Archivio cartaceo | di Redazione Il Fatto Quotidiano | 22 giugno 2010
Da Barcellona, il nuovo Sbarco dei Mille per rifare l’Italia
Ma il progetto di quella che è stata ribattezzata “la nave dei diritti” ha raccolto centinaia di consensi anche in Italia: a Roma, Milano, in Sicilia e Sardegna, da dove hanno fatto giungere il loro sostegno gli operai Vinyls che occupano l’Asinara. “Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario – denunciano il loro manifesto dello Sbarco – Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi”. Un’analisi spietata nella quale si sono riconosciuti numerosissimi intellettuali. In tanti hanno voluto far arrivare il loro sostegno attraverso videomessaggi. Tra i più commoventi, quello di José Saramago, registrato nella sua casa di Lanzarote, poche settimane prima della morte. “Ciò di cui ha bisogno il popolo italiano in questo momento – diceva il Nobel portoghese – è il rispetto di se stesso. L’Italia ha suscitato vere e proprie passioni nella gente, per la cultura, per l’arte. Per questo fatico molto a capire, com’è che un paese che nel passato ha avuto quel che ha l’Italia si è lasciato cadere così in basso”. Entusiasta il commento di Dario Fo: “Èun’iniziativa bellissima. Andiamoci e applaudiamo tutti insieme il coraggio e la trovata di questi nostri concittadini emigrati che tornano nella loro terra per sollecitare chi ha un minimo di senso della civiltà e della democrazia un impeto di lotta”. Per Antonio Tabucchi, è importante che questo moto di ribellione arrivi “fuori dai confini”, perché “in Italia siamo in un circolo vizioso”. “Io credo che l’Europa abbia molta responsabilità – denuncia l’autore di Sostiene Pereira, libro simbolo della difesa della libertà d’informazione – però questa responsabilità è aumentata anche dalla cosiddetta opposizione italiana”. E Moni Ovadia assicura: “Non contino sulla nostra stanchezza, noi non ci arrenderemo mai nella lotta per difendere l’uguaglianza e la dignità dell’uomo”.
Lunghissima la lista di partecipanti all’iniziativa. Tra i nomi più noti: Beppe Grillo, Erri De Luca, Roberto Vecchioni, Franco Battiato, Sabina Guzzanti, Paolo Flores d’Arcais, Luigi De Magistris, don Gallo, Beppino Englaro, Carlo Verdone, Paolo Rossi. E poi le associazioni anti-razziste, i No-Tav, Italia Nostra, Greenpeace. La nuova “spedizione dei Mille” sarà una grande festa che comincerà venerdì con la partenza dal porto di Barcellona (per chi voglia imbarcarsi, c’è ancora posto), si svilupperà con una serie di iniziative a bordo – musica, teatro, proiezioni, e ci sarà anche Tonino Carotone – per concludersi a Genova: l’accoglienza sabato sera al Porto Antico con una festa “ri-Costituente” e, per tutta la giornata di domenica 27, spazio alle “piazze tematiche”. Incontri, mostre e conferenze, sul diritto alla pace, alla dignità del lavoro, al sapere.
Alessandro Oppes
Da Il Fatto Quotidiano del 23 giugno 2010





