C’è una curiosa analogia tra i Mondiali del 1994 negli Stati Uniti e quelli che si stanno svolgendo in Sudafrica. Allora, come oggi, al governo c’era Mister B. Allora, come oggi, il pallone è usato come arma di distrazione di massa per cercare di far passare le leggi vergogna del Cavaliere col minore danno d’immagine possibile. Sedici anni fa a luglio il governo, tra un gol di Baggio e l’altro, sfornò il decreto salvaladri, nel tentativo di evitare le manette al fratello del premier. Il decreto venne poi ritirato, cancellato dal niet di Lega e An.

Adesso, mentre gli azzurri del Calcio arrancano tra pareggi senza gloria, gli azzurri del Parlamento provano ad accelerare l’approvazione della legge bavaglio e a infilare l’ennesimo condono edilizio nella manovra finanziaria. Ma le analogie finiscono qui. Nel 1994 tv, giornali e opinione pubblica sostenevano l’azione dei magistrati senza se e senza ma e l’atteggiamento del Quirinale nei confronti di Berlusconi era meno indulgente. Inoltre, nel 1994 la Nazionale di Arrigo Sacchi riuscì in maniera rocambolesca a conquistare la finale e per poco non ci scappava il trionfo, sconfitta solo ai rigori dal Brasile. Difficile che l’anemica squadra di Marcello Lippi riesca a eguagliare l’exploit. E stavolta l’arma di distrazione di massa dovrebbe disinnescarsi da sola.