BAFANA BAFANA I nostri ragazzi
Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro…

Fabio Caressa, Sky Mondiale 1, Italia-Nuova Zelanda, 65’ minuto: “Sembra un po’ teso Lippi”. 82’: “Ha la faccia dura Lippi”. 94’: “Per passare dobbiamo battere la Slovacchia. Superspot”. Meglio.

SUDAFRICA MON AMOUR Silvia rimembri ancora
Quando l’inviato diventa poeta…
Aveva cominciato il Mondiale in sordina, perché? Ma eccolo il nostro poeta preferito, quel belloccio di Ivan Zazzaroni. Espressione molto arguta di Notti Mondiali sulla Rai ed editorialista molto acuto di Libero. La sua rubrica ha il titolo di una retrospettiva: “Dal continente nero”. E lo stile di un racconto. “Vigilia di Natale, è questione di ore, poche”. Sarà il freddo dell’inverno sudafricano? Forse sì. “Nelspruit, provincia di Mpumalanga, il Mozambico è a un’ora di auto, l’inverno breve e accettabile nelle ore di sole”. E dunque, “non sembra: ma è proprio la Vigilia Di Natale e annuncia un altro possibile salvatore della patria meridionale”. Non sembra, infatti non è: nemmeno Di Natale salva l’Italia. Forse ha letto Zazzaroni…

SUDAFRICAL Alla scoperta del trash
Africani maleducati! E non ci facciamo sempre riconoscere…

Ci si chiede perché tocchi sempre a lui, il più pudico dell’esercito Gazzetta (18 inviati, alla faccia della crisi) al Mondiale. Ma è ancora Massimo Cecchini a raccontare i tempi morti del ritiro azzurro (se li chiamano così ci sarà un motivo?). Il nostro fa di tutto, gliene va dato atto, per ravvivarli un po’. E, quindi, nell’edizione del 18 giugno Cecchini scrive che “con Skype, la musica di Waka Waka e un bel po’ di revival gentilmente offerto dagli iPod di Cannavaro e Bonucci, la truppa è calda!”. Del resto, “un Mondiale si vince anche impiegando bene il tempo libero”. Magari anche provando a giocare a calcio. Il giorno dopo, e siamo alla vigilia di Italia-Nuova Zelanda, un altro interessantissimo bollettino di Cecchini: “La prossima settimana sbarcheranno a Johannesburg la moglie di Gilardino e le fidanzate di Montolivo e Quagliarella. Il grosso della truppa, però, arriverà soltanto agli ottavi, quando (e se) il gioco si farà duro”. Soprattutto “se”, caro Cecchini…

MONDIAL MARKET La marchetta del giorno
Siamo tutti prezzolati, la penna più pagata del Mondiale

Irrompe nel Mondiale l’azzimato Sole 24 ore, il giornale del “fare”, mica le inutili disquisizioni tecnico-tattiche di quegli analfabeti dei cronisti sportivi. Nell’edizione del 18 giugno, l’apertura dell’unica pagina sportiva (sportiva?) è affidata a Paola Bottelli, ragioniera entrata al Sole come stenografa e via via diventata grande esperta di moda (appunto). Nel giorno di Inghilterra-Algeria, la Bottelli ci racconta che tra tutti i tecnici visti al Mondiale “Capello vince la sfida dello stile”. Evviva, l’indomani i manager della City avranno avuto di che consolarsi. Un duello all’ultima cucitura tra “Gerardo Andriello e Timothy Everest. Un sarto calabrese trapiantato in America Latina e uno dei marchi di punta di Sawile Rod , il tempio londinese del “su misura”. Gerardo ha vestito Maradona, Timothy ha abbottonato (in tutti i sensi) Capello”. E giù un elenco impressionante di stilisti e marchi dell’alta moda. La Bottelli fa sapere ai suoi lettori londinesi che la replica del completo Capello si trova da Marks and Spencer anche a 79 sterline. Andrà a ruba, sicuramente.
Nessuno pensi che al Sole piace cazzeggiare, se a qualcuno è venuto il dubbio vada a leggersi l’editoriale del 20 giugno di Gianni Riotta, il direttorissimo. Si intitola: “Scelte per la competitività: o Pomigliano o Domenech”. Che c’entrano gli operai della Fiat con il ct francese? Forse sono stati umiliati entrambi? No, il parallelismo è più interessante. “Si possono produrre automobili nel 2010 a sud di Roma secondo lo stile in cui si devono produrre nel mondo, o dobbiamo mantenere un inetto caso italiano, catenaccio tardivo dove si fa finta di vivere nel 1970, tempi di Italia-Germania 4-3?”. Purtroppo non fa nemmeno ridere.

MAI DIRE MONDIALE Gli articoli impossibili

Se l’italiano è un’opinione
L’Unità sì che è un giornale alternativo. Inutile spendere soldi per mandare inviati in Sudafrica, le meraviglie sono qui, davanti ai nostri occhi. Andrea Satta ha visto Italia-Paraguay con Hashim, “zingaro azzurro” di un campo nomadi sulla Tiberina. “La partita è già cominciata, Roma è deserta. Si gioca a Città del Capo. Tranquilli, presto anche Roma si chiamerà così”. In effetti, ci eravamo preoccupati. “Puntiamo al Camping River, sulla Tiberina. È campagna romana, se non fossimo affannati dalla voce della radiocronaca sarebbe da godersi il fade-out di questa serata di giugno”. Fade-out? Voleva dire dissolvenza, Hashim avrà capito di che si tratta, no?

TROMBETTA A CHI? Premio vuvuzela, the winner is…
Dacci oggi la nostra pernacchia quotidiana, il migliore del giorno
Finalmente una voce fuori dal coro, e che voce! Nientepopodimeno che Mina, la tigre di Cremona, la prima a fare outing. “Le vuvuzelas mi fanno tenerezza. I sudafricani credono di fare un gesto gentile, una carineria”. Li inviti tutti a casa sua e poi ci dica di nuovo che ne pensa. Forse, però, Mina si è intenerita leggendo (una delle poche) il Foglio del 18 giugno. Che ci annunciava di essere entrato “a casa dell’uomo che ci sta assordando”. Francesco Viola è un eroe, ha scovato a Tempisa quel mattacchione di Freddie Maake, l’inventore dell’infernale trombetta! A parte la tristezza della descrizione di un uomo che vive praticamente in miseria perché gli hanno pure scippato il brevetto (“La vuvuzela l’ho inventata io!”), da segnalare la chiusa del pezzo, memorabile: “Ho avuto tre donne. E tutte le volte abbiamo divorziato. Nessuna di loro sopportava il suono delle vuvuzelas dentro casa. Sono scappate”. Hanno tutta la nostra solidarietà.