Due giorni fa erano 7,5 milioni. Oggi “a dispetto di quello che dice l’Anm  potrebbero esserci anche 10 milioni di persone spiate, cifre che non hanno eguali nel mondo”. Berlusconi torna a parlare di intercettazioni e affida la sua arringa ad un messaggio audio inviato ai “Promotori della libertà”. Dopo che il Pdl ha dato il via libera ai ritocchi chiesti con determinazione dai finiani e dopo i segnali di incrinature nel rapporto con la Lega il presidente del Consiglio apre alle modifiche ma non demorde: è “necessario” approvare il provvedimento che limita l’uso e la pubblicazione delle intercettazioni. E pur non fissando un termine per il varo del ddl da parte del Parlamento ammonisce affinché si evitino “le calende greche”.

“Dobbiamo impedire che questa legge subisca la triste sorte che di solito tocca alle leggi che non piacciano alla sinistra e ai suoi pm politicizzati. Cambiamola – dice Berlusconi – emendiamola, rivediamola, ma approviamola è nell’interesse di tutti, altro che casta”. Il premier chiama quindi alla mobilitazione i suoi “Promotori della Libertà” denunciando “l’abuso sistematico delle intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione sui giornali o addirittura in televisione”. “Nessuno sta mettendo in discussione l’utilità delle intercettazioni nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata – dice – e non è vero che si vuol tutelare una presunta casta come affermano, sapendo di mentire, la sinistra, la lobby dei magistrati politicizzati e i giornalisti di sinistra: il problema è semplice e grave, siamo tutti spiati”, dice il Cavaliere.

“Per questo – dice il premier rivolto al suo popolo – vi chiedo di unire la vostra voce alla mia per dire che è in pericolo il sacrosanto diritto alla privacy. Non si può dire altro quando anche il più innocente dei cittadini viene sottoposto alle intercettazioni, spiato per mesi e poi messo alla gogna sui giornali”.