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In qualità di Ministro (e già sull’uso della parola “qualità” a proposito di Maria Stella ci sarebbe da discutere), la Gelmini ha prodotto due leggi in cui sono contenuti concetti strabilianti.

Reintroduzione del maestro unico.
Serve per aumentare il tempo pieno. Il tempo che si riempie è quello degli insegnanti che restano.

Reintroduzione del grembiule per eliminare le differenze sociali che si manifestano coi vestiti griffati.
Stupefacente: basta nascondere le cose per cambiare la realtà. Il concetto di “sepolcro imbiancato” viene da subito inculcato nella mente del bambino che cresce incolpevolmente ipocrita. Un ottimo risultato formativo.

Reintroduzione dei voti al posto dei giudizio.
I numeri parlano da soli. Nessuna assunzione di responsabilità da parte dell’insegnante.

Ripristino del valore in pagella del voto in condotta con l’obiettivo di contrastare il fenomeno del bullismo. È come cercare di arginare il terrorismo con le multe.

Valorizzazione del merito. L’avanzamento degli insegnanti deve considerare obiettivi raggiunti e qualitá dell’apprendimento. Gli insegnanti di religione sono esclusi, hanno già il merito di essere tali, anzi, talari.

Insegnamento obbligatorio di educazione civica, regole della strada e rispetto dell’ambiente.
Il tutto mentre il Premier non rispetta la Costituzione, disprezza le regole e reintroduce il nucleare…

Ma la migliore performance della Gelmini rimane l’ora di religione.
Premessa: viviamo in uno stato “laico” che non consente agli atei di pubblicizzare le proprie idee (vedi Genova) e punisce con la squalifica chi bestemmia sui campi di calcio. Intanto, su quegli stessi campi, Cavani, Legrottaglie o Kakà, per esempio, quando segnano alzano le maglie per far sapere a tutti che il gol è stato fatto grazie all’intervento di Dio.

Ora, ammettendo che le cose stiano così (e non credo), ma se un giocatore ritiene di fare gol per intervento di Dio, perché chi subisce quel gol non dovrebbe bestemmiare?
Inoltre, perché Dio si dovrebbe comportare come Moggi? Allora a quando il processo di Padreternopoli?
Facezie, ma non troppo. Resta il fatto in questo stato “laico” la Gelmini, nell’ambito scolastico, si schiera apertamente dalla parte della chiesa cattolica.

Alcune dichiarazioni emblematiche:
«L’ora di religione non si tocca» (mentre sarebbe più opportuno dire “Nell’ora di religione non si tocca”)
«Non è un’ora di catechismo ma è un’ora di approfondimento dei contenuti e dei valori della religione cattolica». Ovvero: come usare i sinonimi come se fossero contrari.

«La pretesa della Chiesa di mantenere la connotazione che oggi ha l’ora di religione a scuola è assolutamente legittima: nel rispetto di tutte le religioni è innegabile il ruolo che quella cattolica ha avuto nella cultura e nella storia del nostro paese». Affermazione vera, infatti il ruolo della religione nel sostenere per esempio il fascismo è stato importante.

Per la Gelmini l’ora di religione «deve rimanere quello che è sempre stata». Con buona pace della razionalità e del senso critico legato all’abitudine al libero pensiero. .