Purtroppo L’Aquila continua, tristemente, a confermarsi città violentata dall’arroganza dei potenti e dei loro complici, del piccolo schermo e di alcune testate giornalistiche asservite. E così i suoi cittadini tornerano a Roma, domani, per chiedere ancora una volta non un obolo o un contentino, non l’elemosina o dei privilegi, ma il rispetto dello stato di diritto, che il governo da oltre un anno tenta di calpestare. Insieme a loro forse ci saranno tutti quei cittadini che hanno capito.

I cittadini informati, quelli che navigando sul web riescono a saziare la propria voglia di sapere e di vivere il Paese reale, nonostante sia doloroso. Quei cittadini che non vogliono rinunciare alla propria identità e che si schierano a favore della verità e della giustizia.

I motivi per cui gli aquilani manifestano sono sconosciuti ai più. C’è una parte del Paese che crede ancora alla favola, costruita ad arte, che Silvio Berlusconi abbia risollevato le sorti dei terremotati, così come c’è una parte del Paese che crede alla favola, altrettanto artificiosa, che Silvio Berlusconi abbia risolto l’emergenza rifiuti in Campania.

Anche questa volta, probabilmente, i telegiornali che hanno glorificato il premier e i suoi lacchè durante le ‘sfilate’ nei ‘lager’ dei terremotati, oscureranno le legittime proteste degli aquilani.

Il 16 giugno, infatti, il Tg1 e il Tg2 (Sì, quelli della RAI, la TV di Stato per cui gli italiani pagano il canone) hanno palesemente nascosto all’opinione pubblica che VENTIMILA persone (e tra queste i sindaci e gli amministratori locali di tutti i colori politici) si erano riversate sulla Roma-L’Aquila per chiedere al governo le giuste misure in termini di sostegno economico, tasse, occupazione, rispetto delle regole, ma soprattutto in termini di ricostruzione.

Gli aquilani sono stremati. Sfiniti. Sfiniti non dalle conseguenze del terremoto, ma dalla ricostruzione falsata e ingannevole operata dai media, che ha fatto piombare la città nell’emarginazione economica e sociale. Il fatto che L’Aquila sia ancora una città fantasma e ci siano ancora milioni di metri cubi di macerie da rimuovere non è una notizia per il direttore del Tg1, che dedica i suoi editoriali alla strenua difesa del grande capo: Silvio Berlusconi. I servizi del tg dell’ammiraglia bisognava necessariamente dedicarli alle creme solari e alla sterile polemica (una bufala tra l’altro) sulla Nutella; non c’era spazio per ventimila cittadini senza speranze. Non c’era l’interesse a mostrare la vera faccia del Paese.

Berlusconi e amici, dopo aver speculato sulla tragedia, si sono volatilizzati. E gli stessi avvoltoi che hanno sapientemente orchestrato un piano mediatico sulle teste degli aquilani, adesso continuano a nascondere la realtà dei fatti in cambio della benevolenza della ‘cricca’ di governo.

Che la disinformazione stesse violando l’innocenza dei terremotati, io lo raccontai a Nettuno e a L’Aquila quando non era ancora passato un mese dal sisma. Già, perchè io sui luoghi del ‘disastro’ c’ero stata; avevo interrotto la campagna elettorale per le elezioni europee per tornare in servizio, in qualità di funzionario direttivo del Dipartimento Regionale di Protezione Civile in possesso del titolo di Di.Ma. (Disaster Manager, ovvero Coordinatore di Soccorsi in Emergenza).

Lo ‘scandalo’ della Protezione Civile non mi ha per nulla sconvolta, infatti. A tal proposito, potrebbe risultare interessante leggere un post pubblicato sul mio sito ufficiale il 26 febbraio, nel quale ci sono i video delle mie denunce pubbliche a pochi giorni dal terremoto, in quegli stessi luoghi, nelle tende, tra i terremotati.

Inoltre, proprio perchè in Italia le televisioni e la maggior parte delle testate giornalistiche sono tenute a subìre le minacce e le rappresaglie di un governo illiberale e narcisista, ho organizzato la proiezione del film di Sabina Guzzanti ‘Draquila-L’Italia che trema’, a Bruxelles.

Quel film è un documento che ha lasciato basiti i parlamentari degli altri Stati membri, e ha trovato gli applausi degli italiani residenti in Belgio.

Dopo le denunce pubbliche e l’organizzazione di numerosi eventi per testimoniare quello che ho visto e vissuto, adesso ritorno a fare appello ai cittadini italiani: non lasciamo soli gli aquilani. Non lasciamo solo chi ha perso tutto. Quei cittadini che il 24 giugno saranno a Roma per farsi sentire (*), hanno conservato il bene più grande che un essere umano possieda: la dignità. Non permettiamo che un manipolo di delinquenti privi gli abruzzesi anche di quella.

(*) P.S. l’appuntamento è per le 10 del mattino a Palazzo Madama, al Consiglio Comunale straordinario. La manifestazione si sposterà poi sotto la sede RAI di Viale Mazzini.