, il consigliere comunale di Roma del Pd Monica Cirinnà.
Il canone pagato dalla coppia del Pd è irrisorio: 360 euro al mese per un immobile che ne vale 3 mila. Come vedremo gli inquilini sono pronti a fornire una spiegazione documentata a questo dato sconcertante ma la storia merita di essere raccontata comunque perché dimostra come esistano due circuiti diversi per trovare casa nella Roma papalina: chi conosce qualcuno nelle alte sfere Oltretevere ha accesso a un mercato precluso a chi non dispone in agenda del numero giusto. Oggi a Roma con 360 euro al mese si può affittare una comoda stanza in condominio con altri studenti o extracomunitari a Torre Maura, un quartiere popoloso dal quale è possibile raggiungere in un’ora e mezzo il centro storico in autobus. Come hanno fatto Cirinnà e Montino ad avere in affitto per 360 euro un appartamento di 110 metri quadrati che permette di raggiungere in due minuti la Camera dei deputati e tutti i posti più belli di Roma? “Il Fatto” ha sentito i protagonisti di questo affare.
“Quando nel 1998 siamo andati a vivere insieme con Esterino”, racconta Monica Cirinnà, “abbiamo chiesto a monsignor Angelo Mottola, uno dei pochi amici che avevamo in Vaticano se era possibile affittare una casa. Lui ci spiegò che c’era un appartamento che nessuno voleva, perché ci abitava un ragazzo con problemi psichici che l’aveva mandato in malora. Il ragazzo era divenuto famoso perché aveva preso a martellate la Fontana di Trevi e la sua casa era in condizioni davvero fatiscenti. Decidemmo di prenderla comunque ristrutturandola a nostre spese. Ed è per questa ragione che il canone è così basso”.
Appena si nomina la ristrutturazione della casa di un politico in affitto da Propaganda Fide viene subito in mente Diego Anemone e la sua celebre lista, sulla quale però non figura la coppia Montino-Cirinnà. “Non abbiamo mai avuto niente a che fare con Anemone”, spiega Esterino Montino che aggiunge a scanso di equivoci, “conosco Angelo Balducci ma solo nella sua veste di provveditore alle Opere pubbliche del Lazio. Non ho mai avuto nulla a che fare con lui al di fuori delle ragioni di ufficio e ovviamente non c’entra nulla con la mia casa”. Per dimostrare quello che sostengono, Montino e Cirinnà conservano tutte le ricevute della ristrutturazione effettuata allora. “Abbiamo rifatto tutti gli impianti, i pavimenti, le finestre e i bagni, che erano addirittura alla turca”.

I lavori sono stati effettuati dall’impresa Arnaldo Cicchetti e non da Anemone e sono costati 150 milioni di vecchie lire. Nel Natale del 1998 la coppia dei politici di sinistra entra finalmente nell’appartamento. “Il contratto è appena scaduto perché aveva durata 12ennale, perché – spiega sempre Monica Cirinnà –, “in tal modo avremmo potuto spalmare i costi della ristrutturazione su un lasso più lungo dei soliti 4 più 4 anni”. L’appartamento è così composto: due camere, soggiorno, due bagni e cucina. Disposto su due livelli, affaccia all’interno e non ha balconi. All’inizio del contratto Montino e Cirinnà pagavano 600 mila lire al mese. Poi con le rivalutazioni il canone è arrivato a 360 euro ai quali si aggiungono gli oneri condominiali per 550 euro complessivi. Monsignor Mottola nel frattempo è diventato arcivescovo ed è partito per l’Iran. Il contratto è scaduto a maggio e il Vaticano ha chiesto un canone adeguato di 3 mila euro al mese. “Stiamo valutando cosa fare”, spiega Monica Cirinnà, “e abbiamo dato mandato all’avvocato Francesco Picerni di trattare con Propaganda Fide perché ci sembra troppo. In fondo la casa si è valorizzata grazie anche alla ristrutturazione che Montino ha seguito in prima persona dal cotto nei pavimenti al caminetto in soggiorno”.
Comunque, anche calcolando i costi di ristrutturazione, la coppia ha fatto un affare. Nel 1998 a Roma una casa come quella affittata dai due politici per 350 mila lire valeva sul mercato almeno 2 milioni in più. Se si capitalizza il risparmio ottenuto per 144 mesi, si scopre che, se anche la coppia ha anticipato i 150 milioni di lire per i lavori, ha comunque ottenuto un risparmio di altri 100 milioni di vecchie lire grazie a un contratto bloccato per 12 anni e vantaggioso. Resta quindi un punto delicato: il conflitto di interessi: il Vaticano ha imponenti interessi nella sanità laziale sottoposta a controllo della Regione. Ma, secondo Montino, “non ha mai usato come strumento di pressione il fatto di essere il padrone della casa nella quale abitiamo”. Anzi, Monica Cirinnà rivendica le sue battaglie: “Sono famosa per avere votato sempre contro gli interessi della Chiesa”.