La dicitura “bere consapevolmente” campeggia sulle etichette dei super alcolici e viene ormai sempre specificata nelle pubblicità. Il vino e i suoi stretti parenti vivono tempi duri, sono considerati amici poco raccomandabili da frequentare, specie alla vigilia della temutissima prova costume. Ma il vino, almeno lui, prodotto nobile e d’antichissima tradizione, ha un lato buono, un aspetto health-friendly, amico della salute, senza esagerazioni. Il segreto consiste nello sfruttare gli elementi salutari del vino, o per essere più precisi delle uve.

I polifenoli, di cui è ricca la buccia, non solo contribuiscono in modo decisivo al colore delle uve, ma hanno delle vere e proprie doti benefiche sul nostro corpo. È la durata del contatto tra le bucce e il mosto, nel corso della vinificazione, che determina il colore più o meno carico del vino e di conseguenza il passaggio del ”buono” delle bucce al vino. I polifenoli sono appartenenti alla famiglia dei flavonoidi e hanno un riconosciuto impatto positivo nella lotta all’invecchiamento cellulare. Delle vere e proprie armi contro i cosiddetti radicali liberi colpevoli della degenerazione dei tessuti cutanei. Insomma, per gli stregoni delle creme di bellezza e i maghi delle terme costituiscono una reale risorsa, una vera manna dal cielo. Da qui l’idea di sfruttare la nobiltà degli acini nella lotta ai segni del tempo. Se fino a qualche anno fa le cure a base di vino erano a disposizione delle tasche più gonfie, come quelle delle dive hollywoodiane, da qualche tempo sono state rese accessibili ad un pubblico femminile più ampio.

Il primato francese L’Italia è da sempre in competizione con la Francia in materia di vino. Un braccio di ferro su produzione e soprattutto qualità. Una partita che nel caso della wine therapy ci vede sconfitti dai concorrenti d’oltralpe. D’altronde era stato proprio un medico francese nel 1410 a scrivere il primo trattato pubblicato sul vino. E anche stavolta i bordolesi hanno avuto per primi l’intuizione, iniziando a sfruttare le potenzialità del loro prodotto d’eccellenza; offrendo bagni nei tini e nelle botti di Merlot o proponendo delicati trattamenti esfolianti a base di Cabernet. Due uve dall’importante contenuto polifenolico e per questo più efficaci nella lotta all’invecchiamento.

Non solo antirughe Se la punta di diamante delle proprietà salutari dell’uva è la capacità antiossidante, è però altrettanto vero che i miracoli che il vino fa non sono circoscritti alla lotta alle rughe. Cosi come il vino ha un effetto rilassante e calmante, così le uve aiutano invece nella depurazione dell’organismo, ma soprattutto al dimagrimento e più in generale a modellare la figura. I trattamenti sono tutti a base di uva a bacca nera. Si utilizzano le bucce, i semi, il raspo: tutti questi elementi sono sottoposti a un processo ad hoc utile poi a creare fanghi, creme e oli essenziali utilizzati per tonificare ammorbidire la pelle e a curare anche la cellulite. Trattamenti per viso e corpo che garantiscono benessere e sollievo.

La risposta italiana Una moda che è arrivata nelle aree di grande tradizione vinicola italiana, Franciacorta e Alto Adige in primis. Centri alberghieri a più stelle propongono trattamenti termali degni della tradizione romana arricchendo la loro offerta con sedute di massaggi agli estratti di vino da uve coltivate senza l’uso di additivi chimici.

Si può quindi essere astemi e beneficiare ugualmente delle proprietà del vino. Si può non amare il sapore dell’uva ma utilizzarla per rallentare l’invecchiamento cellulare. Per star meglio non serve un intervento divino, ma un trattamento di-vino.