Carissimi, buona fortuna a tutti. Inauguro il mio blog (il primo che abbia mai avuto in assoluto) con queste decime. Una Decima consta di dieci ottosillabi incatenati con uno schema abbaaccddc. Ma che ve lo dico a fare, lo sapete di certo: non sfuggirà ai più che è il metro piu usato per le improvvisazioni in versi in tutta America Latina, ove precipitò dalla Spagna con Calderon; tutti voi saprete benissimo che La Vita è Sogno è perlappunto in decime.

Ciò premesso, per i pochi che abbiano superato lo sbarramento di queste sei righe, ecco cinque belle decime tonde tonde e perdipiù inedite, che mi vennero dal cuore ai tempi del gran dibattito sui crocefissi nei tribunali. Direi che sono ancora attuali, o che perlomeno attualissimo è il dibattere su peso, senso e misura dei giudici e delle leggi.

Sulla questione dei crocefissi nei tribunali. E in generale della giustizia.

Premesso che mi sta bene
il sacrosanto concetto
che nello Stato il Diritto
è un cardine del sistema,
e concordando sul tema
che certe contestazioni
sono volgari espressioni
di populismo d’accatto,
scusate se mi permetto
le seguenti osservazioni.

Nei tribunali c’è scritto,
sotto un crocefisso storto
dove un Cristo mezzo morto
agonizza zitto zitto:
“LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”.
E la frase sembra che
Voglia dire: “sai che c’è?
Il giudice sono io,
Se ammazzo il figlio di Dio
Vedrai cosa faccio a te”.

Risulta inoltre evidente
che quel noto tribunale
liberasse un criminale
dietro pressioni insistenti
di lobby molto potenti:
e fu un giudizio arbitrario
a decretare il Calvario.
Risulta quindi palese
che allude, quel Cristo appeso,
all’abuso giudiziario.

Insomma quel Cristo là,
che sembra pieghi le braccia
alla frase che minaccia,
tutto rappresenterà
eccetto che la pietà.
Quindi trovo naturale
Che Cristo dal tribunale
vada comunque levato:
che se il giudice è Pilato
Per Cristo si mette male.

Giudici, buona fortuna
in questi giorni non belli
di lupi in veste d’agnelli
che passano per la cruna.
In questi chiari di luna
Vegliate, comunque vada,
la nostra cattiva strada,
l’innocenza e l’arroganza.
Ma tarate la bilancia,
prima di usare la spada.